Riccardo De Palo
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A Bombay i cani sono blu. E non si tratta di una nuova specie

Bombay (o meglio, Mumbai, come viene chiamata oggi) è una città che ti colpisce al cuore. Attraverso la sua Porta delle Indie passavano i battelli provenienti dal Regno Unito, che facevano di questa megalopoli un punto d’accesso unico e magico, nel punto più occidentale del Subcontinente. Esiste ancora, in città, una comunità di zoroastriani, provenienti dall’antico Iran, che onorano i morti gettandoli in pasto agli avvoltoi; può capitare di osservare lebbrosi che chiedono l’elemosina; e gli intoccabili continuano a lavorare in immense tintorie a cielo aperto, seminudi e intossicati da sostanze pericolosissime. La grande crescita dell’India, e la sua espansione industriale, oggi è proverbiale. Ma malgrado questo, ha creato qualche stupore la vista di molti cani di colore insolito: un bel blu cobalto, che non segnalava certo l’ibridazione di qualche nuova specie da esposizione. Gli animali sono alcune decine, e si aggirano per  la città indisturbati, e forse sono un poco infastiditi di tutto questo clamore. Gli ambientalisti, com’è naturale, sono sul piede di guerra, e accusano gli stabilimenti di avere immesso nel fiume Kasadi, dove i cani solitamente nuotano, una quantità abnorme di sostanze inquinanti, e - si suppone - anche di coloranti. Se David Bowie fosse vivo, forse avrebbe scattato qualche foto, e avrebbe confezionato una copertina nello stile di Diamond Dogs.

Martedì 22 Agosto 2017, 09:27
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