Riccardo De Palo
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Il Führer, artista frustrato. Un quadro di Hitler al Museo della Follia di Salò

I dittatori hanno spesso un temperamento artistico; e il più delle volte, sono degli artisti frustrati. Radovan Karadzic, prima di puntare i cannoni serbi contro Sarajevo, era un poeta con un certo seguito.  Hitler, invece, fu bocciato all’esame di ammissione all’Accademia delle Belle Arti di Vienna; se gli esaminatori avessero deciso diversamente forse avremmo evitato qualche guaio successivo. Una volta il leader nazista disse all’ambasciatore britannico Neville Henderson: “Io sono un artista e non un politico, una volta che la questione polacca sarà risolta voglio finire la mia vita come un artista”.

“Sarebbe stato meglio”, commenta il direttore del Museo di Salò, Giordano Bruno Guerri, che ha aperto una mostra sulla follia curata da Vittorio Sgarbi, in cui campeggia proprio un tristissimo dipinto del Führer. "Anche come artista - sottolinea - non era proprio un granché”.



Secondo Sgarbi, “non è l’opera di un dittatore ma di un poverino, rivela un’anima profondamente malinconica”. E in effetti, quella stanza scura con due persone depresse non sembra proprio il frutto di una persona dotata di perenne buon umore. Il dipinto è di un collezionista che non ha voluto rendere noto il suo nome. Probabilmente perché si vergogna di possedere un quadro del genere. Un'opera che, dice il critico, non solo è di pessima qualità, ma “potrebbe essere fatto da Kafka e dice molto della sua psiche”.

Sta di fatto che questo quadro sarà la piccola star dell’esposizione, in bella vista per soddisfare la curiosità morbosa di tanti visitatori, tra quadri di artisti veri che non hanno dovuto sfogare in una guerra mondiale le proprie frustrazioni, come Goya e Francis Bacon (come l'opera qui sotto).

Sabato 11 Marzo 2017, 12:50
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