False emergenze per evitare la fila
nel pronto soccorso, indagati
15 medici dell'ospedale "Spaziani"

di Marina Mingarelli
Codici verdi trasformati in rossi per fa saltare la fila al pronto soccorso dello “Spaziani” a pazienti che seguivano privatamente. Questa l’accusa contenuta nell’avviso di chiusa inchiesta notificato nei giorni scorsi a quindici medici dell’ospedale del capoluogo indagati per i reati di peculato e falso. 

L’ESPOSTO NEL 2014
Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nas di Latina a seguito di un esposto giunto nel 2014 in Procura che lamentava le lunghe attese al pronto soccorso. Lo scrivente, avendo problemi di salute, più volte si era dovuto recare in ospedale, ma ogni volta per essere visitato doveva attendere dalle quattro alle cinque ore. Fin qui niente di nuovo, il problema delle lunghe file al pronto soccorso è questione annosa, peraltro comune ad altri ospedali. Ma nella denuncia erano state segnalate anche altre anomalie più circostanziate che hanno spinto gli investigatori del Nucleo Antisofisticazioni di Latina a condurre accertamenti più approfonditi.

I RISCONTRI
E in effetti, nel corso dei controlli, sono emersi elementi che non tornavano: numerosi pazienti che all’accettazione erano stati classificati con un codice verde, quindi non grave (dopo il codice verde c’è solo quello bianco) , a distanza di pochissimo tempo erano stati visitati e sottoposti a tutte le cure del caso nel giro di poco tempo . I carabinieri hanno quindi cercato di capire come e perché questo avveniva. Le risposte non sono tardate ad arrivare. Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, quei codici verdi si trasformavano in codici rosso, quelli assegnati a pazienti in gravi condizioni cliniche che quindi hanno la priorità su tutti gli altri: gialli, verdi e bianchi .

LE PRESUNTE MANOMISSIONI
Questa presunta manomissione dei codici, sempre stando a quanto accertato dal Nas, sarebbe avvenuto grazie all’intervento di alcuni medici dell’ospedale “Spaziani”, in servizio presso diversi reparti, che seguivano quei pazienti nei loro studi privati e che una volta al pronto soccorso li avrebbero agevolati modificando in maniera arbitraria i codici.
A seguito di quanto emerso quindici medici, ognuno per la sua specializzazione, sono finiti sul registro degli indagati per l’ipotesi di reato di peculato e falso. Nei giorni scorsi agli indagati è stata notificata la conclusione delle indagini preliminari. Adesso i legali che li stanno rappresentando avranno venti giorni di tempo per presentare le loro memorie difensive. I dottori, da parte loro avrebbero respinto tutte le accuse che sarebbero state mosse ritenendosi estranei ai fatti loro contestati. Spetterà adesso al pubblico ministero in base agli elementi acquisiti decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio.
 
Domenica 11 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:27

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