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di Piero Mei

Armstrong

L'attimo di verità, nella vita di Lance Armstrong, è stato forse quando è quasi scoppiato in lacrime dicendo che il momento più duro della sua storia è stato quando ha dovuto dire a suo figlio la verità. Certo più duro delle tre ore di "confessione" via tv a Oprah Winfrey, che sembravano organizzate come quelle del Grande Fratello quando lo si guardava. Ora tutti, a cominciare dai Torquemada del doping, a dire "io lo sapevo, io lo dicevo". Lo sapevano pure quelli che dovevano controllare, quelli che hanno nascosto l'esito dei controlli, quelli che su Armstrong "ci campavano". Rimane il fatto che per anni Armstrong ha rappresentato una scintilla di vita, la fiaccola di una speranza per molti malati di cancro: questa era l'importanza della sua storia. I Tour non contavano o, pur se contavano, non è che quelli che gli stavano a ruota o più lontani, il sospetto è fondato, fossero "lindi e pinti" nella maggioranza. Brutale e terrrbile la verità che Lance ha messo in una frase: "Il doping? Era parte del lavoro". Ora vivrà da condannato a morte sportiva e sarà ricordato peggio di Ben Johnson.

Pubblicato il 19 Gennaio 2013 alle 11:44
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un asino dopato non diventa varenne !!!!

Commento inviato il 22-01-2013 alle 19:12 da ermes333

Ci sarebbe un lungo elenco di persone che andrebbero risarcite in questa squallida storia .
Il primo di tutti e' il corridore Simeoni , colui che disse in faccia per primo ad Armstrong : " Tu sei un dopato " , sfidando sponsor , potenti , convenzioni , sistema .
In premio gli fu impedito dallo stesso Armstrong ( che lo ricopri' anche di insulti tra le risate del resto del plotone ) di vincere una corsa dopo che era andato in fuga .
La sua carriera fu danneggiata , nessuno se lo filo ' piu' .
Adesso sono tutti capaci di parlare male di Armstrong , Simeoni quella volta l' ha fatto contro tutto e tutti nel momento di massimo splendore dell' americano , e merita per questo un grosso risarcimento dalla Federazione internazionale .
Quanto ad Armstrong , inutile scrivere una sola parola su di lui .
La scriverei semmai contro i pezzi grossi del ciclismo mondiale che sapevano tutto e hanno taciuto in cambio di un grosso ritorno economico personale .
Non solo , hanno pure preso per i fondelli i veri appassionati di ciclismo facendo vedere quanto erano inflessibili nei controlli , che hanno portato alle squalifiche dei soli " pesci piccoli " ( Ullrich e Landis , per esempio ) che non contavano niente in termini di immagine .
Non c'e' che dire , una delle storie piu' tristi e squallide nella storia di tutto lo sport .

Commento inviato il 19-01-2013 alle 12:32 da francesco61

Caro Piero, il problema cancro, è che non tutti i fisici sono uguali, non tutti i cancri vengono presi allo stesso tempo di insorgenza, non tutti i cancri sono uguali. I malati allora non sbagliavano a guardare ad Armstrong, come esempio di guarigione perfetta, la sua è stata comunque una perfetta guarigione.
Ben mi ricordo, e spero anche tu, caro Piero, di una famosa sportiva che, dopo un suo non meglio precisato malanno riprese ad andare meglio e più pimpante che pria, fino a che anche nella sua specialità vennero estesi e resi più accurati i controlli antidoping.
Allora è anche possibile che un malanno che ci porta a conoscere medici, magari totalmente avulsi all'ambiente sportivo, ci possa far vedere certi aspetti dello sport sotto luci diverse, perciò potrebbe anche darsi che Armstrong abbia avuto dal suo male anche conoscenze diverse, riguardo al suo modo di pensare il ciclismo.
Resta però il problema di fondo: è ormai chiaro che, almeno per certi sport, almeno per coloro che si "preparano" solo a un evento per un breve periodo stagionale; l'uso di EPO risulta essere assolutamente trasparente ai controlli.
Lo stesso Armstrong non sarebbe mai stato scoperto, se non ci fosse stato qualcuno che decise di "denunciarlo".
È stato duro doverlo dire a suo figlio? Forse, se lui ha deciso che il figlio non debba mai e poi mai fare del ciclismo la propria professione, gli si può anche credere.

Commento inviato il 19-01-2013 alle 12:17 da Matthias

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