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di Luca Cifoni

Microcredito, Valore Italia e altre storie di enti

Da un po' di tempo i vari provvedimenti di riduzione della spesa pubblica hanno messo nel mirino enti, agenzie, e società della galassia pubblica. Non solo per togliere loro fondi, ma a volte anche per cancellarne l'esistenza. Accorpamenti e soppressioni hanno scatenato proteste certo comprensibili e a volte - penso al settore della ricerca - forse giustificate. Ma esistono anche casi in cui sembrano esserci pochi dubbi sull'inutilità (costosa) delle realtà da chiudere.

La relazione tecnica al recente decreto sulla spesa pubblica racconta alcune storie istruttive. La prima è quella del Centro tipologico nazionale: previsto nel 2004 da un accordo di programma tra ministero delle Infrastrutture, Comune e Provincia di Catanzaro, Regione Calabria, doveva sorgere appunto a Catanzaro. Per inciso la sua funzione, attraverso la gestione di un laboratorio, consiste nel "trattare e distribuire, anche a soggetti terzi, atti, documenti ed informazioni concernenti il settore dell’edilizia residenziale pubblica". Il ministero ci aveva messo 5 milioni ed era stata costituita un'apposita società per azioni. Ora il governo prende atto del "mancato rispetto degli impegni assunti" da parte degli enti locali. Così dopo otto lunghi anni il progetto sfuma e la società viene messa in liquidazione: lo Stato conta di recuperare i 5 milioni giacenti da allora su un conto della Cassa Depositi e Prestiti.

Poi c'è l'Ente nazionale per il microcredito. Per la sua costituzione nel gennaio 2006 erano stati stanziati 1.800.000 euro con un decreto legge: dunque la faccenda era urgente. A distanza di cinque anni e mezzo, nel luglio 2011 (in piena emergenza finanziaria per il nostro Paese), il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito è stato trasformato in ente pubblico non economico con un segretario generale pagato 177.300 euro l'anno e un presidente (l'ex ministro Mario Baccini) cui spetta un compenso di 108.000; altri 66.500 euro erano destinati a componenti degli organi sociali e revisori. Adesso si chiude bottega, ma la Ragioneria generale dello Stato avverte che "eventuali risparmi di spesa potranno essere accertati solo a consuntivo".

Un altro caso interessante è quello della Fondazione Valore Italia. Costituita nel 2005 dall'allora ministero delle Attività produttive avrebbe dovuto "realizzare, gestire e favorire l'attività dell'Esposizione permanente del design italiano e del made in Italy". Un decreto legge (anche qui) del dicembre 2005 le assegnava 12,8 milioni. Cosa è successo in tutto questo tempo? Nella relazione tecnica si nota che "ad oltre sei anni dalla costituzione della Fondazione, lo scopo per il quale era stata costituita non è stato raggiunto, in conseguenza di una serie di difficoltà tecniche e amministrative e sono stati al contempo cumulati risultati di esercizio negativi per 3,8 milioni di euro". Toccherà al commissario liquidatore chiudere i conti entro fine anno e restituire allo Stato "l'eventuale attivo". Magari nel frattempo potrebbe anche cercare di capire meglio quali siano state le difficoltà tecniche e amministrative che hanno impedito di conseguire il fondamentale obiettivo della Fondazione.

Pubblicato il 09 Luglio 2012 alle 16:28
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A propostito di enti vari, aggiungerei alla lista del "malaffare" - cui Cifoni accenna - la situazione anomala di alcuni enti previdenziali.
Tra i vari cito l'Enasarco.
Sappiamo tutti che varie vicissitudini hanno portato alla (s)vendita di immobili che quell'ente deteneva quali accantonamenti per garantire le future pensioni degli iscritti. Ora, normalmente, quando si liquida un patrimonio pubblico si cerca di ottenere il maggior guadagno possibile,di solito con procedure che assicurino la massima partecipazione (tipo aste).E così credo sia stato per l'Enasarco. Solo che il maggior guadagno in alcuni casi credo l'abbiano fatto i soggeti che si sono "aggiudicati" gli immobili migliori,quelli di pregio,quelli dalle parti della Fontana di Trevi,a prezzi da appartamento di borgata. Ecco, questo è un caso sul quale sarebbe meglio che l'opinione pubblica sapesse di più in tempi di vacche magre, di tagli e di enti inutili. Magari sarebbe bene si sapesse a quanto ammonta la retribuzioe dei vertici di quell'ente, visti gli otiimi risultati conseguiti.
Se davvero le cose sono andate come ho detto, allora l'Enasarco (e chissà quante simili realta: vedi l'Enpam) non sono certo tra gli enti inutili. Almeno per chi ha goduto di quei "benefici".
in bocca al lupo

Commento inviato il 10-07-2012 alle 10:48 da equitasregni

p.s.: alcune persone "ben informate" sapevano che l'iniziativa di Baccini si sarebbe trasformata, prima o poi, in quello cui Luca Cifoni fa cenno. A dir la verità, non bisognava essere poi tanto ben informati, bastava l'immaginazione. Quello che invece non è mai cambiato, credo, sia il vero meritorio scopo di quell'iniziativa. Quale esso sia, signori lettori, provate a dirlo voi.
a presto.

Commento inviato il 09-07-2012 alle 18:45 da equitasregni

Luca, ti ringraziamo per le notizie ma ... (domanda retorica): perchè ti meravigli? se invece di operare tagli orizzontali si riuscissero a individuare le miriadi di situazioni del genere, chissà.
Ora i casi sono due. O Luca Cifoni ha uno straordinario talento di giornalista d'inchiesta, e allora sarebbe bene che lo assumessero al Ministero dell'Economia per aiutare a individuare situazioni simili; oppure si tratta di cose che una qualunque persona mediamente avveduta e volenterosa potrebbe fare, e allora mi domando come mai nessuno, lì all'Economia (o dove oggi se ne esercitano le funzioni: pare non a via XX settembre), lo faccia. Chissà, forse scorrendo i nomi dei vari Baccini a capo di questi "entuccoli" si potrebbero trovare tante ragioni del perchè di queste inerzie e cecità.
aggiungo che quando un nuovo Cristo dovesse tornare a dar la vista a questi ciechi, si potrebbe pure dare uno sguardo più approfondito e individuare eventuali responsabilità. Forse non tutti ricordano, ma presso la Corte dei Conti oltre a magistrati ben pagati ci sarebbe pure una sezione che dovrebbe occuparsi di responsabilità erariale, cioè di danni fatti alla collettività da pubblici funzionari e assimilati.
Chiedo troppo, vero? intanto è bene che queste cose si sappiano. magari a forza di dirle succedono pure.
in bocca a Baccin... ehm, al lupo a tutti.

Commento inviato il 09-07-2012 alle 18:40 da equitasregni

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