Frosinone, Variante Casilina nord: finanziamento perso,
ricorso fuori tempo e tegola da 516mila euro

di Alessandro Redirossi
Addio al finanziamento per la variante Casilina nord, Regione che chiede indietro 516mila euro e amministrazione comunale fuori tempo sul ricorso contro le decisioni regionali. Si arricchisce di un’altra brutta puntata la telenovela riguardante l’opera pubblica mai nata, che avrebbe dovuto collegare la Casilina (all’altezza dell’area del centro “Panorama”) con la Monti Lepini e il casello autostradale. La storia della Variante Casilina nord parte nel 1993, quando la Regione concede un finanziamento di 8miliardi di lire. Nel 2000 il contributo per l’opera viene innalzato a 10 miliardi di lire (5,2 milioni di euro). Nel 2005 il protocollo d’intesa Comune-Regione e nel 2007 l’acconto del 10% del finanziamento (516mila euro versati dalla Regione al Comune e utilizzati per spese di progettazione). Non essendo mai partiti i lavori (e non essendo stato mai aggiudicato nemmeno l’appalto), con determina dello scorso 16 marzo la Regione ha revocato il finanziamento da oltre 5 milioni di euro al Comune e disposto la restituzione dei 516mila euro, entro due mesi dalla notifica della determina regionale al Comune (avvenuta a inizio maggio ).
L’amministrazione Ottaviani ha deciso poi di impugnare di fronte al Tar l’atto regionale. Ma il ricorso è arrivato solo il 4 luglio. In base alla sentenza del Tar di Latina, ora, quel ricorso del Comune è irricevibile, perché arrivato a 61 giorni (il termine è di 60 giorni) dalla notifica al Comune dell’atto regionale. Ma c’è di più. Dal Tar infatti arrivano delle bacchettate nei confronti dell’amministrazione comunale. I giudici amministrativi evidenziano che il ricorso non ha fondamento giuridico, visto che il Comune in questi anni non ha eseguito gli impegni assunti nell’Accordo di programma (approvazione del progetto definitivo ed esecutivo della Variante Casilina nord). Il Tar sottolinea anche che il Comune ha perso l’ultimo treno per non veder sfumare quel finanziamento. Infatti, con una nota ufficiale dell’ottobre 2012, la Regione aveva invitato il Comune a inoltrare una richiesta di deroga, al fine di non perdere il contributo regionale per la Variante. Ma a quell’invito il Comune non ha risposto. Inoltre nel 2014 la Giunta Ottaviani aveva cancellato la Variante dal programma delle opere pubbliche per assenza di risorse. A luglio l’assessore ai Lavori Pubblici Fabio Tagliaferri aveva spiegato, con una nota ufficiale, come gli oltre 5 milioni non sarebbero mai bastati per realizzare un’opera «sui 10 milioni di euro» aggiungendo che «risulta difficile immaginare la realizzazione di questa opera di collegamento, a distanza di 24 anni» in assenza anche della rotatoria al casello. Sulla posizione dell’amministrazione era andata all’attacco, dal Pd, la consigliera comunale Alessandra Sardellitti. Sollevando anche il problema del ricorso fuori tempo. «Per quale motivo si va di fronte al Tar, affrontando un ricorso con dei costi per il Comune, contro la revoca di un finanziamento che l’amministrazione in questi anni non ha difeso?» aveva chiesto la Sardellitti a luglio. Ora il Comune perde su tutta la linea. Il finanziamento è perso, il Comune è stato condannato a pagare 1500 euro per le spese di giudizio di fronte al Tar e la Regione rivuole i 516mila euro. Cifre che da Roma potrebbero recuperare attraverso compensazione (fra crediti e debiti) o riscossione coattiva nei confronti del Comune.

 
Mercoled├Č 13 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:20

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