ROMA (25 settembre) - Le fonti ufficiali giurano: «Nessun contatto tra i quattro segretari confederali. Non si sono sentiti neppure per telefono». Una bugia che fa parte del gioco, se la vita di Alitalia fosse un gioco e non una drammatica roulette russa. Comunque Epifani, Bonanni, Angeletti e Polverini si sono sentiti, eccome. E le conversazioni non sono state improntate a toni esattamente soft. Altro che sindacato unitario.
C’era da fare un passo indietro (da parte di Epifani) e uno in avanti (da parte di Bonanni, Angeletti, Polverini). Dipende dai punti di vista. Letta, nella tarda mattinata di ieri, dopo aver misurato le ”disponibilità” di Cai ha chiamato i leader di Cisl, Uil e Ugl a palazzo Chigi. Ha proposto loro di cedere qualcosa (per esempio, chiedere di mettere nero su bianco l’impegno della cordata a confermare la parità di salari in cambio di maggiore produttività) per permettere ad Epifani di rientrare in pista e presentare, quindi, a Colaninno un assetto confederale compatto o quasi.
Bonanni - raccontano le pareti assai sensibili di palazzo Chigi - avrebbe mostrato la sua disponibilità pur di arrivare a un accordo che salvasse baracca (Alitalia) e burattini (i sindacati, ci si passi il termine). Ma ha avrebbe incassato il «no» rotondo e categorico dei colleghi della Uil e dell’Ugl perché così sarebbe passato il messaggio mediatico che la Cgil aveva ottenuto quello che gli altri non avevano saputo imporre.
Insomma, i rappresentanti delle tre sigle confederali che avevano «condiviso», anche se non ancora sottoscritto, il piano industriale non potevano perdere la faccia di fronte a migliaia di dipendenti che rischiano il posto di lavoro.Ed ecco allora che si andava aprendo uno scenario quasi paradossale con la Cgil che rientra in partita e Cisl, Uil e Ugl che salgono sulle barricate. In altre parole, il piano Cai non poteva essere ridiscusso. O meglio Colaninno e il governo avrebbero potuto farlo, ma avrebbero trovato schierati compatti sul fronte del «no» Cisl, Uil e Ugl. Parti completamente capovolte. Partita riaperta con prospettive sempre più concrete del fallimento.
L’escamotage per uscire dall’impasse potrebbe ancora una volta essere individuato nel compromesso, all’interno del compromesso: il piano Cai non si tocca, almeno nelle linee generali, tutte le sigle confederali l’accettano, ma con la garanzia di poterlo limare una volta firmata l’intesa. Alla luce anche delle esigenze tecniche del partner straniero che potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Air France e Lufthansa sembrano più che disponibili, ma di tavoli non vogliono sentir parlare.
Cos.