Tutte le ricevute hanno una data di scadenza: ecco per quanti anni vanno conservate

ROMA (6 settembre) - Anche gli scontrini saldati, le bollette pagate e le ricevute dei pagamenti effettuati hanno una data di scadenza: devono cioè essere conservati per un certo numero di anni (da uno a dieci, a seconda dei casi) per essere esibiti in caso di richiesta. Chi se ne libera troppo in fretta potrebbe essere costretto a pagare nuovamente, soprattutto se si tratta di tasse. Ecco una sintesi dei termini di prescrizione più comuni che interessano le famiglie. Utenze e canone Rai. Le bollette di luce, telefono, gas e acqua devono essere conservate per cinque anni dalla data di scadenza del pagamento. Stesso discorso per il pagamento del canone Rai. Affitto e spese condominiali. Le ricevute della pigione e delle spese condominiali vanno conservate per almeno cinque anni, anche se è consigliabile custodirle più a lungo possibile. Imposte comunali. I bollettini dell’Ici devono essere conservati almeno fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui doveva essere fatto il pagamento o a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Per Tosap e nettezza urbana (Tarsu) è bene conservare i versamenti per almeno dieci anni. Bollo auto e multe stradali. Il bollo auto deve essere conservato per tre anni dalla scadenza (anche se l’auto è stata venduta), mentre i pagamenti delle multe stradali vanno tenuti nel cassetto per almeno cinque anni. Fatture. Le ricevute di pagamenti fatti a professionisti (commercialisti, notai, ecc.) o ad artigiani si conservano per almeno tre anni dal compimento della prestazione. Gli scontrini validi come garanzia, vanno conservati per tutta la durata della stessa. Se riguardano l’acquisto di medicinali portati in detrazione nella denuncia dei redditi, scatta il solito quinquennio previsto per la documentazione fiscale. Mutui. Anche se è improbabile che qualcuno sia così audace da cestinare le ricevute di pagamento del mutuo, ricordiamo che anche questi documenti devono essere conservati per almeno cinque anni. Il termine di prescrizione, infatti, scatta dopo cinque anni e decorre dalla scadenza della rata. Assicurazioni. Le ricevute dei pagamenti dei premi vanno custodite per un anno (salvo altri tempi previsti dal contratto). Se, però, sono state utilizzate ai fini fiscali per la detrazione d'imposta o per la deduzione dal reddito complessivo, occorre conservare le quietanze per il solito quinquennio previsto per i documenti relativi alla denuncia dei redditi (ad esempio, premio per l'assicurazione sulla vita, tassa sulla salute pagata con il premio Rc auto). (Hanno collaborato Daniele Cuppone e Francesca Franceschi)
Giovedì 6 Settembre 2007, 20:05 - Ultimo aggiornamento: 00:00
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