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di Anna Guaita

Mangereste un Salmone modificato geneticamente?



Mangereste un salmone modificato geneticamente?

Questa è la domanda che mi sto ponendo da vari giorni, da quando ho scoperto che la Food and Drug Administration è a un passo dal permettere l’immissione sui mercati alimentari americani di un salmone creato con due geni di altri animali. Gli accertamenti sulla sicurezza di questo nuovo animale sono stati soddisfacenti, secondo gli esperti della FDA. Ed è oramai dato per scontato che entro il prossimo settembre il nuovo pesce sarà nei supermercati. Sarà il primo animale modificato geneticamente a essere disponibile come prodotto alimentare. E se andrà bene, ci sono già allevatori di polli, maiali e mucche pronti a richiedere il diritto di commercializzare anche le loro ”creazioni”.

Al di là del fatto in sè e per sè - l’idea alquanto spaventosa di un animale modificato geneticamente che diventa prodotto alimentare - trovo grave ed allarmante il fatto che non ci sarà nessuna precisazione sulle etichette. In altre parole: in questo Paese che privilegia il diritto di scelta dei cittadini e i diritti dei consumatori ecc ecc, non avremo il diritto di scegliere di NON mangiare il frankenfish, il pesce frankenstein, come lo hanno soprannominato gli ambientalisti.

Personalmente trovo che alcuni esempi di modifiche genetiche nella catena alimentare potrebbero essere di grande utilità per il benessere del mondo, sempre che vangano condotti studi indipendenti e trasparenti sulla loro sicurezza e che i cittadini abbiano il diritto di rifiutarle se non sono convinti. Mi riferisco in particolare al riso dorato, un riso arricchito con il betacarotene, che potrebbe salvare dalla cecità milioni di bambini e proteggere la vita di donne incinte di Paesi in via di sviluppo.

Ma quella del riso è un’altra storia. Rimandiamola a un altro appuntamento.

Qui parliamo di salmoni.

Il salmone Frankenstein è del tipo ”Oceano Atlantico”, ma porta in sè un gene del salmone del Pacifico e un gene dell’anguilla. Questi due componenti estranei lo fanno crescere più velocemente, in 1 anno e mezzo anziché 3 anni. Viene sviluppato dalla società AquAdvantage, che prepara le uova nei laboratori dell’Alaska e poi cresce il pesce nelle vasche apposite costruite a Panama, in Centramerica. La società ha richiesto tre anni fa il diritto di commercializzare la sua creazione negli Usa.

Il salmone modificato è sterile. Cioè - assicurano i suoi allevatori - se anche fuggisse dalle vasche di allevamento non potrebbe contaminare l’ambiente naturale. Ma sarebbe economico, e assicurerebbe proteine nobili a prezzo concorrenziale.

Gli ambientalisti fanno notare che solo il 95 per cento dei salmoni così prodotti è davvero sterile, e che comunque non si può sapere che tipo di impatto potrebbero avere se degli esemplari  si mescolassero con i normali salmoni.

La Food and Drug Administration, come fa sempre prima di concedere il permesso finale a un prodotto, ha aperto una pagina nel suo sito, in cui i cittadini possono fare i loro commenti, la trovate qui .

Il dibattito è serio, ed è di portata vastissima. Ma alla fin fine, la domanda diretta ed essenziale è: lo mangeremmo un pesce modificato con dei geni estranei? Io lo eviterei a ogni costo. Ma come potrò evitarlo, se non so qual è, se l’etichetta non mi dice la verità?

Pubblicato il 06 Febbraio 2013 alle 19:36
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(58) COMMENTI DEI LETTORI

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Conoscendo con quale competenza e serietà e con quali strette maglie vengono testati tutti i prodotti in USA sono certo che non certificherebbero mai un prodotto alimentare men che sicurissimo per la nostra salute. Non altrettanto sicuri sono i cosiddetti prodotti "natrurali" italiani di cui le lobbies agricole e di allevatori fanno tanta pubblicità e pochissima trasparenza.
La verità é che negli USA ed altri paesi ci si é dati da fare nella ricerca scientifica con enormi risultati per una sana ed abbondante nutrizione mondiale positiva e quì no. Tutta qui la differenza.

