ROMA (28 ottobre) - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha avviato accertamenti sulla morte di Stefano Cucchi, il detenuto 31enne deceduto presso l'ospedale Pertini di Roma nella notte tra le 22 e il 23 ottobre scorsi.
«Se mio fratello è caduto, mi spieghino dove e come. Soprattutto, vorrei che qualcuno mi dicesse che cosa è successo dopo la caduta. E vorrei anche che qualcuno mi spiegasse i segni sul viso e sul corpo. Quello che ha detto Alfano non basta». Questo il commento della sorella di Cucchi, Ilaria, ai microfoni di Cnrmedia, dopo le dichiarazioni del ministro della Giustizia.
Alfano dispone accertamenti sulla morte di Cucchi. «Come tutte le morti avvenute in condizioni apparentemente non chiare, anche questa esige un approfondimento immediato» che - ha detto il Guardasigilli rispondendo in question time a una interrogazione di Roberto Giachetti (Pd) - è stato già disposto per quanto di competenza del dicastero di Via Arenula, e dunque indipendentemente dagli accertamenti della magistratura. «Seguirò con estrema attenzione gli sviluppi della vicenda e - ha aggiunto Alfano - adotterò tutti i provvedimenti necessari per fare luce su vicenda».
La procura di Roma - ha detto Alfano «ha avviato le indagini ed ha acquisito la documentazione medica del detenuto conferendo incarico ad un perito per l'esame autoptico». Dal canto suo, il Guardasigilli ha riferito in aula quanto gli elementi che l'amministrazione penitenziaria gli ha sottoposto «Stefano Cucchi è stato tratto in arresto il 15 ottobre per rispondere del reato di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Il 16 è stato condotto davanti al Tribunale di Roma per la convalida dell'arresto e qui refertato dal medico dell'ambulatorio della città giudiziaria il quale ha riscontrato "lesioni ecchimotiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente" ed ha avuto riferite dal Cucchi medesimo lesioni alla regione sacrale ed agli arti inferiori, queste ultime non verificate dal sanitario a causa del rifiuto di ispezione espresso dal detenuto».
Una volta trasferito nel carcere romano di Regina Coeli, Stefano Cucchi - ha riferito il ministro - «è stato regolarmente sottoposto alla visita medica di primo ingresso, e il referto redatto in istituto ha evidenziato la presenza di ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione e arti inferiori; il medico, inoltre, ha dato atto di quanto riferito dal detenuto, cioè di una caduta accidentale dalle scale necessitante, a parere dello stesso sanitario, di una visita ambulatoriale urgente presso un ospedale esterno dove Cucchi è stato accompagnato alle 19,50 dello stesso giorno».
Visitato presso il Fatebenefratelli, «gli sono state riscontrate la "frattura vertebrale L3 dell'emisoma sinistra e la frattura della vertebra coccigea": sebbene invitato al ricovero, Cucchi ha rifiutato l'ospedalizzazione ed è stato dimesso contro il parere dei sanitari». Il giorno 17 - ha proseguito Alfano - Cucchi «è stato nuovamente visitato dal medico di Regina Coeli il quale, riscontrati quelli che il detenuto riferiva essere postumi di una caduta accidentale verificatasi, ha disposto ulteriori accertamenti da effettuarsi presso il Fatebenefratelli; trasferito nella struttura ospedaliera, ha richiesto il ricovero per via del persistente dolore nella zona traumautizzata». «Alle 19 del medesimo giorno, Cucchi è stato ricoverato presso il reparto di medicina protetta del Sandro Pertini dove è deceduto la mattina del 22 ottobre per "presunta morte naturale", come da
certificazione medica rilasciata dal sanitario ospedaliero».
Alfano ha concluso assicurando che seguirà «con estrema attenzione tutti gli sviluppi della vicenda» e che adotterà «ogni iniziativa di mia competenza che possa risultare utile per fare luce sugli eventi».