Anna Guaita
BLOG QUEST'AMERICA di Anna Guaita

Charlottesville, Baltimora ecc: perché rimuovere le statue dei confederati?


NEW YORK – Una mia conoscente si chiede insistentemente perché sia nato un movimento per la rimozione delle statue degli eroi confederati.

La rimozione della statua del generale Robert Lee a Charlottesville, in Virginia, ha attirato le ire della destra estrema, e ha portato ai fatti sanguinosi dello scorso sabato 12 agosto.

Lee è stato il generale dell’esercito dei “Confederate States of America”, cioè degli Stati del sud che si ribellarono all'Unione e cominciarono la guerra di Secessione nel 1861. La guerra si concluse nel 1865, dopo aver falciato le vite di 620 mila americani del sud e del nord. Un record: in nessun altro conflitto, neanche nella Seconda Guerra Mondiale, gli americani perderanno tanti uomini.

«Ma perché non le lasciano lì quelle statue? Oramai… Dopo tanto tempo!» si chiede con insistenza la mia conoscente, mentre altre città rimuovono nottetempo le statue, o si apprestano a farlo. Le sue parole non dovrebbero stupirmi: gli americani conoscono poco e male la loro storia, anche quella di cui devono essere giustamente orgogliosi, figuriamoci quella di cui dovrebbero vergognarsi!

Vediamo allora di spiegare perché togliere la statua del generale Lee, e trasferirla in un museo è una scelta ragionevole e rispettosa di una larga parte della popolazione.

Prima di tutto va ricordato che le statue che vengono rimosse in questi giorni, non furono innalzate subito dopo la Guerra Civile, a testimonianza di un terribile tradimento che portò a un terribile conflitto da non dimenticare, ma decenni dopo, quando il sud riuscì a ricreare il segregazionismo, con le leggi note come “Jim Crow”, e quando rinacque il Ku Klux Klan, e i bianchi esercitarono una brutale campagna di soggiogazione dei neri, con linciaggi, intimidazione, segregazione.

Quello - un'epoca di razzismo estremo - fu il periodo in cui le statue degli eroi del sud confederato vennero innalzate. E innalzarle significava mandare un chiaro segnale intimidatorio ai neri, perché erano le effigi di individui che avevano scatenato una guerra di secessione e avevano tentato di distruggere gli Stati Uniti praticamente al solo scopo di continuare la schiavitù.

Robert Lee, il generale che guidò le truppe del sud, era un uomo intelligente e un ottimo militare. Ma era convinto della superiorità della razza bianca sulla nera, e considerava la schiavitù una necessità per “civilizzare” gli schiavi: «La penosa disciplina a cui sono sottoposti – scriveva alla moglie – è necessaria per istruire la loro razza. E dire quanto dovrà durare la loro soggiogazione è solo conosciuto e deciso dalla Provvidenza».

Queste statue non solo rappresentano una ideologia repressiva e razzista, ma – non dimentichiamolo – onorano individui che tradirono il loro Paese. Difatti, alla fine della guerra,  Lee non fu incriminato per tradimento solo perché il suo rivale, il vincitore, il generale Ulysses Grant, insistette che fosse lasciato libero di tornare alla sua tenuta in Virginia.

Trump sostiene che non c’è differenza fra Lee, e George Washington e Thomas Jefferson, perché anche questi ultimi due ebbero schiavi. Di nuovo: l’ignoranza della storia non dovrebbe stupirmi, anche se in un presidente tale ignoranza è sospetta.

Il sud ha eretto statue a Lee perché era stato il generale dell’esercito del sud schiavista e ribelle contro la patria. Gli Stati Uniti hanno eretto statue a George Washington e Thomas Jefferson perché sono i padri che quella patria l'avevano creata.

Washington è l’uomo che ha vinto la guerra di Indipendenza dalla Gran Bretagna e ha instaurato il pacifico passaggio di poteri da un presidente all’altro, invece che proclamarsi dittatore o re. Thomas Jefferson scrisse la Dichiarazione di Indipendenza, e fu anche lui presidente.

Washington e Jefferson avevano schiavi. E’ vero. Ma avere schiavi non era la loro aspirazione principale, non era il motivo ispiratore che li animava nella lotta per creare un nuovo Paese. E comunque allora, nel Settecento, nelle colonie britanniche il dibattito sulla la schiavitù era all’inizio, non era ancora acclarato e maturo come lo era un secolo più tardi, all’epoca della guerra di secessione.

