Ideal Standard, spunta un potenziale
acquirente: il ministro ha chiesto rinvio
della chiusura per valutare l'offerta

di Domenico Tortolano
LA VERTENZA
Uno spiraglio di luce si è aperto ieri per i 320 lavoratori della Ideal Standard di Roccasecca al termine del vertice al Ministero dello sviluppo economico. Un'azienda, individuata dal Mise, sarebbe interessata a rilevare la fabbrica di sanitari in ceramica e per valutare il progetto insieme a Invitalia il ministro Carlo Calenda ha chiesto ai dirigenti della Ideal di prorogare l'attività produttiva dal 14 febbraio al prossimo 30 marzo. Il 27 gennaio è previsto un altro incontro al Mise. Per lunedì alle 13 i sindacati hanno convocato l'assemblea dei lavoratori in fabbrica per individuare ulteriori iniziative di lotta. Questo in sintesi l'esito dell'incontro di ieri al ministero. Presenti il ministro Calenda, il presidente della regione Lazio Zingaretti, i sindacati e la dirigenza aziendale.
Nel pomeriggio di ieri è arrivata la risposta della multinazionale. Ideal Standard, nell'esprimere il proprio apprezzamento per l'esito dell'incontro, si è dichiarata «disponibile a valutare le condizioni per supportare il percorso presentato dal Ministro e si riserva di dare un giudizio più approfondito nell'incontro che il Ministro stesso ha fissato fra quindici giorni per condividere con azienda e parti sociali l'avanzamento delle trattative con il potenziale nuovo investitore».
IL PRESIDIO
Sotto la sede del Mise in via Molise a Roma erano arrivati da Roccasecca circa 500 lavoratori con striscioni, bandiere, megafoni e fumogeni oltre a sindaci e consiglieri regionali ed altri esponenti politici come il presidente del senato Pietro Grasso. «Di fronte al diniego della società - ha spiegato Zingaretti - abbiamo segnalato che c'è un investitore credibile, finanziariamente solido e innovativo, che potrebbe rilevare l'impianto. Su questo Regione, Governo e Invitalia faranno di tutto per rilanciare questo sito produttivo».
I SINDACATI
Soddisfatti i sindacati. «Cogliamo favorevolmente l'impegno del Governo nell'aver individuato un possibile investitore - dicono Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl - e la risolutezza con la quale il ministro ha richiesto in tempi stretti ai vertici aziendali di posticipare la procedura di ulteriori 30 giorni e di lasciare aperto il tavolo anche successivamente alla vertenza per esaminare il piano industriale di gruppo».
LE REAZIONI DEI POLITICI
Non sono mancate le reazioni dei politici. «La richiesta di proroga della mobilità e la manifestazione d'interesse di nuovi investitori per mantenere operativa nel nostro territorio - dichiara l'assessore regionale Mauro Buschini - sono due buone possibilità emerse dal tavolo ministeriale». Per il senatore di Sinistra Italiana, Lista Liberi e Uguali, Massimo Cervellini, si tratta di «un primo risultato significativo aver costretto la proprietà a partecipare al tavolo ma è fondamentale che si sospenda la procedura dei licenziamenti in attesa di trovare soluzioni adeguate».
GRASSO, MOMENTI DI TENSIONE
Ci sono stati anche momenti di tensione per la contestazione di una parte dei lavoratori all'arrivo del senatore Grasso. «Alla fine ha chiarito - io e i lavoratori ci siamo spiegati. Ho preso l'impegno di non abbandonarli».Il consigliere regionale Mario Abbruzzese: «La chiusura di questa realtà potrebbe piegare l'intera economia locale e non solo, il territorio sarà ancora una volta depauperato. Questo noi non lo possiamo permettere. Il lavoro è un diritto, i lavoratori vanno protetti».

 
Sabato 13 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 16:15

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