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di Giorgio Ursicino

Auto, detrarre per ripartire

Di male in peggio. Dopo un 2012 che ci ha riportato indietro di almeno trent’anni (solo 1,4 milioni di nuove vetture), non si arresta il crollo del mercato italiano dell’auto (meno 17,6% a gennaio). Certo, anche l’Europa continua scendere, ma le nostre percentuali sono decisamente più impressionanti e tutti i principali analisti prevedono un 2013 intorno a 1,3 milioni di immatricolazioni. Fra pochi giorni ci sarà un nuovo governo e il problema non potrà non essere affrontato. Il settore, infatti, ha un’importanza strategica, da molti punti di vista: genera un fatturato importante, dà lavoro a più di un milione di persone, contribuisce per oltre il 15% alle entrate dello Stato, rappresentando più del 10% del Pil.

E’ vero, il nostro paese è in recessione e tutti i comparti sono in sofferenza, ma per fortuna gli altri indicatori accusano contrazioni molto meno accentuate di quella delle vendite di auto. Se da quando è iniziata la crisi (nel 2008) la produzione industriale o, addirittura, il Pil fossero scesi al pari del mercato dell’auto (più del 40%) l’Italia sarebbe già fallita. All’interno delle difficoltà generali, quindi, ci sono problemi particolari che hanno fatto grossi danni e dovranno essere rapidamente rimossi per rimettere in moto uno dei propulsori dell’economia e del Paese. L’auto, infatti, ha sempre avuto anche un ruolo sociale, un ruolo che ha tuttora, ma che non riesce più a esercitare. L’auto resta indispensabile. Per certi versi insostituibile. Serve per andare al lavoro, in vacanza, dal dottore. Per portare i bimbi a scuola. Certo va usata con attenzione e con giudizio (quando necessario e guidando con prudenza per la sicurezza di tutti), ma in molte circostanze non ha alternative. Con l’auto si muovono le persone e le merci, le necessità e le emozioni, si assolvono gli impegni e si ci si gode il tempo libero.

L’auto alimenta i consumi e tiene alto l’umore, accorcia le distanze
e consente di socializzare, molto più dei social network. Negli ultimi decenni in molti hanno sparato sul settore, in pochi lo hanno difeso. O almeno non ci sono riusciti. Tasse, multe, parcheggi, carburanti, assicurazioni, parole diventate incubi che hanno portato il costo medio di gestione annuale di una vettura oltre i 3.500 euro. Una follia. La mucca a forza di mungerla è quasi morta e anche lo Stato ci rimette con un milione di vetture nuove in meno l’anno e tanti veicoli fermi sotto casa invece che in movimento (è sceso anche il consumo dei carburanti). In realtà, il settore stesso non è che abbia formulato chissà quali proposte per uscire dalla palude. Abbassare le tasse sì, ma il deficit e il debito pubblico non fanno sconti. Togliere l’Ipt o equiparare la normativa delle vetture aziendali a quelle degli altri paesi europei. Buone idee, ma nulla di rivoluzionario, anche perché sulle vetture aziendali i costruttori si lamentano di guadagnare poco (o niente), tanto che molti considerano il vero mercato quello “privati”.

A cosa servirebbe quindi vendere un po’ di vetture in più (a bassi margini e coinvolgendo poco i concessionari che sono la categoria più in difficoltà), se addirittura alcune di queste andrebbero a cannibalizzare quelle del mercato privati (chi ha una vettura aziendale non ne acquista un’altra...)? In questi giorni conclusivi di campagna elettorale (nessuno schieramento politico ha messo l’auto fra le priorità elle cose da fare) ecco un sasso nello stagno. Un’idea semplice, ma efficace che sembra tagliata su misura per la situazione attuale perché punta a promuovere l’utilizzo e non l’acquisto (se c’è il primo il secondo arriva spontaneo...) e, soprattutto, ha una forte componente democratica (le vetture aziendali sono nella disponibilità di chi ha già un lavoro solido, mentre l’auto è utilizzata da tutti, anche dai precari e dei disoccupati) che potrebbe ricevere veramente l’ok bipartisan. Assodato che l’auto è un oggetto di sostanza primaria e non un gioco o uno svago, alcune spese per gestirla potrebbero essere detratte dai redditi, come avviene per tante altre voci tipo la casa, la salute e l’istruzione.

Una misura strutturale perché protratta nel tempo e non isterica come gli incentivi all’acquisto che aiutano solo chi in un determinato momento deve cambiare vettura e, soprattutto, alterano la domanda anticipando gli acquisti e creando pericolosi alti e bassi (rischiano inoltre di privilegiare un costruttore rispetto all’altro). A lanciare la proposta, che potrebbe incontrare molti consensi e, finalmente, compattare l’intero settore a sostenerla, è uno dei manager più importanti. Massimo Nordio è amministratore delegato di Volkswagen Group Italia, il gigante di Wolfsburg che proprio lo scorso anno è diventato il primo costruttore per pianeta dal punto di vista del fatturato e, molto probabilmente (i dati non sono ancora ufficiali), a gennaio ha conquistato la leadership anche nella classifica mondiale delle vendite. Nordio ha una grande esperienza internazionale, in precedenza ha lavorato (sia in Italia che all’estero) anche per Ford e Toyota. Un maestro del marketing, molto abile ad intercettare ed anticipare gusti, esigenze e necessità dei clienti. E la cosa che più auspicano i 34 milioni di automobilisti italiani (che sono anche elettori) è abbassare i costi di gestione diventati ormai insostenibili.

