ROMA (29 aprile) - Novità in arrivo per la Festa del cinema di Roma. Il neo sindaco Gianni Alemanno ha proposto che venga riservata «ai film italiani, prodotti in Italia, per promuovere la nostra cinematografia, non le star di Hollywood». E in questo senso, ha sottolineato Alemanno, «Pasquale Squitieri ci può dare una mano».
E proprio Squitieri, che ha riferito di aver «ricevuto da Gianni Alemanno il mandato a rappresentare il comune nella Fondazione Cinema per Roma», è piuttosto netto nel bocciare la Festa. «Basta con qli sprechi di denaro. Il cinema italiano ha bisogno di investimenti nella produzione», ha osservato. Poi si è chiesto: «Ma che c'è da festeggiare? C'è un forte disagio industriale del settore che una volta era florido, quando c'erano personaggi come Goffredo Lombardo, fondatore della Titanus, o Carlo Ponti. Oggi il cinema italiano neanche esiste più. E dunque cosa festeggiamo? Nicole Kidman o Leonardo Di Caprio?».
In ogni caso, secondo il regista, «quella della Festa di Roma è una brutta storia: Roma è sempre stata la città del cinema e non aveva certo alcun bisogno di Walter Veltroni per ricevere questa investitura. Quando si gira per il mondo, cinema in Italia significa Cinecittà e, quando si parla di mostre del cinema, subito si pensa a Venezia. La Festa di Roma non ha senso perché - sottolinea - non viene neanche invitato il meglio del cinema italiano. E restano fuori dalla porta, per esempio, personaggi del calibro di Milena Canonero, tre volte premio Oscar per i costumi».
La Festa viene paragonata da Squitieri a quegli organismi che, «nel nome della fame nel mondo, se la gode e mangia a sbafo». Che cosa si può fare? «Produrre sponsor, invitare i registi italiani e qualcuno straniero a lavorare da noi. Rimettere in moto un meccanismo virtuoso perchè il prodotto più richiesto sono proprio i film. Roma deve investire nella produzione».