ROMA (23 novembre) - Un italiano su sei (16,4%) fa la pausa pranzo sul lavoro portandosi il cibo da casa per risparmiare tempo e denaro, ma anche per garantirsi la qualità dell'alimentazione. E' quanto afferma la Coldiretti con riferimento al dibattito aperto dal ministro Gianfranco Rotondi sulla possibilità di evitare la pausa pranzo.
Dalla ricerca promossa da Accor Services in collaborazione con l'Unione europea emerge che i lavoratori italiani, nella pausa pranzo, vanno al ristorante o in pizzeria (25,8%), al bar tavola calda (18,1%) o, se c'è, alla tradizionale mensa aziendale (35,8%), mentre al fast food va appena il 2,7%, contro l'1,6% dei ristoranti etnici.
La pausa pranzo sul lavoro è anche il risultato - afferma la Coldiretti - di una maggiore attenzione alla dieta, come conferma il boom delle insalate pronte il cui consumo è triplicato negli ultimi dieci anni. Le verdure pronte per l'uso sono acquistate da un italiano su due, per una spesa complessiva che ha raggiunto i 700 milioni l'anno e una quantità complessiva di oltre 90 milioni di chili. Con un chilo e mezzo annuo per persona di verdure già pronte, si tratta del comparto più dinamico dell'agroalimentare tradizionale, favorito dal bisogno crescente dei cittadini di non rinunciare a cibi salutari.