Vademecum per capire la manovra
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ROMA (28 giugno) - E’ scattata la detassazione al 50% degli utili reinvestiti in macchinari. L’operazione vale circa 2 miliardi. Secondo la relazione tecnica, solo nel 2009 le casse dello Stato (in base agli effetti di competenza) perderanno 2 miliardi di euro. Lo sconto vale 12 mesi e dunque metà pesa su quest’anno e metà sul prossimo. Un costo per lo Stato di poco meno di due miliardi (2.013 milioni di euro) nel 2009: questo è il totale degli «effetti complessivi di gettito di competenza» delle detassazione parziale degli investimenti in macchinari. La misura prevista dal decreto è destinata a diventare operativa il giorno dell’entrata in vigore del provvedimento fino al 30 giugno 2010.
Sconti sul gas. Gas metano meno caro per le imprese intensive: Eni dovrà infatti cedere alle società che consumano più gas 5 miliardi di metri cubi a prezzi medi di mercato. Viene inoltre previsto un meccanismo di bilanciamento sui consumi, cioè salta una sorta di clausola di massimo scoperto sui contratti del gas e si avvia la liberalizzazione della vendita dello stoccato nei depositi. La norma potrà avere effetti positivi spingendo sulla liberalizzazione del mercato del gas anche per i cittadini. E consentirà di far arrivare un sostegno concreto, in termini di riduzione dei costi, alle aziende gas intensive. Si tratta soprattutto di piccole e medie aziende che producono, vetro, ceramica, carta, e in parte la siderurgia, che sono tra le più colpite dalla recessione.
Paradisi fiscali. Le norme anti paradisi fiscali produrranno «un maggior gettito di circa 237 milioni di euro per l’anno corrente»: è questa la stima che si legge nella relazione tecnica al decreto legge varato dal governo. «La stima degli effetti derivanti dall’introduzione della disposizione - si legge - è circoscritta all’ammontare del gettito trasferito in Italia solo da una parte degli Stati e territori» che fanno parte della cosiddetta black list ed è «pari a circa 8.300 milioni di euro». Considerando che «l’azione di contrasto e prevenzione possa produrre effetti anche solo relativamente al 20% del totale delle attività di natura finanziaria detenute nei suddetti Paesi, si perviene ad una stima prudenziale pari a circa 1650 milioni di euro delle attività detenute all’estero illecitamente e ricondotte in Italia».
Imposta per società che investono in metallo. Nasce una nuova tassa: la tassa sull’oro. La pagheranno solo le società e gli enti, e sarà calcolata in base alle “plusvalenze”, cioè sul guadagno indicato nei bilanci in seguito alla differenza fra il prezzo di acquisto e il valore aggiornato. L’aliquota da applicare è del 6%, e andrà versata in due tranche: una prima metà nel 2009, l’altra metà nel 2010. Da questa misura il governo conta di ricavare ben 1 miliardo di euro (500 milioni dovrebbero entrare quest’anno e gli altri 500 milioni il prossimo). L’imposta riguarda non soltanto l’oro, ma anche le compravendite di qualsiasi altro metallo prezioso. Si applica però quando l’impresa possiede quel metallo solo come investimento finanziario: la tassa non si paga se si tratta di un materiale acquistato per scopi industriali.
Tetto a massimo scoperto. Arriva un tetto al massimo scoperto.«L’ammontare del corrispettivo omnicomprensivo non può superare comunque lo 0,5% per trimestre dell’importo dell’affidamento a pena di nullità del patto di remunerazione». È quanto si legge nella versione definitiva del decreto legge anti-crisi. «Il ministro dell’Economia e delle Finanze assicura con propri provvedimenti la vigilanza sull’osservanza delle prescrizioni del presente articolo». La norma è destinata a entrare in vigore dalla data di conversione in legge del decreto. La misura, si legge nell’articolo due del decreto, ha l’obiettivo di «accelerare e rendere effettivi i benefici derivanti dal divieto della commissione di massimo scoperto» previsti dal decreto legge 185 del 29 novembre 185.
