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"Cara Noemi, ecco la mia verità..." Il testo della lettera di Gino Flaminio al Mattino

NAPOLI (31 maggio) - Gino Flaminio, l’ex fidanzato di Noemi Letizia, si presenta al Mattino a mezzogiorno di ieri per consegnare una lettera. L’ha scritta a mano, chiede la pubblicazione «per dire che mi hanno usato, che mi hanno messo in mezzo». Parla della prima intervista a Repubblica, del servizio per Novella 2000 e della foto sul Giornale dove riceve cinquecento euro da un giornalista per un’intervista. Lo accompagna il padre Antonio: «Non posso permettermi un avvocato per difendere mio figlio». Questo il testo:



Cara Noemi,
da giorni desideravo scriverti per raccontarti il mio punto di vista su questa incredibile vicenda che ci vede coinvolti. E ho deciso di farlo attraverso le colonne del Mattino.

Voglio raccontarti, con parole semplici, la mia verità. In questi giorni è stato detto e scritto di tutto. È stato detto che sono un camorrista, un boss, un bugiardo, un leader di sinistra, un diffamatore. Insomma, una schifezza di uomo. E un pregiudicato. Questo è vero, ma non ho mai fatto un giorno di carcere. Ho fatto un unico errore, quella rapina al Rettifilo, e me ne sono pentito amaramente. Per il dolore provocato ai miei genitori, e non solo a loro.

Devo farti una premessa: nel video realizzato dai giornalisti di Repubblica, che mi hanno cercato per chiedermi di te e della nostra storia d’amore, ho detto la verità, ma non ho diffamato nessuno. In quel video ho raccontato solo delle telefonate che hai ricevuto dal presidente del Consiglio Berlusconi.

Ma non so, nè potevo sapere, se la tua famiglia aveva avuto già contatti, in precedenza, con il presidente del Consiglio. Dopo quel video si è scatenato un putiferio. È stato detto che avrei preso dei soldi: semmai sono stati altri ad offrirmene, per avermi «scomodato».

Ora apro gli occhi e riesco a capire tutto. Le mie parole sono state strumentalizzate: da qualcuno che, non potendo attaccare l’uomo del popolo - così io chiamo il Presidente - per il suo lavoro, usa l’arma del gossip, del pettegolezzo.

Qualcuno ha addirittura insinuato che tu abbia avuto rapporti di sesso con Berlusconi. Conoscendo te, e i tuoi valori, so che questo è impossibile. D’altra parte, che male c’è se il capo del governo è amico di una famiglia normale? Questo fa parte della sua vita privata. Ma è di noi, cara Noemi, che voglio parlare. Sono dispiaciuto per tutto quello che si è venuto a creare. Non lo avrei mai immaginato.

Ti chiedo scusa pubblicamente, e chiedo scusa a tutti per il clamore suscitato dalla nostra storia d’amore. Ora ti auguro tutto il bene del mondo. La nostra storia è finita per decisione di entrambi, ma è finita bene, senza litigi e senza rancori. Come finiscono, purtroppo, tante storie di ragazzi innamorati.

L’unico rammarico: la nostra ultima telefonata, quella del gennaio scorso, nella quale ci siamo rinfacciati a vicenda di meritare di più. Quell’ultima burrascosa telefonata potevamo evitarla. Ma la nostra storia non è finita per colpa di Berlusconi o di chiunque altro. È finita quando ci siamo accorti di non essere fatti l’uno per l’altra.

Questa è la verità e non voglio più aggiungere nulla. Ora voglio soltanto essere lasciato in pace, da tutti.

GINO FLAMINIO

Domenica 31 Maggio 2009 -
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