Maria Latella
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La mossa a sorpresa: cosi i francesi applicano al business la tattica militare


Si, i giochi sono fatti. E non e' finita. Per ora si puo' solo constatare che i francesi sanno di tattica militare molto piu' di quanto sappiamo noi. Emmanuel Macron avra' pure dimissionato il capo delle forze armate, generale de Villiers, ma deve aver letto con attenzione von Clausewitz. O ha qualcuno che glielo ha spiegato per benino.

Riavvolgiamo il film degli ultimi anni. Da Telecom all'assalto di Vivendi su Mediaset, da Lactalis all'acquisto di Loro Piana da parte di LVMH) le mosse francesi seguono sempre uno schema precisa: cogliere di sorpresa e cercare di portare a casa il risultato prima che l'avversario abbia il tempo di riorganizzarsi.

A volte e'andata bene. A volte il blitz non e' riuscito o e' riuscito a meta', come nel caso dell'assalto a Mediaset.
Ma che si tratti di Sarkozy alla guerra contro Gheddafi, di  Bollore che punta su Cologno Monzese o, adesso, di Macron che dice bye-bye agli accordi presi dal predecessore Hollande per Fincantieri, l'elemento sorpresa c'e' sempre.

Come c'e', da sempre, l'attitudine francese a espandersi. Come dice un amico parigino "gli imprenditori italiani vengono in Francia e comprano appartamenti a Parigi o ville in Costa Azzurra. Noi veniamo in Italia e compriamo aziende" .

Il mio amico non sa, o finge di non sapere, che qualche imprenditore italiano in Francia e' sbarcato e di aziende ne ha comprate, ma certo non c'e' proporzione rispetto alla campagna acquisti francese su suolo italiano.
Lamentarci ora e' abbastanza inutile. I francesi possiedono il cento per cento dei bus londinesi (si quelli rossi e a due piani. Sono francesi, non di proprieta' britannica). La Edf, Electricite' de France, in Gran Bretagna da' lavoro a tredicimila dipendenti e puo'contare su cinque milioni di clienti. Insomma: si espande dove trova aziende da comprare e dove glielo consentono.

In Gran Bretagna come in Italia. Se l'impresa francese e' dinamica, sostenuta dal sistema Paese ed espansionista per vocazione, serve a poco lamentarsi. Ci sarebbe, piuttosto, da copiare.

Cosi' come serve a poco disamorarsi ora di Macron dopo essersene invaghiti forse con slancio eccessivo . Il presidente francese ha un'agenda fissata da prima che vincesse le elezioni e cerchera' di rispettarla. Non e' detto che tutto vada come vorrebbe ma fino a questo momento il progetto sembra essere "io vado avanti, l'intendenza seguira'" .  Benche' qualche presa di distanza cominci a segnalarsi. E non solo per i dieci punti di popolarita' che Macron ha perso nelle ultime settimane.

L'ex ministro della Giustizia, la sarkozista Rachida Dati, di famiglia marocco-algerina, attacca l'idea degli hotspot in Libia e in generale l'atteggiamento di Macron che sembra voler decidere da solo e senza troppo preoccuparsi degli alleati europei. "Prendere la leadership europea non significa ignorare gli altri Paesi " avverte Rachida Dati portando ad esempio l'azione del Marocco che "lavorando in accordo con gli altri ha realizzato un'efficace politica di contenimento dei flussi, una politica di cui noi stessi beneficiamo ogni giorno. Ignorare il resto dell'Europa e i paesi dai quali partono i migranti significa fare degli hotspot dei campi profughi dai quali i migranti cercheranno di fuggire per raggiungere illegalmente l'Europa" .

Si vedra' se la marcia solenne e i blitz di Macron troveranno piu' consenso o dissensi tra i francesi. La sensazione e' che, comunque, non rallenteranno. Venerdì 28 Luglio 2017, 19:20
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