| HOME | PRIMO PIANO | ECONOMIA | CULTURA | SPETTACOLI | SOCIETÀ | SPORT | TECNOLOGIA | MOTORI | MODA | SALUTE | VIAGGI | CASA | WEB TV |
|
|
|
di Luca Cifoni
|
Quando sulla prima casa si pagava di più |
Che l'Imu sia una bella botta non ci sono dubbi: la nuova imposta deve garantire circa 10 miliardi di euro di gettito aggiuntivo. La maggior parte di questi soldi arriveranno dagli immobili commerciali e industriali e, in misura minore, dalle seconde case (per le quali viene meno oltre all'Ici anche l'Irpef). Ma soffrono molto i proprietari di abitazione principale, abituati da alcuni anni a non versare più nulla. Qualcuno ha anche parlato di incostituzionalità ed è diffusa la sensazione che l'aggravio, per chi possiede la casa in cui vive, sia insopportabile e senza precedenti.
Le cose non stanno così. Proverò a spiegare perché, ben consapevole che questa argomentazione non renderà piacevole a nessuno - me per primo - l'imminente pagamento. Già è stato fatto notare che all'estero questo tipo di immobili è soggetto a tassazione, spesso ben più pesante. Ma anche in Italia sull'abitazione principale c'è sempre stato un prelievo fiscale, che in anni anche relativamente recenti era maggiore di quello attuale. Oltre all'Ici si pagava l'Irpef, cancellata di fatto a partire dal 2001 anche se formalmente ancora appare sulla dichiarazione dei redditi.
Facciamo quindi un confronto con il 1999. Una casa con una rendita catastale di 1.500 euro pagava a Roma in lire l'equivalente di 669 euro per l'Ici e di 182 per l'Irpef (ipotizzando un reddito medio). In tutto 851, che a prezzi attuali diventano 1.133 euro. Per l'Imu, con due figli in casa, se ne pagano nel 2012 "solo" 960. Su una rendita di 1.000 euro lo stesso conteggio dà 578 euro di imposte 1999, sempre rivalutati per l'inflazione, contro i 540 di attuale imposta municipale. Ma le cose andavano ancora peggio nel 1993, quando l'Irpef sulla prima casa era più pesante e il prelievo complessivo espresso in termini reali era di 1.678 euro per la rendita di 1.500 e di 981 per quella di 1.000: rispetto ad allora il carico si sarebbe quasi dimezzato.
In questi raffronti è stato tralasciato il fatto che in particolare nel 1999 i prezzi degli immobili erano più bassi, mentre le rendite catastali erano le stesse. Si potrebbe quindi dire che in rapporto al valore patrimoniale l'incidenza del prelievo era ancora più alta. Ma nessun proprietario della casa in cui vive si ritiene più ricco se il suo valore aumenta; almeno finché non la vende.
|
|
|
|
CONDIVIDI IL POST |
|||
|
| GLI ULTIMI POST | |||||
|
![]() | DAI LA TUA OPINIONE |
| COMMENTI PRESENTI (57) | Visualizza tutti i commenti | Scrivi un commento |
Commento inviato il 02-09-2012 alle 20:58 da tagliavetro |
|
|
Commento inviato il 25-06-2012 alle 12:55 da Dinoerre |
|
|
Commento inviato il 21-06-2012 alle 15:13 da Lucia Firenze |
|
|
Commento inviato il 21-06-2012 alle 00:27 da thalia36 |
|
|
Commento inviato il 20-06-2012 alle 11:38 da Lucia Firenze |
|
|
Commento inviato il 19-06-2012 alle 11:44 da thalia36 |
|
|
Commento inviato il 18-06-2012 alle 09:06 da equitasregni |
|
|
Risposta dell'autore: |
Commento inviato il 15-06-2012 alle 15:56 da antonio1942@gmail.com |
|
|
Commento inviato il 14-06-2012 alle 20:21 da piripicchia |
|
|
Commento inviato il 14-06-2012 alle 13:52 da equitasregni |
|
|
| PAGINA (1 di 6) |
PRECEDENTE
|
- |
SUCCESSIVA
|
|
Per poter inviare un commento devi essere registrato. Se sei già registrato inserisci username e password oppure registrati ora |
|
| CALTAGIRONE EDITORE | IL MATTINO | CORRIERE ADRIATICO | IL GAZZETTINO | QUOTIDIANO DI PUGLIA | LEGGO | PUBBLICITA' | CONTATTI | PRIVACY |
| © 2012 Il MESSAGGERO - C.F. e P. IVA 05629251009 | |