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di Gloria Satta

Una Michelle Obama anche per il cinema italiano

L’apparizione di Michelle Obama, che ha proclamato il vincitore dell’85mo Oscar in collegamento dalla Casa Bianca, è stata una sorpresa per tutto il mondo. Ma nello stesso tempo ha suscitato qualche contestazione: apparizione impropria e inopportuna, ha scritto il Washington Post, mentre la notte delle stelle si accendeva di applausi per il film trionfatore, l’ottimo “Argo”.

E’ un film, questo, che ricostruisce una pagina edificante della storia recente degli Usa: la liberazione indolore, da parte della Cia, di un gruppo di diplomatici americani in ostaggio nella Teheran rivoluzionaria del 1979. Anche io, che seguivo gli Oscar a Los Angeles, sono stata sorpresa dall’apparizione della signora Obama, decisamente glamour in un vestito argentato da diva, autentico colpo di scena alla fine della premiazione. Anche io mi sono chiesta se il suo intervento, così irrituale, fosse opportuno o meno. E ho pensato che l’”ingerenza” della moglie del presidente sia servita a sottolineare il sostegno della politica al cinema, che è una delle massime industrie d’America. La First Lady, infatti, ha speso parole nobil e incoraggianti nei riguardi della settima arte, affermando che “apre la mente” ai bambini e li sprona a sognare in grande.

Mi domando: Michelle avrebbe fatto la stessa “irruzione” se a vincere l’Oscar fosse stato “Zero Dark Thirty” che ricostruisce la controversa azione della Cia (torture comprese) nella cattura di Bin Laden? Difficile dirlo. Intanto mi piace pensare che l’establishment americano dia tanta importanza al cinema e lo sostenga apertamente anche a costo di suscitare delle critiche. Risulta pertanto impietoso il paragone con l’Italia, dove i governi si ricordano dell’industria soltanto per tagliarle i fondi. E pensare che un tempo il nostro cinema era il biglietto da visita più considerato ed efficace del nostro Paese nel mondo. Un tempo, appunto. Servirebbe una Michelle Obama anche da noi, non è vero?

Pubblicato il 28 Febbraio 2013 alle 10:39
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michelle obama? esposizione pro media di ghiandole mammarie a parte, anche le pulci che cucinano il tacchino x ingraziarsi Boh , in grembiulino quadrettato, hanno la tosse? e la piantasse il potere di agghindarsi dappertutto con la famiglia. ha già spuntato un secondo mandato. what else?

Commento inviato il 28-02-2013 alle 18:23 da gia.

Quando Ingrid Bergamn vide a New Yorko il film di Rossellini
''Roma cittá aperta'', né fu tanto impresionata che decise di conoscere il regista. Gli scrisse una lettera in cui diceva:
Se avete bisogno di un´attrice svedese che parla bene l´inglese, ha dimenticato il tedesco, si esprime in un francese non molto comprensibile e in italiano sa dire solo ''Ti amo'' sono pronta a venire con voi. Rossellini che non aveva mai visto recitare la Bergman, rispose alla lettera.
Si conobbero e si innamorarono a prima vista.
In questo piccolo esempio Signora Gloria c'é tutto lo splendore del nostro cinema, Mecca assoluta di attori, registi provenienti da tutto il mondo. Con pochissimi soldi facevamo Film di grande valore, per non parlare poi die registiche avevamo, veri geni.
Cinecittá era piú famosa di Hollywood e solamente la dismisura
in US$ dollari ha schiacciato la nostra vera potenza ed anche l´incapacitá di tanti politici.
Trovo deplorevole il declino, non é rimasto che qualche baraccone ancora dove si gira. Un vero scempio.
Da noi quando le cose non vanno bene, ci si rivolge spesso alla Madonna, sarebbe ora di farlo e presto.
Miscelle la lascerei agli americani.
Noi abbiamo ''LA MADONNA''
Gramm

Commento inviato il 28-02-2013 alle 17:20 da Grammosca

una michelle in italy? sì,coloriamo giovannona amerinda del maxxi, già musetta danzante in sponde keniote e briatoriane, e mettiamola in mostra. ma una che ha negato la visione dell'italy in a coma di emmott, pro domo sua e pd=pdl, dovrebbe mollare x carità di patria.

Commento inviato il 28-02-2013 alle 14:40 da gia.

L'apparizione della first a me è apparsa assolutamente inopportuna, in un ambiente assolutamente fuori dal suo, lontana per leggere un vincitore: aveva scopo per dire agli artisti che era vicina a loro? probabilmente avrà voluto ringraziarli per la rielezione di Obama, a cui questi hanno molto contribuito, ma assai più appropriato sarebbe stato recarsi alla premiazione di persona, appunto per l'ultima serata. Poi che il cinema faccia sognare i bambini mi sa che ha preso una papera dato il problema delle armi nel paese, e la facilità con cui si reperiscono e grazie anche ai film, si adoperano. Il loro cinema non ha bisogno di sovvenzioni, è un'industria che anzi crea attraverso il meccanismo di chi investe denaro per produrli e dare così anche qualcosina in profitto e in pubblicità allo stato. I bambini sognano con le favole e di queste poche o niente hanno a che fare con le pistole. Noi di personaggi così eclettici ne abbiamo pochi, per grazia di Dio, saremo ancora un paese arretrato, ma le mogli dei nostri pur scadenti governanti non hanno ancora invaso o rubato la scena ai mariti...e sono sicura che sia migliore così.

Commento inviato il 28-02-2013 alle 13:59 da thalia36

Bello che in America la politica faccia la sua apparizione nel cinema; forse però a Gloria è sfuggito il piccolo fatto che la politica, nel cinema italiano, è entrata da decenni ed è, a mio modestissimo avviso, il motivo dell'agonia del cinema, del teatro, dell'arte in generale!
Quando si dice che da noi servirebbe una Michelle Obama, si dimentica che in USA il cinema non è finanziato dallo stato. Perché dovrebbe esserlo? In Italia, da quando si è deciso di finanziare il cinema (al pari del finanziare l'editoria) ecco che si sono create le fazioni. Ecco che la destra, che ha scarsa creatività, risulta essere insofferente e mette in campo personaggi che, seppur dichiaratisi di destra, dimostrano sicuramente scarso talento!
Davvero Glora non sa da che parte sia schierato un Benigni? Davvero non sa da che parte sia schierato un Tornatore? Davvero non sa quali siano le caratteristiche politiche della commissione destinata a distribuire gli ormai sempre più miseri finanziamenti pubblici?
Abbiamo avuto recentemente a Roma la nomina della Giovanna Melandri al Moma, pensiamo sia dovuta al suo eccezionale curriculum artistico, o non al suo ben più eccezionale curriculum politico?
Andiamo, non prendiamoci in giro. Se potremmo forse sperare che la Michelle Obama sia la first lady di tutti gli americani. Un'omologa italiana, sarebbe la first lady solo della sua parte politica.
È sempre stato così, qui in Italia, perché dovrebbe cambiare?

Risposta dell'autore:
Servirebbe una Michelle Obama in Italia, intendevo dire, per sottolineare l'attenzione e il sostegno almeno morale dello Stato nei confronti del cinema. E' bello sentir dire da una delle massime cariche politiche che il cinema "apre la mente e incoraggia a sognare in grande". L'abbiamo mai sentito, qui? Certo, negli Usa l'industria è privata mentre da noi la politica s'intromette o per tagliare i fondi o per garantirsi spartizioni. In questo sono d'accordo pienamente con lei, caro Matthias.

Commento inviato il 28-02-2013 alle 11:01 da Matthias

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