Pubblicato il 17 Febbraio 2013 alle 19:53
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DOVEVA ANCHE SATURARSI PRIMA O POI IL MERCATO DELL'AUTO,
cosa pretendono, di venderle anche ai bambini di 12 anni così la fiat è contenta ? si rendono conto che una semplicissima panda costa minimo 12,000 euro ? (24 milioni del vecchio conio, ai tempi in cui stavamo male ci compravi una lancia thema super accessoriata !)

Commento inviato il 21-06-2013 alle 16:09 da sirionn

Gent.mo Sig. Ursicino, approfitto di questo articolo ove, tra le varie problematiche che coinvolgono l'auto, per ultima viene anche menzionata l'assicurazione.
Alcuni giorni fa leggevo un articolo che denunciava il fatto che in Italia circolano quasi quattro milioni di auto non assicurate. Un buon espediente per abbassare i costi di esercizio, ma quanto mai criminogeno nei confronti di tutta la comunità.
Sono iscritto ed ho accesso al "Portale dell'automobilista"; è ben fatto ed estremamente utile. Tra i dati che interessano la mia auto, ho anche rilevato che al "portale" l'auto risulta assicurata.
Ora le formulo una elementare domanda: allo Stato è così difficile entrare con un data base alla ricerca ed individuazione dei trasgressori per poi punirli secondo i termini di legge ?
Se è risultato così facile annotare che esiste l'assicurazione per la mia auto, perché non lo si fa per tutti i veicoli in circolazione ?.....ma forse non lo si vuole fare ? ( brutta riflessione, ma sicuramente in sintonia con la realtà ).
Distinti saluti.

Risposta dell'autore:
E' vero, le auto che circolano senza assicurazione aumentano di giorno in giorno e ormai sono diventate un numero veramente preoccupante. Ma non è così facile intercettarle (una vettura può non avere copertura se non viene utilizzata e ci sono anche le polizze a tempo). L'Aci ha fatto più volte proposte per cercare di risolvere o almeno arginare il problema. Speriamo qualcosa accada prossimamente poiché i costi di chi non paga si riversano su chi invece la polizza la fa regolarmente come Lei

Commento inviato il 29-05-2013 alle 22:23 da piter

carissimo Giorgio Ursicino bentornato con i suoi forum molto interessanti, mi permetto di sottolineare che, in attesa dell'evoluzione dell'auto elettrica le case mi pare puntano tutto sul consumo e misure ridotte dei veicoli causa scarsità parcheggi, prendendo come si vede spunto dalla fortunata riedizione della mini cooper che ha avuto un iniziale forte approvazione.
rimango dell'idea che i punti descritti da tanti che penalizzano il mercato vanno ridotti ma senza desattazione generale sulle case, che tolgono veramente tanta liquidità alle persone, MAI riprenderà nessun tipo di commerco,,,per il semplice fatto che imu e ora tares sono come l'asso pigliatutto........... e in portafoglio non rimane NULLA!!!
saluti, fatti neri

Commento inviato il 14-04-2013 alle 17:18 da fatti neri

Gentile dott. Ursicino
dell'aumento della RCA fatto dal prelievo( tassa) deciso dalla provincia di Roma non ne parla nessuno???? E' una tassa di circa il 28%...... ( fonte ADUC).
memento omnes!

Risposta dell'autore:
Il tema assicurazioni in Italia presenta numerosi aspetti che vanno affrontati con grande attenzione, originalità che ci rendono unici in Europa per il costo delle polizze decisamente più alto. Poterlo detrarre (almeno in parte), però, sarebbe in ogni caso un vantaggio per l'automobilista attualmente schiacicato da spese di gestione insostenibili.

Commento inviato il 02-04-2013 alle 19:50 da ghirifalco

MA SARA' VERO CHE SI VENDONO POCHE AUTO? Se fosse vero, costruttori e concessionari interverrebbero sulle cause responsabili del fenomeno. Se non hanno capito che la causa maggiore è il sistema assicurativo adottato nel nostro paese le cose sono due: o guadagnano ancora bene,o dovrebbero cambiar mestiere. In quale paese civile sta scritto, che pagando una polizza per un TIR, non si possa trasferire la targa su una vettura. Certamente, influisce anche bollo, passaggio di proprietà e carburanti. Ma se il sottoscritto proprio per l'alto costo dei carburanti vorrebbe acquistare una vettura perché con il camioncino che ha usandolo per ogni spostamento si consuma troppo. Facendo i conti, non basta affrontare la spesa di acquisto, con il nostro sistema di assicurazione, si finisce di firmare una cambiale molto salata e che scade ogni anno. Non parliamo delle famigerate classi di merito, non solo dovrei pagare un'altra polizza ma partire dalla 14° classe anche se non esistono denunce di infortuni da quando ho la patente, cioè dal 1962. Quindi, detrarre per ripartire si, perché è giusto detrarre su tutto.Ma quello che veramente serve è governare nell'interesse del cittadino e non nell'interesse della mafia.

