Il vero male dell'Italia si chiama Pubblico Impiego. Ed è stato il progressivo, scellerato, aumento del Pubblico Impiego, in ogni sua forma (uno degli esempi più fulgidi è stato l'aumento delle province, province che poi si vorrebbero ridurre ma, naturalmente, salvaguardando l'occupazione!). In termini di budget aziendale, il Pubblico Impiego viene inquadrato tra i centri di costo "indiretti", cioè quelli che non producono ma che sono delle semplici spese che vanno spolverato sui centri di costo diretti, cioè quelli produttivi, per andare a formare il costo del "prodotto". Le spese indirette che vanno poi rispolverate, si chiamano tasse. In buona sostanza, l'eccesso di spesa pubblica si traduce in un eccesso di tassazione, che si traduce in un eccesso di costo del lavoro, che si traduce, in scarsa competitività, che si traduce in diminuzione del lavoro produttivo.... In buona sostanza, questa nostra politica (tutta la politica, sia di destra che di centro che di sinistra), ha creato un circolo vizioso tale che, se non si riesce a dare una robusta inversione di rotta, il PIL, che negli ultimi anni aumentava solo per aumento dei costi indiretti, continuerà a scendere, così come scenderà l'occupazione, perché la Pubblica Amministrazione non sarà più in grado di assorbire posti di lavoro. Insomma, ancora una volta per colpa di questa politica, il futuro è sempre più nero! |