Valuta bonifici. L’intervallo tra la data di versamento e quella di valuta per il beneficiario non potrà superare i tre giorni: L’obiettivo, viene spiegato nella relazione tecnica, è quello di «ridurre il costo delle commissioni bancarie mediante la riduzione per tutti i bonifici, gli assegni circolari e quelli bancari dell’intervallo intercorrente tra la data di versamento e la data di valuta». Per i bonifici e per gli assegni circolari l’intervallo è di un giorno, mentre per quelli bancari non si possono superare i tre giorni. Dal primo novembre «per i medesimi titoli la data di disponibilità economica per il beneficiario non può mai superare rispettivamente 4 e 5 giorni lavorativi successivi alla data di versamento. A decorrere dal primo aprile 2010 la data di disponibilità economica non può mai superare i quattro giorni per tutti i titoli.
Incentivi assunzione Cig. Sono di fatto 5 le misure inserite nel pacchetto lavoro: si va dal rientro anticipato dei lavoratori cassaintegrati attraverso progetti di formazione o riqaulificazione, all’erogazione anticipata in un’unica soluzione dei sussudi per finalità di auto-impiego. Fino al rafforzamento dei contratti di solidarietà. Previsti dal decreto del governo anche incentivi pari all’ammontare del sussidio non goduto dal lavoratore per le imprese che assumono lavoratori in Cig o in mobilità. Anche i cassintegrati potranno fare piccoli lavori sini ad un limite di 3 mila euro. In arrivo anche l’ampliamento della social card: si alzerà da 6.000 a 7.500 euro il tetto di reddito per gli over 65 e verrà portata a 10 anni l’età dei minori che vivono in famiglie disagiate.
Più rigore nelle compnensazioni. Fra le misure che servono a incrementare le entrate dello Stato (per coprire le maggiori spese previste dagli altri articoli del decreto) c’è l’articolo 10 dedicato alle compensazioni dei crediti fiscali. L’obiettivo, si legge nel testo, è quello di «constatare gli abusi» rendendo «più rigoroso» il sistema delle compensazioni dell’Iva. Allo stesso tempo il provvedimento si ripropone di «incrementare la liquidità delle imprese». Il saldo comunque è a vantaggio dell’erario: l’insieme degli accorgimenti previsti da questo articolo del decreto dovrebbe portare allo Stato un beneficio sui conti pari a un miliardo di euro. Nella relazione tecnica del provvedimento si legge che la stima di un miliardo è calcolata «prudenzialmente», anche se per arrivare a quella cifra ci vorranno due anni.
Rimborsi dei bond. Rimborsi in arrivo per i risparmiatori Alitalia. Lo stanziamento per i piccoli risparmiatori passa da 100 milioni a 330 milioni di euro e il tetto ai rimborsi è fissato a 100 mila euro per ciascun obbligazionista e 50 mila euro per ciascun azionista. Il termine per il concambio di obbligazioni-azioni viene fissato al 31 agosto 2009 (attualmente per le obbligazioni era al 10 luglio 2009). L’indennizzo a chi possiede bond Alitalia sale al 70,97% del valore nominale, pari a 0,262589 euro per singola obbligazione. I titolari di azioni della vecchia Alitalia hanno il diritto di cedere al ministero dell’Economia in base ad un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell’ultimo mese di negoziazione ridotto del 50%, pari a 0,2722 euro per singola azione.
Visite fiscali. La decurtazione in busta paga per i giorni di malattia non sarà più applicata a chi lavora in polizia, forze armate e vigili del fuoco. Per gli altri dipendenti pubblici la penalizzazione resta in vigore. In compenso, viene reso per tutti meno rigido l’orario di reperibilità da rispettare nei giorni di malattia: la visita fiscale potrà arrivare solo nelle fasce 10-12 e 17-19. Cade perciò l’obbligo di farsi trovare a casa fra le 8 e le 13 e fra le 14 e le 20, come prevedeva la legge voluta dal ministro Brunetta). Buone notizie anche per i precari: le procedure di stabilizzazione vengono prolungate fino al 31 dicembre 2009. Brunetta comunque ribadisce che l’assunzione definitiva di un lavoratore con contratto a termine può avvenire solo attraverso il superamento di un concorso pubblico.
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