Anna Guaita
BLOG QUEST'AMERICA di Anna Guaita

Il mondo è buono


"Il mondo è buono".

E’ difficile crederci quando siamo circondati da tante cattive notizie, avidità, corruzione. A guardarsi intorno sembra che il mondo sia piuttosto cattivo.

Ma Gavin Thomas e Lisa Kribs-LaPierre hanno raccolto negli anni tante prove che dimostrano il contrario. E hanno capito che condividendole si può creare un contagio positivo, un senso di ottimismo, e la volontà di migliorare.

Hanno dunque cominciato con un blog, in cui raccoglievano storie e fatti positivi. Il blog è diventato un libro, “This Good World”. E il libro è diventato una piattaforma sui social network che include FaceBook, Twitter, LinkedIn e una app che ha appena ricevuto l’ambitissimo plauso di Oprah Winfrey.

Thomas e Kribs-LaPierre hanno creato un vasto luogo di incontro, scambio di informazioni e consigli su aziende, negozi, datori di lavoro, fabbriche, ristoranti, bar, ecc ecc. The Good world è interamente dedicato a sottolineare il bene che questi enti o individui fanno e come contribuiscano a migliorare il mondo.

L’idea è semplice: invece che attaccare, criticare, protestare contro chi il mondo lo inquina, contro i datori di lavoro che non pagano il minimo salariale o sfruttano i clandestini, loro propongono di lodare e celebrare chi invece il mondo lo rispetta. Ovviamente, i “buoni” dovrebbero essere premiati da tutti noi diventando loro clienti.

Ecco dunque la cartiera che produce carta senza acidi e legno, la boutique che vende abiti di tessuti non inquinanti o inquinati, ristoranti che assumono neo-immigrati anche magari non parlano inglese ma sanno comunque cucinare (e offrono un sapore esotico ai piatti), i bar che pagano salari più alti e trattano bene i loro dipendenti, i supermercati che premiano i clienti che usino le loro borse dando loro un gettone da cinque centesimi da mettere negli appositi salvadanai per iniziative locali (asili nido per quartieri poveri, giocattoli, doposcuola, ecc).

L’iniziativa “The Good World” si rivolge alle aziende e ai loro clienti. E' una piazza virtuale per favorire l'ncontro di  chi abbia forti valori etici e voglia avere un impatto sulla propria comunità. Tante piccole iniziative possono diventare uno tsunami, o per lo meno possono alleggerire il peso del male che sembra alle volte dominare.

Se il male è contagioso, pensano i due creatori del progetto, anche il bene lo è. E noi crediamo che abbiano ragione.

Speriamo che iniziative simili esistano anche in Italia. Il nostro Paese è pieno di commercianti, aziende, volontari, che agiscono per il bene. Forse a qualcuno è già venuta l’idea di creare una piattaforma che li faccia conoscere e li  metta in contatto. Se ancora no, quella ideata da Thomas e Kribs-LaPierre può essere un punto di riferimento utile.

 

  Martedì 27 Giugno 2017, 20:45
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