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Economia
Merkel: mai eurobond finché vivrò |


Alla vigilia di un vertice europeo decisivo, ieri a Parigi è andato in scena l'ultimo tentativo di mettere la Germania con le spalle al muro, nel momento in cui Angela Merkel cercava di seppellire l'idea degli eurobond, dicendo che non accetterà mai una condivisione totale del debito «finché sono in vita».
Il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici, ha convocato i suoi omologhi di Germania, Italia e Spagna per una riunione di emergenza. Ufficialmente l'obiettivo era preparare il Vertice europeo e trovare «finalmente delle soluzioni strutturali» alla crisi. «Non è il summit dell'ultima chance, ma è cruciale», ha spiegato Moscovici, prima di ricevere il tedesco Wolfang Schaeuble, l'italiano Vittorio Grilli, lo spagnolo Luis de Guindos e il commissario agli Affari economici, Olli Rehn. In realtà, l'incontro di Parigi è stato convocato all'ultimo momento per evitare uno scontro pubblico tra Merkel e gli altri leader. Secondo fonti vicine a Grilli, si sarebbe registrata «una cauta apertura» tedesca sulla possibilità di utilizzare il fondo salva-Stati per un meccanismo di stabilizzazione degli spread.
L'invito di Moscovici è partito solo ieri mattina, senza nessuna comunicazione ufficiale alla stampa. I dossier sul tavolo si sono accumulati nel corso della giornata. Angela Merkel e François Hollande, che si vedranno questa sera a cena all'Eliseo, divergono su diversi punti del rapporto presentato dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, sul futuro della zona euro: il ruolo del Fondo salva-Stati nell'unione bancaria, le ipotesi di mutualizzazione del debito, il controllo della politiche nazionali di bilancio da parte di Bruxelles. Nemmeno sulle misure immediate per aiutare l'Italia c'è accordo: la Francia è favorevole allo scudo anti-spread proposto da Mario Monti, mentre la Germania rifiuta di introdurre nuovi meccanismi. In serata c'è stata anche una riunione in teleconferenza dell'Eurogruppo per discutere delle richieste di aiuti per la Spagna e Cipro.
«I leader europei finora hanno preso misure importanti, ma servono altri passi per stabilizzare la situazione» nella zona euro, ha avvertito ieri la Casa Bianca. Secondo il portavoce del presidente americano, Barack Obama, il vertice europeo di questa settimana deve rappresentare una «pietra miliare» per risolvere la crisi. La zona euro deve compiere un «grande balzo in avanti», ha spiegato il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, sottolineando che «l'urgenza non è compresa in tutte le capitali della Ue». Dalla Francia sono arrivate aperture sulla cessione di sovranità che la Germania chiede in cambio di più solidarietà. Ma la tensione politica è ai massimi, dopo che Merkel ha nuovamente bocciato gli eurobond. «Non vedo condivisione totale di responsabilità sul debito fino a quando sarò in vita», ha detto la cancelliera ai parlamentari della sua maggioranza.
Merkel ha espresso perplessità anche sul rapporto presentato ieri dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, perché si spinge troppo avanti sulla mutualizzazione dei debiti pubblici, mentre non ci sono misure vincolanti sulle riforme strutturali. In realtà, dalla Germania potrebbero arrivare due concessioni minori, destinate a calmare i mercati. La coalizione di centrodestra di Merkel ha proposto che il fondo salva-stati permanente – il Meccanismo europeo di stabilità (Esm) che dovrebbe entrare in funzione in luglio – possa ricapitalizzare direttamente le banche. Il governo di Berlino sarebbe pronto anche a rinunciare allo status di creditore privilegiato per il Fondo Esm, che rischia di allontanare gli investitori dai paesi in difficoltà. Ma difficilmente queste due concessioni basteranno, tanto ai partner quanto ai mercati.  Mercoledì 27 Giugno 2012 - 09:11 Ultimo aggiornamento: -
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