Commento inviato il 27-03-2013 alle 15:23 da luciosenior

Quello che trovo davvero ignobile, e la differenza di costo per l'assicurazione dell'auto da regione a regione.
Perché al sud ci sono troppe truffe alle assicurazioni
Bene arrestate chi fa le truffe , ma lasciate alle persone per bene il diritto di pagare come come tutte le persone per bene.
Non capisco come mai la magistratura non intervenga per sanare questa ingiustizia, forse la ritiene di poco conto o importanza.
Il costo dei carburanti, incide notevolmente allo sviluppo, sarebbe opportuno abbassare i costi, ne trarrebbe vantaggio il commercio e l'industria.,,,,,,,,,,,,,,

Commento inviato il 13-03-2013 alle 17:18 da bruvitt

Vorrei dire la mia!
Il mancato acquisto di auto nuove (e dico mancato acquisto perchè di questo si tratta, visto che in Italia circolano "bidoni") è compromesso da più fattori:
1) Costo dei carburanti troppo elevato (IVA, ACCISE, ECC.);
2) Costo dell'assicurazione RCA, sproporzionato e spropositato (io direi che si tratta di furti legalizzati);
3) Costo delle varie tasse che gravano sull'auto (IVA, BOLLO, IPT, REVISIONE, PEDAGGI, PARCHEGGI);
4) Prezzo d'acquisto e relative formule finanziarie (solo adesso che sono con l'acqua alla gola le case costruttrici si sono leggermente sbottonate);
5) Costi di manutenzione (DA NON SOTTOVALUTARE);
6) Dulcis in fundo. Costo delle sanzioni al CDS (gli importi sono cresciuti esponenzialmente).
Quindi non c'è da stupirsi se gli Italiani non comprano auto!!!
Se si vuol far ripartire il mercato delle auto nuove, bisogna intervenire su ognuno dei punti che ho indicato, soprattutto sui primi tre ed in modo deciso, altrimenti il dato già negativo delle vendite lo diventerà ancora di più! Grazie

Commento inviato il 12-03-2013 alle 05:27 da PITACIO

Da noi, negli U.S., era possibile detrarre dalle tasse sul reddito gli interessi dei prestiti ottenuti per acquistare un'auto. Purtroppo non e' piu' possibile, e oggi spesso il governo (come ha fatto Obama con General Motors) deve sovvenzionare le fabbriche di auto in difficolta', o istituire programmi insulsi come il famigerato "cash for clunkers" (soldi per I rottami), che dava a cittadini che rottamavanp le auto vecchie una somma di denaro da usare per l'acquisto di una nuova auto. Invece di usare il denaro dei contribuenti (che poi fu sprecato in mille modi diversi, inclusi aumenti di salario ai pezzi grossi delle industrie automobilistiche) per aiutare l'industria automobilistica, sarebbe molto meglio tornare al vecchio sistema, cioe' la detrazione degli interessi. Ma il governo U.S., ormai dedito al clientelismo politico, non lo fara' mai, preferendo invece "comprare" I voti dell'industria automobilistica con i vari "stimoli" governativi.

Commento inviato il 09-03-2013 alle 22:15 da peaeye

Piter 18,56 di ieri

Anch' io sto con la SAI . Gia' ero intenzionato a cambiare compagnia - come detto nel mio post precedente - a prescindere , la tua notizia su Ligresti e Peluso rafforza ulteriormente questo mio proposito . Grazie .

Commento inviato il 25-02-2013 alle 14:33 da francesco61

Circa i costi di gestione.

L'assicurazione è uno dei tanti costi di gestione che concorrono alla spesa automobilistica.

In questi giorni sono incappato in una notizia giornalistica che mi ha, diciamo, "turbato" che riguarda le assicurazioni.
La FonSai (Fondiaria Sai, la società assicurativa di Salvatore Ligresti) ha pagato una buonuscita di 3,6 milioni di euro all'ex direttore generale Piergiorgio Peluso, ora direttore finanziario di Telecom e figlio del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, dopo solo un anno di "duro" lavoro.

Al prossimo aprile dovrò rinnovare la polizza della mia auto ed immancabilmente il mio assicuratore ( SAI ) mi verrà a raccontare che tutto aumenta e pertanto anche il premio dovrà essere adeguato.
Naturalmente il Sig. Salvatore Ligresti non sborserà di tasca sua tale elargizione, ma la scaricherà nelle spese della sua compagnia. Alla fine chi pagherà il tutto è il contribuente che non può evitare la sottoscrizione dell'assicurazione obbligatoria per legge.

Come vogliamo qualificare il tutto ?
Abbiamo una miriade di organismi ed associazioni nati per tutelare il consumatore; non ho avuto notizia di alcuna iniziativa.

Allora, alla domanda "cosa servirebbe per vendere un po’ di vetture in più" ? ....

Commento inviato il 24-02-2013 alle 18:56 da piter

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