Commento inviato il 25-03-2013 alle 11:58 da versolibero

Spero che l'ospitale Anna Guaita mi permetta l'OT, navigando nel mar dei sargassi reso ancor più melmoso dalla censura random applicata ai commenti di tanti articoli; per chi abitualmente è accorto a ciò che scrive, e tantopiù per deformazione addirittura professionale, è imbarazzante, mortificante, irritante ed anche scostante.
C'è da rimpiangere l'epoca dello "snip" applicato da una redazione simpaticamente presente, con discrezione e buonumore, che dava ragionevolmente anche spiegazioni sui propri interventi censori (epico un "prosit" redazionale in calce a un commento politicamente allucinante di un lettore che non si era accorto che l'epoca del brigatismo rosso era passata da un bel pezzo) e che era chiamata spesso in causa come "RED", ironica, non anonima e non prepotente.
Vedo scomparire mano a mano commentatori simpatici, colti, attenti, informati e stimolanti; chissà che non sia proprio lì la causa di questo abbassamento dei livelli di partecipazione.
Ovviamente non è a quest'angolo di blogger che mi riferisco, anche se la grande partecipazione, come per il blog di Giustiniani, non mi pare che che si intraveda, anzi, tutt'altro.
Scrivereste su un Messaggero geneticamente modificato?

Cari saluti a tutti.

Commento inviato il 22-03-2013 alle 13:20 da Pierinox

Ultime notizie: diverse catene di supermercati U.S. hanno annunciato che anche se l'FDA approva I salmoni modificati geneticamente, tali catene non li metteranno in vendita nei loro negozi.

Commento inviato il 20-03-2013 alle 23:45 da peaeye

Ancora stiamo pagando gli effetti devastanti del grano nanizzato o creso, che è un ibrido, manco un gmo, e tutto senza nemmeno aver capito l'esplosione di malattie creato da questa ibridizzazione che già partiamo alla creazioni di nuovi veleni.
P.s. Guardate cosa ha prodotto il mais modificato gmo: da inorridire.

Fermiamoli!!!

Commento inviato il 12-03-2013 alle 00:30 da enrick71

Tornando ai salmoni, ripeto e qui concludo che non e' tanto la modifica genetica che mi da' fastidio, ma il fatto che I salmoni modificati geneticamente saranno poi allevati artificialmente prima in vasche e poi in recinti di rete in baie marine, imbottendoli di antibiotici, ormoni, ecc., nutrendoli con chissa' che cosa, e facendoli vivere dalla nascita al raccolto in acqua bassa molto piu' sporca e inquinata (con le feci dei salmoni stessi e I residui dei mangimi usati) del loro ambiente naturale. Geneticamente modificato o no, io mi rifiuto di mangiare qualsiasi pesce allevato artificialmente perche' lo consider poco sano. E poi, a parte tutto il resto, come sapore e consistenza I pesci d'allevamento sono una schifezza.

Commento inviato il 11-03-2013 alle 04:01 da peaeye

@peaeye--se sei ancora in linea, volevo rispondere ai tuoi concetti e sicuramente precisazioni a riguardo il nostro discorso. Parlavo della sopravvivenza di lupi in Italia quando erano registrate non più di cento specie in tutto il territorio, quindi anni fa, dove dovette intervenire la protezione, in un periodo in cui le nevicate furono da record. Certo qui non ci sono tutte le creature viventi in quel continente, e certi animali procreano più di essi, credo un lupo non abbia più di due cuccioli, ammesso che muoiano non rimane nulla. Si fa presto a riempire una vasca di salmoni in quanto la procreazione essendo immensa, si sta in questo ramo ponendo fine alla selezione naturale, giacché con il tempo gli orsi avranno scarsa pesca di cui cibarsi, così altri pesci che si nutrono durante il ritorno in mare dei salmoni. Così sono le tartarughe, preda dei mille volatili che aspettano al loro passaggio. Con questo piccolo ragionamento cerco di dire che non approvo la modificazione genetica di questa specie e credo non ce ne sia affatto bisogno, mettendo da parte la speculazione che credo sia la sola ragione di ciò.

Commento inviato il 09-03-2013 alle 17:51 da thalia36

Non c'e' niente di peggio dal punto di vista ecologico che dar da mangiare a predatori come I lupi durante periodi di magra o maltempo. I predatori in natura aumentano di numero quando c'e' un'abbondanza di prede e diminuiscono (sia morendo di fame che procreando di meno) quando c'e' carestia. Quando si da' da mangiare a predatori affamati se ne mantiene un numero sproporzionato alla popolazione di prede naturali, condannando cosi' queste ultime all'estinzione. Un esempio di questo equilibrio naturale fra predatori e prede si puo' osservare qui in Alaska con le linci e le lepri dal piede a racchetta, loro preda principale. La popolazione delle lepri va a cicli di circa cinque anni, da grande abbondanza a scarsita'. La popolazione di linci segue a ruota: aumentano quando ci sono tante lepri, diminuiscono quando ce ne sono di meno. Se qualcuno desse da mangiare alle linci quando non ci sono tante lepri, la popolazione di linci non diminuirebbe, e sterminerebbe le poche lepri rimaste, e la popolazione di queste ultime non si riprenderebbe mai piu'.
Dar da mangiare fieno o altri mangimi a ungulati affamati e' un'altra sciocchezza. La loro flora batterica intestinale non digerisce cibo a cui non sono abituati, e morirebbero lo stesso a pancia piena.
Ancora una volta, romanticismo e sentimentalismo spesso fanno piu' male che bene in un sistema ecologico che ha funzionato per milioni di anni senza l'aiuto umano.

