Il cambio all'Agenzia delle Entrate

Il cambio avvenuto al vertice dell'Agenzia delle Entrate, ma ancora in corso di perfezionamento, ha scosso il massimo apparato fiscale. Era prevedibile, ma è anche legittima e comprensibile l'amarezza del Direttore uscente che evidentemente ambiva al rinnovo del mandato nella consapevolezza di avere operato con zelo, diligenza, efficacia ed efficienza. La dr.ssa Orlandi non vuole soltanto manifestare la propria contrarietà, ma vuole anche far sapere che non intende essere destinata ad altro incarico e si accontenta invece di lasciare la propria poltrona per andare ad occupare quella di vice del nuovo Direttore. A tal fine la signora Orlandi ha proceduto alla formalizzazione del suo nuovo incarico, certamente a futura memoria, non essendo possibile che al momento essa Orlandi faccia le veci di se stessa. Nulla si può dire in ordine all'avvicendamento al vertice dell'Agenzia delle Entrate, né può essere commentato il comportamento della sig.ra Orlandi. Va tuttavia ricordato che gli incarichi apicali in taluni settori della P.A. promanano dal Potere Politico ed in quanto tali, al prestigio ed ai vantaggi che ne derivano, vi si contrappone l'alea della temporaneità, indipendentemente dal pregresso curriculum in possesso del designato. Del resto non v'è chi ignori che in politica è possibile tutto, salvo che non sia assolutamente impossibile. Il caso Orlandi offre l'occasione ad autorevoli Organi di stampa, ad eminent giuristi e ad attenti osservatori della vita pubblica per parlare dello spinoso capitolo della dirigenza pubblica. Al riguardo, ed alla luce del devastante contenzioso causato da incarichi dirigenziali conferiti contra legem. non c'è più spazio per l'adozione dell'abusato criterio "intuitu personae" e non può essere un curriculum a certificare la qualità, ma deve essere la prova del campo. Stiamo parlando di meritocrazia. Il che richiede però che la P.A. sia affrancata dal peso della mano politica, verificandobeninteso- che siano attuate concrete ed efficaci politiche gestionali. La DIRSTAT si batte da sempre a difesa del merito, e continuerà a farlo. 

Pietro Paolo Boiano
Lunedì 12 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 22-09-2017 12:03

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5 di 5 commenti presenti
2017-07-28 18:40:11
I sindacati sono dappertutto, servono per garantire i diritti dei lavoratori, però i loro compiti, dovrebbero fermarsi li'! Non dovrebbero assolutamente entrare, con pareri e quantaltro nelle alte sfere. E' anacronistico che un sindacalista con qualifica funzionale, debba esprimere giudizi o quantaltro, su personale dirigenziale. In Italia ciò avviene, perchè la politica sta dappertutto. La dirigenza dovrebbe essere gestita dai gradi più alti dell'apparato pubblico, a cominciare dal Dirigente Generale. Nel privato, dove le cose devono necessariamente funzionare al meglio, chi sceglie i dirigenti se non gli stessi datori di lavoro? Purtroppo siamo in Italia e queste cose non le vogliono capire, poi i risultati, si vedono sotto gli occhi di tutti gli italiani utenti.
2017-07-24 23:52:09
Giuistissimo! Con tutti i mezzi che aveva non riusciva a smascherare i grandi evasori. Perfida, invece, con i dipendenti che sbagliavano il 730!
2017-07-15 14:50:27
Hanno fatto bene a rimuoverla! Basta vedere i servizi di "Striscia" per valutarla male!
2017-06-22 22:13:07
In questi anni l'agenzia delle entrate ha emesso numerosi avvisi di accertamento sulle compravendite immobiliari totalmente illegittimi ed infondati, spesso inventati e con gravi errori come nel nostro caso. Abbiamo vinto il ricorso ma loro non pagano mai e per questo sto facendo partire esposti alla Procura ed alla Corte dei Conti. Devono pagare per i gravi danni che hanno causato
2017-06-14 17:57:45
Quale merito? Ma la vedete " Striscia la notizia"? A me sembra, invece, che sia stata rimossa proprio a causa degli scandali pubblicizzati da tale trasmissione!
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