Paolo Ricci Bitti
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Rugby, gli Europei di calcio, il cambio delle porte e l'ordinanza pro-alcol

Se lo dice e lo ridice l'Equipe fa tutto un altro effetto. Di solito vengono infatti definiti stucchevoli i rugbysti che sottolineano ciò che è comunque un'ovvia verità: ovvero che fra i tifosi della palla ovale non si annidano frange violente, malavitose o quantomeno parecchio maleducate come invece avviene per il calcio, come dimostrano anche i questi giorni i fattacci francesi.

Ma adesso a ricordare due volte le differenze di stile è appunto il quotidiano sportivo per antonomasia. La prima con una vignetta di Lasserpe che vedete qui.

(Inghilterra-Galles: è tutto pronto. Perché hanno messo queste porte? E' per fare credere ai tifosi che sarà un match di rugby, così ci saranno meno problemi che con il calcio)

 La seconda  volta con una nota di cronaca che riguarda la municipalità di Rennes, capitale della Bretagna, che ha ospitato lo scorso sabato la semifinale del campionato Top 14 di rugby tra Clermont-Ferrand e i parigini del Racing 92.




Il match è finito nell'antica capitale della Bretagna un po' perché la federazione francese vuole allargare la platea dei sostenitori anche in regioni in cui il rugby non è così seguito, un po' perché gli stadi principali sono occupati dai match degli Europei di calcio.

Così forte è stato lo stupore degli habitués del Roazhon (Rennes, in bretone) Park, fra i templi del calcio transalpino, quando hanno visto arrivare, ben prima delle squadre, flotte di camion con i fusti di birra per rifornire i bar dello stadio da 30mila posti nonché fino all'ultima brasserie del capoluogo che conta 200mila abitanti.

All'opposto di quanto è avvenuto nel resto delle città in Francia dove sono ospitati match dell'Europeo di calcio o le squadre con relativi tifosi al seguito, la municipalità di Rennes ha emesso un'ordinanza per consentire la vendita di alcol nel giorno del match fra Clermont e Racing 92.

Un'ordinanza che ha fatto breccia nel divieto perenne che da anni è in vigore in tutte le clubhouse e impianti delle squadre di calcio, anche quelle amatoriali, del capoluogo bretone. Logico che in zona sia immediamente cresciuta la simpatia per i rugbysti che portavano insperate boccate di ossigeno per l'economia locale e boccali di birra sui banconi dei bar.

Risultato: stadio esaurito e festa, in nome del rugby, fino a notte fonda in tutti i locali della città.  Nessuna lite, nessun tafferuglio: tutti insieme, i fedeli del Clermont (che ha perso) e del Racing e, con loro, i tifosi del calcio per un giorno passati alla palla ovale.  Lunedì 20 Giugno 2016, 01:15
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