|
Giovedì 20 Giugno
- agg.23:58
Economia
Statali, tagli alle telefonate: niente chiamate ai cellulari e fuori città |

 ROMA - Quando si dice raschiare il barile: gli impiegati del ministero della Funzione Pubblica da oggi possono fare solo telefonate urbane, Roma su Roma. Per chiamare fuori Roma o, udite udite, uncellulare, gli uffici dovranno chiedere l’autorizzazione di un dirigente. Se il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi voleva far sapere ai suoi colleghi (in particolare del Tesoro) che sta intervenendo anche sulle spese minute ci è riuscito benissimo. «Ma è solo una rivoluzione del buonsenso», minimizza Patroni Griffi. Che in queste ore, assieme a Piero Giarda e a Vittorio Grilli, sta mettendo a punto il decreto sulla revisione della spesa che sarà varato a metà della prossima settimana.
Il decreto conterrà una serie di tagli sugli acquisti della pubblica amministrazione, coordinati dal commissario Enrico Biondi, e poi un minuzioso elenco di interventi sull’organizzazione dello Stato alcuni dei quali partiranno subito e altri saranno allegati a settembre alla Finanziaria per il 2013.
Per gli statali si profila un nuovo giro di vite anche se meno doloroso di quanto sembrava in un primo momento. Fra le misure allo studio spicca una riduzione delle piante organiche di circa il 5%, per i livelli non dirigenziali, e una diminuzione drastica del numero dei dirigenti ma in misura calibrata per ogni amministrazione. Tagliare la pianta organica non provocherà grossi scossoni (anche se è ipotizzabile l’avvio delle procedure di mobilità per alcune migliaia di lavoratori) perché molte amministrazioni sono sotto organico, ma provocherà la forte riduzione dei concorsi futuri. E allora, per racimolare subito qualche euro, il Tesoro sta pensando di ridurre il valore di buoni pasto. Due le ipotesi in campo: un taglio di un euro al giorno per ogni buono pasto, oppure la riduzione a 7 euro per ogni giorno di lavoro per tutti i buoni pasto di tutti i lavoratori pubblici.
Per il resto, giorno dopo giorno il menù delle misure prende una forma più definita: accorpamenti degli uffici dei ministeri soprattutto a livello locale; riduzione degli affitti con la fissazione di un tetto massimo agli spazi destinati ai dipendenti; nuova sforbiciata alle auto blu; probabilmente ulteriori riduzioni di trasferimenti ai Comuni e alle Regioni che non rispettano determinati parametri di spesa; eliminazione per decreto di alcune centinaia di enti intermedi (Ato, Consorzi, Agenzie. etc).
Il decreto sarà varato a ridosso del consiglio dei ministri straordinario convocato prima dell'Eurogruppo del 28 giugno in modo da consentire al premier, Mario Monti, di recarsi dai partner Ue con la riforma del lavoro approvata dal Parlamento e un pacchetto di riduzione della spesa in grado di evitare l’aumento dell’Iva programmato per l’autunno.
Nelle ultime ore stanno emergendo novità sostanziose per le Province. In sostanza con il prossimo decreto ne verrebbero tagliate una quarantina (tutte quelle con meno di 300/350 mila abitanti con alcune eccezioni come, ad esempio, quelle delle due molisane) inoltre quelle delle grandi città sarebbero trasformate in Città Metropolitane. Sarebbe possibile però che le Province rimanenti tornino ad essere enti di primo grado, cioè eletti dal popolo e non più organi di secondo grado, cioè governati da rappresentanti scelti solo fra i consiglieri comunali.  Giovedì 21 Giugno 2012 - 08:50 Ultimo aggiornamento: -
VUOI CONSIGLIARE QUESTO ARTICOLO AI TUOI AMICI?
DIVENTA FAN DEL MESSAGGERO
|
|
 |
| SEGUICI su facebook |
|
|
 |
| CASA |
|
|
 |
| IL METEO |
|
|
 |
| TUTTOMERCATO |
|
|
| IL MESSAGGERO PER I LETTORI |
|
|