ROMA (30 ottobre) - Non si fermano gli studenti. Oltre alle manifestazioni di Roma e Milano, oggi i manifestanti sono scesi in piazza in quasi tutte le città italiane per protestare contro il decreto Gelmini, passato ieri al Senato.
A Bologna la Polizia ha usato anche i manganelli per fermare la testa del corteo anti-riforma Gelmini. L'incidente è scoppiato davanti all'Aula Magna di Santa Lucia dell'ateneo Bolognese, in via Castiglione, a 200 metri dalle Due Torri, dove le forze dell'ordine hanno bloccato il corteo che voleva proseguire per fare un presidio sotto la sede di Unindustria, in via San Domenico. Mentre era in corso una discussione, qualcosa ha innescato la reazione degli agenti che hanno manganellato gli studenti della prima fila. Dal corteo sono volate bottiglie di vetro e sono stati lanciati sassi, poi sono partiti slogan come «vergogna vergogna». Una cronista del Corriere di Bologna è rimasta ferita. Una bottiglia lanciata verso le forze dell'ordine nel momento più caldo l'ha colpita alla testa, ferendola. La giornalista è stata portata in ambulanza in ospedale dove è stata medicata. Quando la testa del corteo e le forze dell'ordine stavano per venire a contatto i giornalisti avevamo cercato di superare la prima fila degli agenti ma senza riuscirci, così sono rimasti in mezzo quando sono volate le manganellate da una parte e oggetti vari dall'altra.
Grillo contestato dal corteo. Nel corteo bolognese diverse migliaia di universitari e ragazzi delle scuole superiori partiti da via Indipendenza e controllati a distanza da un cordone di poliziotti. Beppe Grillo è stato rifiutato dal corteo di protesta che dalle 9.30 ha sfilato per le vie del centro del capoluogo emiliano e al quale il comico genovese aveva portato la propria solidarietà. Appena la testa del corteo lo ha scorto, si è levato il grido «Beppe Grillo non lo vogliamo, non vogliamo le primedonne», slogan conditi anche da insulti irripetibili. Lo showman, attorniato da fotografi e telecamere, si è fatto da parte ed è ritornato verso piazza Verdi, il cuore della zona universitaria: «Non mi sorprende, erano solo cinque o sei, hanno perfettamente ragione. È la loro manifestazione e la gestiscono loro. La mia voleva essere solo una testimonianza. D'altra parte questa è la piazza, quando vanno tutti d'accordo c'è qualcosa che non va». Però Grillo ha ribadito di essere comunque contento e soddisfatto per una protesta che parte dal basso e che ha definito «molto interessante». Poi Grillo ha provato di nuovo a introdursi nel gruppo e alcuni ricercatori gli hanno fatto indossare un camice.
Milano, studenti a piazza Affari. Il corteo milanese, partendo da piazza Cairoli, si è di fatto spezzato in due: la parte con genitori, sindacati e piccole rappresentanze di partiti politici della sinistra è stata lasciata andare verso il percorso previsto, mentre gli studenti sono rimasti fermi nella piazza. Questo secondo gruppo si è poi mosso attraversando verso via Santa Margherita, che ha attraversato a pochi passi dal Teatro alla Scala. «Loro votano noi blocchiamo» è lo striscione firmato dai collettivi studenteschi che campeggia su un furgone bianco che a ritmo di musica detta il passo del corteo. Al momento non si registrano scontri con le forze dell'ordine.
Un piccolo spezzone del corteo che ha sostenuto lo sciopero del mondo della scuola di Milano è arrivato anche in piazza Affari, sede di Borsa Italiana. Il gruppo di giovani, circa duecento, al grido di «Noi la crisi non la paghiamo», si è piazzato di fronte a palazzo Mezzanotte protetto da una ventina di agenti di polizia. La manifestazione improvvisata non ha generato particolari tensioni, così come la lezione in piazza tenuta da una ventina di studenti vicini a Forza Italia di fronte alla sede dell'Università Statale si è sciolta autonomamente senza alcun incidente o contatto con il corteo.
