Giorgio Ursicino
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Arrivano le “colonnine”: ora da Roma a Milano si può andare con l'auto elettrica

Domani, domenica primo ottobre, è un giorno che rimarrà nella storia dell’auto. Soprattutto in Italia, uno dei paesi con la tradizione automotive più importante, la patria della Ferrari e dell’Alfa Romeo, la culla della Motor Valley. Con l’inizio del nuovo mese sarà infatti possibile andare da Roma a Milano con una vettura elettrica senza l’assillo di rimanere a secco, un viaggio ad emissioni zero e nel più totale silenzio su quella stessa direttrice che ha accompagnato il boom della motorizzazione e dell’economia del nostro paese per diversi decenni fra le locomotive del mondo.

Enel ha infatti terminato l’installazione di 30 punti di ricarica “Fast Recharge Plus” e, con colonnine di ricarica al massimo ogni 60 chilometri, anche le vetture con minor autonomia potranno affrontare la traversata senza alcuna preoccupazione. Anche i tempi di rifornimento saranno particolarmente rapidi poiché la tecnologia sviluppata da Enel consente una ricarica vigorosa che in appena 20 minuti (il tempo di un caffé) effettua quasi il “pieno”. Il primo passo di quella che nei prossimi anni dovrebbe diventare una vera rivoluzione, cambiando in profondità la mobilità individuale, è lo step iniziale del progetto EVA+, un’iniziativa cofinanziata dalla Commissione Europea e coordinata da Enel, di cui fanno parte Verbund (la principale utility austriaca) oltre ai costruttori automobilistici di veicoli elettrici fra i quali spiccano autentici leader mondali del settore come Renault, Nissan, BMW e Volkswagen Group (rappresentata dai brand VW e Audi).

Il progetto prevede l’installazione in tre anni di 200 colonnine di ricarica veloce lungo le tratte extraurbane, 180 in Italia e 20 in Austria. Delle 30 da domani operative nella dorsale della Penisola, 20 rientrano nel programma EVA+, ulteriori 10 sono state installate su iniziativa di Enel. I punti di rifornimento in cui effettuare i rapidi pit stop, in realtà, non sono all’interno della rete autostradale, ma nelle immediate vicinanze in modo da poter essere utilizzati anche dal traffico extraurbano e, in alcuni casi, dai veicoli che si muovo all’interno delle città. Per realizzare le infrastrutture sono stati siglati accordi con centri commerciali come il circuito Outlet Village, ristoranti, hotel, municipalità, gruppo Aci e stazioni di servizio di Total Erg e Api-IP.

Grazie alla collaborazione con Anas, Enel ha realizzato la prima stazione di ricarica sul tratto autostradale all’interno del Raccordo Anulare di Roma e ulteriori tre vedranno la luce in ottobre, una sul GRA e altre due sulla Salerno-Reggio Calabria. Colonnine di ricarica saranno operative in diverse sedi dell’Automobile Club d’Italia: quella di Ferrara, quella del Centro di Guida Sicura di Lainate e, soprattutto, quella dell’autodromo di Vallelunga che diventerà il primo centro di ricerca e sviluppo di Enel per la mobilità elettrica dove verranno provate e sviluppate tutte le tecnologie dell’azienda in questo strategico settore.

Vista l’attuale diffusione dei veicoli a batterie non crediamo che domani ci sarà traffico ad emissioni zero sulla direttrice che collega le due principali città italiane (si può andare fino a Torino visto che c’è una colonnina anche a Novara), ma si tratta in ogni caso di un evento epocale poiché, come i principali costruttori hanno fatto vedere al recente salone di Francoforte, l’elettrificazione avrà un formidabile sviluppo nel prossimo futuro richiedendo ingenti investimenti, alimentando il Pil e creando posti di lavoro. Uno sviluppo che andrà di pari passo con l’implementazione della guida autonoma che, a sua volta, contribuirà all’abbattimento delle emissioni e al miglioramento della sicurezza.

Ci sarà anche una riduzione delle spese poiché attualmente i costi chilometrici di una vettura elettrica sono circa la metà di quelli di un’auto tradizionale. Sulle lunghe percorrenze probabilmente resteranno più vantaggiosi i treni ad alta velocità, ma in città le auto elettriche risolveranno un’infinità di problemi. Niente rumore e niente CO2, ma soprattutto niente particolato e ossidi di azoto nell’habitat dove vive la maggioranza delle persone. Un bel passo in avanti. Sabato 30 Settembre 2017, 17:23
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