Nelle ultime settimane parlare male della Germania è diventato da noi quasi uno sport nazionale. I tedeschi sarebbero i principali responsabili dei nostri problemi economici, e l'unico ostacolo alla loro soluzione. Questa rappresentazione dei fatti, chiaramente sbagliata, è stata espressa in varie forme più o meno argomentate, a volte condita con una spruzzata di teoria del complotto; e il tutto è stato accompagnato da ironie un po' scontate e caricaturali se non decisamente inaccettabili (come quelle che tirano in ballo il nazismo).
Ora che sulla concreta questione degli interventi della Bce a favore dell'euro Berlino pare mostrare un atteggiamento più morbido, sarà il caso di fare alcune distinzioni. Lasciando affondare la moneta unica, la Germania commetterebbe un gigantesco errore politico ed economico. Ma le motivazioni che in questi mesi e anni hanno guidato il suo comportamento, a volte in modo contraddittorio, meriterebbero da parte nostra un approfondimento. Ci possono essere certo ragioni pratiche di breve periodo: in una situazione come quella attuale un'impresa tedesca si finanzia a tassi molto più bassi rispetto ad una concorrente italiana, ed ha quindi un forte vantaggio competitivo, a parità di altre condizioni. Ma le resistenze più forti a misure monetarie straordinarie, o a fome di condivisione del debito, non vengono da qui.
C'è qualcosa di più, qualcosa di più profondo. Non solo la storia degli anni Venti, con il fantasma dell'iper-inflazione. Conta anche quel che è successo in tempi più recenti. Nel corso degli anni Novanta, la Germania ha fatto uno sforzo immane per assorbire l'ex Ddr. All'inizio del nuovo millennio appariva come una potenza economica in affanno, se non addirittura in declino. Ha saputo risollevarsi, riformando il sistema produttivo e lo Stato sociale. Ha sfruttato il grande mercato creato dall'euro per le sue merci, ma è riuscita a imporsi anche in altre aree del mondo. Oggi gli investitori accettano di perdere qualcosa sul proprio capitale, facendolo remunerare a tassi reali negativi, pur di affidarsi alla sicurezza tedesca.
È questa la Germania che gli altri Paesi europei, tra cui l'Italia, devono convincere. Gli argomenti più efficaci non saranno probabilmente le recriminazioni o le accuse di egoismo, ma quelli concreti, se possibile rafforzati da manifestazioni di credibilità.