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di Luca Cifoni

Se il Paese non ha più il fisico

Con grande disinvoltura, i protagonisti della campagna elettorale si addossano l'un l'altro la responsabilità per l'infausto 2012 che si chiuderà - statisticamente parlando - con una contrazione del prodotto interno lordo pari ad almeno il 2 per cento. Molti se la prendono con le misure di austerità approvate a partire dalla seconda metà del 2011 (per la verità da due governi diversi), soprattutto sotto forma di inasprimento del prelievo fiscale. Alcuni di questi sono gli stessi che in precedenza negavano che il nostro Paese avesse problemi particolari, attribuendo ai fattori esterni la responsabilità della crisi.

La realtà è probabilmente ancora più sgradevole. La domanda da farsi è: quando le condizionali internazionali saranno migliorate e l'emergenza di bilancio sarà passata,come sarà la performance italiana? Comunque scarsa, se guardiamo ad un indicatore che si chiama "crescita potenziale" (sommariamente, il tasso di incremento del Pil in condizioni normali). Come segnalano il Fondo monetario internazionale e altri organismi internazionali, nel caso i livelli di produttività, di occupazione e di investimento restino quelli che sono, c'è il rischio che la crescita potenziale si mantenga per vari anni a livelli molto vicini allo zero. In altre parole, il nostro organismo, reso flaccido da anni e anni di scarsa attività culminati nella grande recessione, potrebbe non essere più in grado di rimettersi a correre. Tornare in forma, come accade con l'esercizio fisico, non sarà né facile né breve. Ma forse è il caso di iniziare a pensarci, a pensare come fare: sarebbe, o sarebbe stato, un ottimo argomento per la campagna elettorale.

Pubblicato il 17 Febbraio 2013 alle 20:18
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La classe politica che ha e sta governando l'Italia, le regioni e i comuni negli ultimi 20 anni, vanno mandati a casa e subito, perche' incapaci di dare una sterzata alla crisi e di tenere il timone diritto con il mare in tempesta.
Ma questo vale sopratutto per i dirigenti pubblici unici al mondo capaci di ricevere premi o liquidazioni se mandano un ramo di azienda allo sfascio.
E' un paese che va al contrario. E' questi discorsi potrebbero estendersi in tutti i settori della vita pubblica e non solo , in cui i dirigenti e politici sono chiamati a decisioni importanti per la vita di questo paese.
Il concetto di bene pubblico in Italia sembra un fenomeno astratto, cosi come lo e' il concetto di persona per bene, termini ormai obsoleti perchè sostituiti da termini come furbizia, intrallazzamento,male affare.
In questo paese se preso a rubare 1 o 10 milioni di euro, non sei considerato un criminale , ma un fenomeno, da premiare.
Poi non ci si rende conto che,ogni euro sottratto alla spesa pubblica,si riperquote inesorabilmente nella vita quotidiana, servizi, scuola , sanità,lavoro,sociale.
Mi scuso per lo sfogo ma sono letteralmente schifato da tutto ciò che ci circonda in questo paese, riprendendo una frase di un grande presidente americano che citava piu' o meno queste parole:"Non chiedete cosa possa fare il paese per voi,chiedete cosa potete fare voi per il paese",Io invece mi domando cosa sta facendo questo paese per noi giovani?
Salute a tutti

Commento inviato il 05-03-2013 alle 12:03 da romolo1927

Spesa corrente in costante crescita,quasi quanto,al contrario avveniva con la produttività!E' evidente di come, se per un decennio i due indici procedono in senso opposto, le conseguenze non possono che essere disastrose. Ed il futuro, a meno di drastica inversione di tendenza, catastrofico. Ma, una cosa , quando si argomenta di finanza ed economia, viene colpevolmente sottovalutato! Siamo un paese che stà invecchiando ad una velocità impressionante. L'ho ripetutamente scritto, ma lo voglio risegnalare. Avendo una popolazione complessiva di meno di 60 milioni, dei quali circa 5 stranieri, ed essendo gli aventi diritto al voto oltre 47 milioni,pur cinsiderando che tra questi ci possano essere alcune centinaia di migliaia di votanti dall'estero, il risultato finale, sconfortante, porta a concludere che la popolazione tra i 0 ed i 18 anni, è più o meno di 8 milioni. I medesimi 8 milioni che tra 20 anni, rientrernno nella generazione economicamente quanbto finanziariamente PORTANTE per il paese!Considerando ciò, quali sono le politiche a medio lungo termine per affrontare una tale drammatica realtà?I 20 anni, corrispondono al 2033. Per un Paese, un batter di ciglia!!

Commento inviato il 22-02-2013 alle 17:35 da 32017●●●

è stato scritto che il cosìddetto tornare in forma di tipo economico finanziario si scontra col pareggio di bilancio che impedirà per lungo tempo la crescita del paesello. associata, quindi, anche alla inveterata maxi corruzione del paese italia, ben evidenziata dal santo laico grillo e da emmott nel suo docufilm girlfriend in a coma, di cui quel sepolcrone imbiancato giovanneo del maxxi ha inibito x ragioni elettorali la visione. l'ottimo cif scrive di argomenti da trattare in campagna elettorale? e da chi, di grazia? da tutti quei politici di dx,sx e centrino che hanno portato al disastro enotria? quello che lui auspica si potrà fare dopo salvifici resettaggi del fogname in cui siamo immersi e dopo che un processo open air metta sul banco degli imputati gente supportata da media nazionali pro domo sua e pro bono pacis.

Commento inviato il 18-02-2013 alle 09:22 da gia.

E' vero che il Fondo Monetario ci prospetta un futuro per niente roseo, quando scrive che "in the absence of major changes to trends in productivity, employment, and investment, potential growth is likely to remain close to zero over the medium term". Allo stesso tempo però ci dice che se riusciamo a cambiare qualcosa abbiamo molto da guadagnarci.

Commento inviato il 17-02-2013 alle 22:54 da gicci

Il vero male dell'Italia si chiama Pubblico Impiego.
Ed è stato il progressivo, scellerato, aumento del Pubblico Impiego, in ogni sua forma (uno degli esempi più fulgidi è stato l'aumento delle province, province che poi si vorrebbero ridurre ma, naturalmente, salvaguardando l'occupazione!).
In termini di budget aziendale, il Pubblico Impiego viene inquadrato tra i centri di costo "indiretti", cioè quelli che non producono ma che sono delle semplici spese che vanno spolverato sui centri di costo diretti, cioè quelli produttivi, per andare a formare il costo del "prodotto".
Le spese indirette che vanno poi rispolverate, si chiamano tasse. In buona sostanza, l'eccesso di spesa pubblica si traduce in un eccesso di tassazione, che si traduce in un eccesso di costo del lavoro, che si traduce, in scarsa competitività, che si traduce in diminuzione del lavoro produttivo.... In buona sostanza, questa nostra politica (tutta la politica, sia di destra che di centro che di sinistra), ha creato un circolo vizioso tale che, se non si riesce a dare una robusta inversione di rotta, il PIL, che negli ultimi anni aumentava solo per aumento dei costi indiretti, continuerà a scendere, così come scenderà l'occupazione, perché la Pubblica Amministrazione non sarà più in grado di assorbire posti di lavoro.
Insomma, ancora una volta per colpa di questa politica, il futuro è sempre più nero!

Commento inviato il 17-02-2013 alle 21:44 da Matthias

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