Bloccata via Torino. Dopo lo scioglimento dell'assemblea in piazza Affari a Milano, alcuni ragazzi («che non c'entrano nulla con l'assemblea degli studenti», ci tengono a precisare gli universitari della Statale) hanno bloccato via Torino con un cavo d'acciaio da marciapiede a marciapiede ad altezza uomo. I ragazzi, che si sono messi in testa al corteo nato dopo l'assemblea, ha cercato più volte nelle vie tra piazza Affari e via Torino di seminare la polizia. Molti a viso coperto hanno lanciato piccoli petardi contro le forze dell'ordine.
A Bergamo, secondo le forze dell'ordine hanno manifestato in 5 mila, ma sono almeno il doppio per gli organizzatori. Tra striscioni, cori di protesta contro il governo e le bandiere del movimento studentesco e di Rifondazione Comunista, il corteo è partito dal piazzale della stazione ed è terminato nella zona della Città Alta, alla sede dell'Università in Sant'Agostino, dove sono giunti in un migliaio. Gli studenti, arrivati anche da alcuni istituti delle valli e della bassa bergamasca, sono tornati a chiedere il ritiro totale di quella che hanno definito la controriforma Gelmini, annunciando che assemblee, scioperi e manifestazioni proseguiranno anche nelle prossime settimane almeno fino all' approvazione della Legge Finanziaria.
A Padova circa 7mila tra studenti, genitori e insegnanti sono sfilati oggi per le vie del centro. Una manifestazione che ha visto insieme le scuole elementari, con maestre, bambini e genitori, gli studenti delle medie superiori e universitari. Un gruppo colorato e rumoroso che è partito dal Prato della Valle è dopo aver percorso le vie del centro cittadino è confluito in Piazza Insurrezione. Dal corteo, assolutamente pacifico, si sono staccato circa 300 giovani dei centri sociali che hanno tentato di portare la protesta verso la stazione ferroviaria. Un tentativo impedito però dalle forse di polizia, e dagli stessi partecipanti al corteo autorizzato, che si sono dissociati dall'iniziativa. I giovani dei centri sociali, sempre controllati da polizia e carabinieri, si sono così limitati ad alcune iniziative di rallentamento del traffico lungo Corso del Popolo.
A Firenze un centinaio di manifestanti, tra studenti e aderenti ai centri sociali, ha occupato alcuni binari della stazione ferroviaria di Campo di Marte. L'azione è nata improvvisamente mentre stava concludendosi la manifestazione indetta a Firenze: ad un certo punto il corteo ha cambiato percorso dirigendosi verso la stazione ferroviaria, entrando da un ingresso non presidiato. Attualmente i manifestanti stanno occupando i binari intonando slogan contro il decreto Gelmini e i tagli all'università mentre le forze dell'ordine controllano che la situazione non degeneri e i manifestanti non corrano pericoli.
A Genova gli studenti in corteo hanno occupato i binari della stazione ferroviaria di piazza Principe. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione hanno partecipato circa trentamila persone. Ci sono stati momenti di tensione quando la testa del corteo è arrivato nella piazza della stazione. I manifestanti hanno gridato «Via via la polizia» davanti ad alcune decine di agenti schierati in tenuta antisommossa.
Dopo un'ora circa di occupazione, alle 12.40 gli studenti hanno liberato i binari. La circolazione dei treni è così ripresa, anche se con notevoli ritardi. Tra il binario 15 e 16 i manifestanti hanno steso uno striscione con la scritta «Noi la crisi non la paghiamo». Molti studenti, alcuni dei quali provenienti anche da Savona e Imperia, hanno scattato delle foto ricordo con i telefonini. Ad occupare i binari anche il capogruppo di Rifondazione in consiglio regionale, Marco Nesci: «L'auspicio - ha detto - è che il sindacato colga al volo il potenziale di questa manifestazione e convochi un sciopero generale».
