Luca Cifoni
BLOG CORRI ITALIA, CORRI di Luca Cifoni

Perché i capilista bloccati sono diversi dai collegi uninominali

L'eterno dibattito sulla legge elettorale prosegue stancamente e tuttora non si coglie - in chi vi partecipa - la volontà di concluderlo arrivando effettivamente a nuove regole utili per il Paese. Il tema risulta noioso, si dice che non interessi i cittadini; ma la questione decisiva non solo politica ma anche economica è che cosa succederà in Italia dopo le prossime elezioni di Camera e Senato, previste per la prima metà del 2018. Una fase di instabilità potrebbe avere conseguenze imprevedibili: questa però non pare la preoccupazione principale dei protagonisti. Le varie proposte vengono tirate in ballo una dopo l'altra per di più in sedi non ufficiali (l'ultima riguarda il "modello tedesco") e presumibilmente valutate sulla base di altri criteri, di natura tattica.

Se è vero - astrattamente parlando - che il sistema elettorale perfetto non esiste, ciò non dovrebbe esimere chi si occupa della materia dal ricercare il miglior compromesso tra le diverse esigenze che ragionevolmente sono da perseguire. Ovvero: garantire anche nell'ambito di un sistema parlamentare una certa governabilità, assicurare rappresentanza a tutte le forze politiche con un seguito significativo, mantenere un legame tra elettore ed eletto. Come sempre, i dettagli sono importanti. Ad esempio, si sostiene che i capilista bloccati (senza possibilità di scelta per gli elettori) siano equivalenti al sistema dei collegi uninominali.

L'argomentazione è questa: siccome comunque sarebbero i partiti, come è accaduto in Italia fino al 2001 con il cosiddetto Mattarellum, a scegliere i candidati nei collegi, i due meccanismi di fatto producono lo stesso effetto. C'è però una differenza fondamentale: nei collegi uninominali viene eletto solo il candidato che vince, magari per una manciata di voti, e tutti gli altri restano fuori dal Parlamento. Dunque chi si presenta deve comunque conquistarsi la vittoria, anche in situazioni apparentemente favorevoli. Invece con i capilista bloccati nella versione della legge "Italicum" l'assegnazione dei seggi avviene a livello nazionale sulla base dei voti complessivi: questo vuol dire che il candidato di una formazione politica che abbia in tutta Italia il 15-20 per cento verrebbe eletto - paradossalmente - anche arrivando ultimo con pochissimi consensi. Ecco quindi che differenze apparentemente impercettibili possono influire sul risultato in modo decisivo. Se i partiti sono in grado di offrire posti sicuri, le liste bloccate di fatto tenderanno a selezionare i parlamentari sulla base di un unico criterio, quello della fedeltà ai vertici. Non è detto che sia un bene.
  Giovedì 4 Maggio 2017, 12:52
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2017-05-20 23:20:56
Scusate il ritardo...
2017-05-18 10:10:31
capiblog bloccati?
2017-05-13 10:22:47
io,me, corro corro ,figliolo, ma se nn pubblichi i commenti che si corre a fare?
2017-05-10 16:13:09
cosa c'è,ragazzo mio,troppo impegnato x la pubblicazione del commento inviatole? immagino che il lavoro del blogger sia stressante.
2017-05-08 07:19:00
col decadimento politico dei partiti le leggi autoreferenziali x la loro sopravvivenza alle istituzioni vengono meno. questi nn rinunciano con liste bloccate e /o colleggi uninominali a dettare candidature che li eternano. sa di bizantinismo elettorale buono solo x garantire l'ingovernabilità. ormai i tre poli politici richiedono una legge elettorale semplicissima, ovvero chi ha più voti vince garantendosi un cospicuo premio di maggioranza che permetta di governare senza problemi x i 5 anni di legislatura, oppure il ballottaggio a due con gli stessi intendimenti. ma questo i partiti decotti nn lo accetteranno mai. ecco xché traccheggiano senza soluzioni nel tracciare una legge elettorale che magari li possa accantonare diminuendone la forza. c'è poi la paura virale che venga favorita la forza che rappresenta la vera novità politica da 9 anni a questa parte,una forza oltre gli schemi consueti e lontana dalle ideologie ormai tramontate. questa nuova formazione è costituita da liberi cittadini senza tessere di partito e senza guai con la giustizia. e questa appare una grave anomalia nell'italietta il cui tasso di corruzione veleggia nel mondo globalizzato verso il 70° posto.
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