​                                                                                           Giovedì 17 Agosto 2017, 21:32
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 9 commenti presenti
2017-08-30 17:01:09
c'è una Boldrini anche negli states? Non entro nel merito, ma mi pare brutto rimuovere dei monumenti, ai tempi avranno avuto dei sostenitori e comunque è storia, bacioni a chi legge.
2017-08-29 23:32:12
Salve dott. Guaita-Mi spiace come al solito dissentire ma non approvo il fatto che il Gen.Lee fosse ribelle contro la patria.La patria di chi quando l'America era tale neanche di nome (dopo vespucci) invasa da francesi, inglesi e spagnoli, un pezzo un pò di tutti che essendo terra di soli indios, ognuno aveva occupato la proria parte e creatosi il proprio nucleo, non ci cale che la UK abbia avuto sempre sete di conquista e volle tutto il territorio con la solita solfa della democrazia, anzi furono fermati anche dai mexica seppure a questi costò perdere molte regioni come CALIFORNIA ARIZONA NEW MEXICO e in ultimo TEXAS. Poi se dobbiamo parlare di schiavismo non fa loro certo grazia Jefferson che monticello era zeppo dei suoi schiavi compresa la ragazza di colore che gli diede 5 figli che mai il grande presidente riconobbe come suoi.A sentire molte volte che i mexicani sono extracomunitari fa vedere quando detto paese pur inventandosi la democrazia l'abbia messa poco in pratica, ci sono radicati eredi di famiglie che non lasciarono mai il loro paese,mulatti figli di indios e sposati con europei che mai abbandonarono le loro case. Il Gen.Lee faceva parte della di quella espropriata poi ai messicani Florida compresa. Ora si ripete una saga che a quanto ho letto pare sia stata istruita dal sindaco di new york, fautore dello sfregio alle state, di colombo, di balbo, e del suddetto generale.Lo ha riportato un articolo e per sentirsi americano fino al punto di distruggere le pagine di storia che a lui non piacciono, non è cosa di destra o sinistra ma di sola ribellione verso ciò che dovremmo invece tenere da conto. Noi abbiamo simile problema e le assicuro non è bella cosa comattere con nuovi dittatori che si dichiarano democratici. Con tanti saluti,thalia
2017-08-24 19:55:53
Io non credo che negli Stati Uniti ci sia,oggi e magari ci sia stata ieri una sostanziale differenza tra il sud ed il nord in merito al razzismo. E devo premettere che occorre distinguere e questo forse mi provocherà molte critiche, tra razzismo e schiavismo e tra avere degli schiavi e trattarli come schiavi. So che in Italia, da un pò di tempo, si fa un uso sconsiderato del linguaggio, anche perché il linguaggio é stata la prima vittima, forse, del sociale, mi correggo la seconda vittima del sociale, perché la prima é stata la fisiologia. Ma torniamo al tema. Si ,e per capire di cosa stiamo parlando dobbiamo partire da quella benedetta o maledetta nave, costruita in Italia, noleggiata dai Padri Pellegrini,protestanti in fuga, ma ricchi. E' da quella nave e dai suoi passeggeri che bisogna partire per capire la pulizia etnica con il massacro degli indiani, la tratta degli schiavi,lo sviluppo economico basato sulla schiavitù,la corsa all'ovest, che tanto affascinò Hitler e, ii soldati americani che partecipano alla prima guerra mondiale,utilizzando,perchè uccide di più e piu 'facilmente,munizione spezzata, proibita dalla convenzione di Ginevra,potrei continuare all'infinito ,ma preferisco chiudere con i marines che urinano sui corpi de talebani uccisi. Tornando allo schiavismo,o starei molto attento ad elogiare senza se e senza ma,i nordisti, perchè lo scontro vero, non la causa occasionale, è motivato dall'economia, che tende ad essere industriale a Nord, ma rimane agricola e basata sul latifondo a Sud. La rimozione delle Statue é l'esempio più calzante di un popolo che rifiuta la Storia,perchè fondamentalmente immaturo. Oh Dio,anche noi l'abbiamo fatto nel 1945, ma era una crisi d'identità,anche noi, nonostante Roma alle spalle,abbiamo fatto finta di credere che ol nemico, quello che uccide i prigionieri, perché intralciano, possa farti dono della libertà. Federico Marini
2017-08-22 16:51:40
Ma che sciocchezza! Allora dovremmo abbattere tutta l'architettura fascista di Roma, l'Eur, gli obelischi di Mussolini, le citta di Latina e Sabaudia o le Piramidi, visto che sono state costruite con il sangue degli schiavi. I monumenti sono testimonianze della storia e non e` certo abbattendoli che questa si puo` cancellare. Gli unici che abbattono statue e simboli sono i fondamentalisti islamici, infatti l'ISIS non appena conquistava un territorio nuovo immediatamente abbatteva i monumenti che simboleggiavano il governo o la religione precedenti. E il colosseo? Dove i romani facevano sbranare gli uomini dalle belve, simbolo di barbarie disumane? Visto che ci siamo buttiamo giu anche quello. E tutte le statue rappresentanti i conquistadores Spagnoli in Sudamerica? (che peraltro hanno trucidato milioni di indios) Via anche quelle. Mi chiedo poi che tipo di persona possa essere chi si sente offesa da una statua.
2017-08-23 17:33:30
Zitto, nun te fa' senti' da la Presidenta, che a parte de fa' smantella' er Foro Italico e l'Eure, quella fa' sfratta' tutti da Latina e Sabbaudia e ce fa' costrui' palazzi de lusso pe' alloggia' l'immigrati...
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