A Torino ci sono alunni delle scuole di ogni genere e grado, dalle elementari all'università, mescolati a insegnanti, ricercatori e genitori. È alta la partecipazione al corteo di protesta: si parla addirittura di 100 mila manifestanti. La protesta ha portato in strada slogan e striscioni di ogni genere. «La riforma? Se l'avessi fatta io sarebbe stata meglio», è la scritta che un cane porta a spasso. «Va bene che siamo ad Halloween, ma mi sembra che si stia esagerando», c'è scritto su un foglio con la foto del ministro Gelmini attaccata al collo di un ragazzo. E gli studenti di Medicina sfilano addirittura con un "paziente morto", un fantoccio a cui è appeso un cartello inequivocabile: «I tagli - si legge - hanno ucciso anche lui». E c'è persino una delegazione di profughi africani.
A Trieste lezioni di fisica nella stazione ferroviaria per tutta la mattinata. Studenti e professori del corso di fisica hanno scelto l'atrio della stazione centrale per continuare le lezioni e far arrivare ai cittadini la loro protesta. Sempre oggi, in piazza Unità, è previsto un presidio degli insegnanti delle scuole superiori organizzato dalla Cgil di Trieste.
A Venezia migliaia di studenti hanno sfilato sul Ponte della Libertà che collega la città alla terraferma. Molti tra i macchinisti dei treni che transitano sul ponte hanno salutato i manifestanti. Protesta creativa anche a Verona: un migliaio di ragazzi ha attraversato il centro storico portando bare in miniatura e epigrafi «per la morte della scuola pubblica». Sul camion che ha aperto il corteo, anche un cartello con la scritta «Aiutate Cossiga».
A Mantova più di 600 persone tra studenti, professori e genitori hanno sfilato questa mattina. La manifestazione si è svolta pacificamente e in modo ordinato, sotto il controllo discreto delle forze dell'ordine. Striscioni, cartelli e slogan contro il governo e il ministro Gelmini hanno colorato il corteo. Una delegazione di studenti è stata ricevuta dal provveditore Ghilardotti: «Come cittadino condivido le preoccupazioni per i tagli di risorse per la scuola - ha detto il dirigente scolastico - ma come provveditore applicherò la legge». Intanto, all'istituto professionale Mantegna e alle Magistrali continua l'autogestione degli studenti iniziata ieri.
A Bolzano sono scesi in piazza insieme ragazzi di lingua italiana e tedesca; presidi e cortei anche a Trento. A Brescia il corteo ha occupato la stazione dei treni, dove gli studenti hanno invaso i binari. A Napoli vari cortei in tutta la città: sono scesi in strada studenti medi, universitari e ricercatori. Duecento ragazzi hanno manifestato anche sulle isole di Capri e Ischia. In Molise, a Isernia, centinaia di persone hanno sfilato per le strade della città, bloccando il traffico.
Si manifesta anche a Bari: secondo la questura in piazza 3mila persone. Molti i cartelloni tra cui quello di uno studente delle elementari: "Problema: se la maestra guadagna 1.200 euro e la ministra 14.000, qual è il costo da tagliare?". In Sardegna è Cagliari la piazza dove sono confluiti manifestanti da tutta l'isola. Per la Sardegna il piano Gelmini, secondo il segretario della Cgil Scuola Peppino Loddo, significherà la chiusura del 50% dei 1600 istituti scolastici sardi, creando pendolarismo anche nelle classi di grado inferiore. Corteo di 20 mila persone arrivate da tutta l'isola. In testa, i bambini della scuola elementare «Corte Piscedda» di Capoterra, colpita dall'alluvione della scorsa settimana. In Calabria sono segnalati cortei in tutte le città, con il blocco dell'accesso a Catanzaro. A Potenza è stato il rettore dell'università lucana Antonio Mario Tamburro a esortare gli studenti riuniti in piazza a «non perdere la lotta come invece hanno fatto gli studenti del '68». ; in Sicilia, da Palermo a Caltanissetta sono scese in strada 100mila persone. sono scesi in piazza in 100 mila, secondo i sindacati. Centinaia di studenti in corteo anche nell'isola di Lipari.