Commento inviato il 23-02-2013 alle 19:38 da peaeye

Dipende da chi attribuisce significati erronei. Nella mia espressione sui lupi e del vagare fra lande desolate, c'era la significanza a quando il nostro mondo non del tutto abitato dall'uomo, possibilmente era più proprietà degli animali che di questo. Sfrattati man mano avanzano le costruzioni essi si vanno ritirando, ed è forse questo lo scopo della mutazione genetica, la possibilità che specie utili alla nutrizione possano scomparire. Ma sappiamo che di buone intenzioni sono piene le fosse, e, da queste, subdolo nasce invece il commercio. Che entro di essi ci sia una selezione naturale, è ciò che vediamo anche in una gatta domestica, se fra i cuccioli uno nasce male, lo lascia morire, ma la loro selezione è stranamente accorde alla riproduzione, mentre l'uomo distrugge e ne lascia dei campioni, appunto da ripopolare come fa con se stesso, ossia con l'inseminazione. Ieri un orso è stato abbattuto in Svizzera, si parla di una specie in Italia super protetta e seguita negli spostamenti che a mio parere tale non è. se lo fosse si sarebbe potuto evitare di farlo abbattere. Non so perché questi del wwf non procurano loro da mangiare evitando che sconfinino, come fece un comitato anni fa con i lupi, evitando che morissero in quanto l'inverno impietoso e il numero di essi metteva in pericolo la sopravvivenza della specie appenninica. Con elicotteri gettarono rifiuti di mattatoio fino a che il tempo tornò mite e dette a questi animali la possibilità di procacciarsi il cibo.

Commento inviato il 22-02-2013 alle 14:38 da thalia36

Giustissimo. E non solo le molteplici razze di cani, ma anche tutti gli animali domestici che usiamo per carne o lavoro, nonche' quasi tutti I frutti e le piante commestibili in vendita oggi sono il prodotto di modifiche genetiche, non ottenute in laboratorio, ma attraverso incroci ed innesti. Il frumento ed il granoturco originari, selvatici, per esempio, sono differenti da quelli attuali come un Chihuahua da un lupo.
Per quanto riguarda la presunta liberta' dei lupi, e' meglio non cadere in antropomorfismi di natura romantica. I lupi vivono in branchi regolati da una gerarchia strettissima, dove spesso I piu' deboli vengono divorati, e dove la disobbedienza all' alpha male o all'alpha female da parte dei membri piu' in basso sulla scala gerarchica spesso comporta la morte. Ed anche I membri alpha devono sottostare a queste regole istintive e ferree, pena la loro perdita di autorita' e spesso uccisione da parte di membri che vogliono avanzare sulla scala sociale. Inoltre I lupi non e' che vaghino in queste lande sconfinate per godere I paesaggi e la natura. Invece sono spinti a vagare dalla fame--come I cani randagi delle citta' umane che si aggirano da cassonetto a immondezzaio per trovare qualcosa da mangiare.
Ai nostri occhi accecati dalla propensita' a forzare cio' vediamo entro parametri umani, le attivita' animali appaiono del tutto differenti da come esse attualmente sono e noi attribuiamo ad esse significati del tutto erronei.

Commento inviato il 20-02-2013 alle 19:04 da peaeye

@paeaype-- Non sono i lupi animali sacri, ma i padri di quasi ogni specie canina che dimostrano come la mano dell'uomo ha trasformato geneticamente una razza. Essi rientrano nella dissertazione del tema che cerchiamo di sintetizzare, resi docili, come i due che ho visto attaccati a quella slitta e quindi che si riproduranno con altri già da secoli addomesticati.Non so se sia stata una bella idea (e da qui il seguito) creare tante razze che ora appunto sovrappopolano il pianeta e di cui la gente spesso cerca di sbarazzarsi, che sono richiusi nei canili e costretti a vivere in cattività, quando in essi predomina ed è rimasto innato il senso di libertà, poter bastare a se stessi quando l'uomo glielo consente, chiaro.
Dei lupi, oltre alla bellezza selvaggia mi affascina il senso della solitudine in cui sono tuttora capaci di sopravvivere, che ci fa immaginare un mondo desertico dove queste specie si muovevano, un mondo silenzioso come essi, in seguito il distacco dall'uomo e dal mondo da lui organizzato, seppure a volte costretti per nutrirsi ad avvicinarsi alle loro dimore.
Non si preoccupi di una mia fuoriuscita nel discorso, anche allargandolo, resto sempre dentro il tema che la dott.a Guaita propone.

Commento inviato il 20-02-2013 alle 16:41 da thalia36

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