ROMA (8 novembre) - La soluzione sulla giustizia è prossima. Anzi, ci sarebbe già un accordo, tra Pdl e Lega, su una bozza che riceverà il timbro ufficiale nella riunione in programma tra mercoledì e giovedì tra Berlusconi, Fini e Bossi.
E’ probabile che le proposte siano più di una (in ogni caso, il premier le presenterà in Parlamento), ma si dovrebbe partire dal ”lodo Fassone“, ovvero dal testo del 2004, di un senatore dell’ex Pds ed ex magistrato, sulla prescrizione che reca comunque anche la firma di Anna Finocchiaro, attuale capogruppo dei senatori Pd. Prevede termini certi per l’estinzione, non soltanto del reato, ma anche dello stesso processo. In un processo, quando subisce uno stop per rogatorie o altre cause, non addebitabili a chi lo amministra, il tempo della prescrizione dev’essere fermato e calcolato ogni volta. Ma, soprattutto, stabiliva tempi certi per tutte le fasi del processo, dalle indagini preliminari, al primo grado, dall’appello alla Cassazione. Al tempo della proposta, si pensò a 2 anni per ciascuna delle differenti fasi del processo. Bisognerà vedere adesso quali parti verranno trasferite nel provvedimento che Niccolò Ghedini e Giulia Bongiorno stanno limando in attesa del placet ufficiale dei vertici di Lega e Pdl. Ed è probabile che il provvedimento venga illustrato, a grandi linee, dalla Consulta Pdl all’Associazione nazionale magistrati durante un incontro fissato per mercoledì.
Umberto Bossi, tornato a farsi sentire a Somma Lombardo dove ha inaugurato una sede leghista, ha annunciato che la maggioranza è pronta a trattare con l’opposizione. «Abbiamo le nostre idee e abbiamo già scritto un primo testo. Adesso bisognerà portarlo in Commissione e poi parlare con l’opposizione». Ma il ministro Calderoli è ancora più ottimista: «Adesso ci siamo, c’è un testo che è un’ottima base di discussione». Calderoli non rivela quale sarà il contenuto del provvedimento, ma che sia il «lodo Fassone» o un altro provvedimento, lascia intendere che la Lega è disposta a dare il via libera, soprattutto perché si stanno sciogliendo gli ultimi nodi sulle Regionali.
Il Senatùr ha messo le mani avanti, chiedendo per la Lega, Veneto e Piemonte. Mentre «in Lombardia resta l’attuale presidente, ma con un vice-presidente della Lega». Le ultime pedine devono, comunque, essere ancora mosse sullo scacchiere delle poltrone. Sarà difficile che Bossi possa ottenere due «governatori», l’alt del Pdl con Gasparri è ben fermo. Calderoli spiega di avere simpatie per Renata Polverini nel Lazio, ma la sindacalista sembra ormai insidiata dalla rimonta di Antonio Tajani (ex FI), attuale commissario Ue ai Trasporti, soluzione che potrebbe completarsi nel caso in cui D’Alema divenisse ministro degli Esteri della Ue. Ed in Campania scendono le azioni di Cosentino mentre salgono quelle di Viespoli (ex An).
Quanto a possibili alleanze elettorali con Pier Ferdinando Casini, Bossi mostra scetticismo («Abbiamo una serie di dubbi, però se Berlusconi tratta vuole dire che ha valutato bene le cose»), mentre Denis Verdini, coordinatore nazionale Pdl, spinge per «trovare un accordo programmatico» con i centristi già nei prossimi giorni. Nel frattempo Casini intende mantenere le distanze, ritagliandosi un ruolo, equidistante tra Pd e Pdl.
Quanto alla sfida lanciata da Bersani sulle riforme, il leader Udc si ritiene «abbastanza soddisfatto del discorso» del nuovo segretario Pd perché «è pronto a un confronto in Parlamento». Lorenzo Cesa rimarca: «La disponibilità di Bersani a dialogare sulle riforme istituzionali e sulla giustizia segna la definitiva archiviazione di un’idea barricadera dell’opposizione».
Ma Cicchitto, al di là delle frasi di rito («siamo pronto a un confronto in Parlamento sui temi della riforma costituzionale»), manda a Bersani un preciso messaggio sulla giustizia: «E’ evidente che insieme alle riforme, anche di tipo costituzionale definite dal ministro Alfano, occorre anche sgombrare il campo da un uso politico della giustizia, concentrato finora su Berlusconi». Ovvero, il Pd non deve muovere le Procure contro gli avversari. Maurizio Gasparri, capogruppo senatori Pdl, suggerisce un percorso: prima, riforma della giustizia penale, poi legge sulle intercettazioni al Senato. Quindi la riforma costituzionale della giustizia, separazione delle carriere, sistema elettorale del Csm. Osserva: «Cinque temi, tutti importanti».