Frosinone, screening a rilento per
la prevenzione dei tumori al seno
Dalla Asl più soldi ai medici

di Alessandro Redirossi
Ritardi negli approfondimenti collegati screening mammografici: la Regione richiama la Asl di Frosinone, che ora corre ai ripari con circa 300mila euro per il 2018. E’ quanto accade nell’azienda sanitaria della provincia di Frosinone dove, sulla base delle disposizioni regionali, da anni si effettuano programmi di screening gratuito nell’ottica della prevenzione dei tumori del seno. In caso di esito positivo degli esami di primo livello, si attiva un approfondimento di secondo livello. In sostanza esami diagnostici per scavare più a fondo sulla base di elementi emersi dai primi controlli, nell’ottica della lotta al tumore al seno. Da completare, nel caso, con un percorso di trattamento.  Come si evince da un documenti di inizio ottobre a firma di Giancarlo Pizzutelli, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl, si sono riscontrati dei ritardi per quanto riguarda gli approfondimenti di II livello. Nel luglio 2015 la Asl aveva previsto un incentivo economico per i tecnici e i medici radiologi per l’erogazione dei test di primo livello, mentre gli approfondimenti di II livello venivano garantiti nel normale orario di servizio. La scorsa primavera la Regione ha ampliato alla fascia di età 70-74 anni i protocolli relativi a prevenzione e diagnosi nei centri di screening prima rivolte alle donne fra i 50 e i 69 anni.  Così sono aumentate le attività di screening mammografico, sia di primo che di secondo livello, mentre si sono registrate delle carenze rispetto al personale sanitario impiegato. Tanto da produrre dei ritardi nello svolgimento degli esami mammografici inseriti nel programma di prevenzione dei tumori al seno. Il 6 settembre la Regione ha scritto alla Asl di Frosinone per invitarla a correggere il tiro e garantire un regolare percorso di screening ai propri utenti. Due giorni dopo, in una riunione, la responsabile dell’unità di coordinamento screening ha segnalato, in base al documento a firma di Pizzutelli, “ritardi nell’esecuzione degli approfondimenti diagnostici di II livello”. Ritardi che, scrive il dottor Pizzutelli nel suo atto, “condizionano fortemente il regolare prosieguo del percorso diagnostico terapeutico”. Con conseguenze negative, dunque,  sulle attività e gli standard di prevenzione per quanto riguarda i tumori al seno. Nell’atto Pizzutelli evidenzia anche che le carenze (relative al personale) sono state “più volte evidenziate alla Regione”. E sempre l’8 settembre il direttore del dipartimento di diagnostica in una nota ha evidenziato che i medici radiologi non possono dedicare il 50% del monte ore lavorative alla sola attività di screening, dovendo portate avanti anche altre attività a livello di assistenza e diagnosi cliniche all’interno della Asl.
Come si evince dal documento di Pizzutelli, la Asl frusinate dovrà garantire l’esecuzione della mammografia a 41.500 donne l’anno (con un tasso di adesione di almeno il 50%, 20.500) e 1680 presunti esami di approfondimento da garantire. Per garantire tali standard,in attesa dell’assunzione del personale per sopperire alle carenze nel settore della radiologia, Pizzutelli il 10 ottobre ha proposto che l’attività di screening di secondo livello venga svolta dai medici e dai tecnici radiologi fuori dall’orario di servizio e retribuita come “acquisto prestazioni”. Aggiungendosi agli incentivi per medici e tecnici già previsti dal 2015 per gli screening di primo livello. Ovviamente con un incremento delle  risorse da impiegare da parte della Asl, pari a 280 mila euro nel 2018. Modifiche accordate ieri con delibera del Commissario straordinario della Asl Luigi Macchitella.
 
Sabato 30 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:45

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