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Nel Mondo

Pedofilia, abusi a Monaco quando il Papa
era vescovo. Padre Lombardi: è estraneo

Il vescovo Zollitsch: scandalo tedesco gestito anche senza aiuto del Papa. Prestazioni sessuali in un convento altoatesino

Monsignor Robert Zollitsch (foto Danilo Schiavella - Ansa)

ROMA (12 marzo) - Un prete tedesco con precedenti di abusi sessuali ai danni di minori fu assegnato per questo motivo a lavorare nella comunità della chiesa locale a Monaco di Baviera, durante il periodo
in cui Papa Benedetto XVI era arcivescovo di Monaco e di Baviera e di Freising. Lo scrive il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung in un articolo che verrà pubblicato domani.
Il caso, sottolinea il giornale in un'anticipazione diffusa oggi, assume una «forza particolarmente esplosiva» poichè vede «coinvolto l'attuale Papa». Benedetto XVI, prosegue il giornale, «siedeva allora come arcivescovo di Monaco di Baviera e Freising nel consiglio dell'ordinariato della diocesi».

Il prete in questione, scrive ancora la Sueddeutsche Zeitung, era stato trasferito da Essen, nel Nord Reno-Westfalia, a Monaco di Baviera, dove venne appunto assegnato a lavorare nella comunità della chiesa locale. E il religioso, sottolinea la testata, commise abusi su ragazzi anche nel capoluogo bavarese. Il trasferimento, prosegue il quotidiano, avvenne nel 1980 e sarebbe stato autorizzato anche dall'allora arcivescovo Ratzinger.

L'Ordinariato arcivescovile di Monaco di Baviera, riporta inoltre il giornale nell'anticipazione, ha «confermato» le informazioni secondo cui il prete in questione era impiegato nella comunità della chiesa locale quasi ininterrottamente dal 1980 ed è ancora attivo come pastore nel distretto dell'Alta Baviera (a sud della regione). Interpellato dalla Sueddeutsche Zeitung, il portavoce della diocesi, Bernhard Kellner, ha parlato di «gravi errori» commessi negli anni '80. Da parte sua, l'ex Vicario generale, Gerhard Gruber, che oggi ha 81 anni, si è assunto la responsabilità della vicenda del prete oggi sotto accusa.

Padre Lombardi: Papa è estraneo. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, interpellato sul caso del prete pedofilo trasferito a Monaco quando Ratzinger ne era arcivescovo, ha spiegato che la diocesi bavarese, in una nota sul proprio sito, ha già chiarito la vicenda: secondo tale ricostruzione, l'allora vicario generale, mons. Gerhard Gruber, ha riconosciuto «l'errore» di aver affidato al sacerdote nuovi incarichi pastorali e si è assunto la piena responsabilità di quanto accaduto.

Incontro tra il Papa e vescovi tedeschi. L'incontro fra papa Benedetto XVI ed il capo dei vescovi tedeschi, Robert Zollitsch, è durato «circa 45 minuti» e non ha riguardato il ruolo del duomo di Ratisbona nello scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Germania. Lo ha riferito in conferenza stampa lo stesso presidente della Conferenza episcopale tedesca precisando che l'udienza gli è stata concessa senza la presenza di nessun altro interlocutore («a quattr'occhi»). Rispondendo ad una domanda in proposito, Zollitsch ha rivelato che non è stato affrontato il caso del fratello maggiore del papa, Georg Ratzinger, che è stato a lungo direttore del coro di voci bianche del duomo nei cui ambienti erano stati accertati episodi di pedofilia negli anni precedenti alla sua direzione. «Non abbiamo affrontato con il Santo Padre il tema di Georg Ratzinger o del coro di Ratisbona - ha detto Zollitsch - perchè per adesso è una vicenda di cui si stanno occupando le autorità della stessa Ratisbona e io stesso ho troppo poche informazione per poter formulare una valutazione precisa».

Pronte misure per affrontare casi di pedofilia. Sono pronte le misure per affrontare lo scandalo della pedofilia che sta macchiando l'immagine della Chiesa tedesca e di ciò il presidente dei vescovi tedeschi, monsignor Robert Zollitsch ne ha parlato stamane con il Papa. Lo ha riferito lui stesso, in una conferenza stampa al termine dell'udienza con Benedetto XVI. I vescovi tedeschi - ha spiegato - «sono sconvolti per quello che è successo e per gli atti di violenza contro i minori. Chiedono scusa alle vittime dei crimini di pedofilia». «Ho informato il santo padre delle misure che stiamo adottando», ha aggiunto il presule senza entrare nei particolari.

Scandalo tedesco gestito anche senza aiuto del Papa. Il presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, ha sottolineato che per affrontare lo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Germania i vescovi tedeschi non hanno bisogno dell'aiuto della Santa Sede e anche papa Benedetto XVI ha riconosciuto questa loro capacità di gestire la vicenda. «Stiamo facendo molto e lo stiamo facendo con le nostre forze», ha premesso Zollitsch che ha aggiunto: «Non abbiamo, attualmente, bisogno di aiuto e abbiamo un riconoscimento in questo senso sia da parte della Congregazione per la dottrina della fede sia da parte del Santo Padre». «Già alcune settimane or sono ho chiesto scusa alle vittime, cosa che dovrei ripetere oggi qui a Roma», ricordato inoltre Zollitsch ribadendo «i vescovi tedeschi sono profondamente sconvolti per ciò che è avvenuto in ambito ecclesiastico in fatto di soprusi e atti di violenza».

Zollitsch: tentare pacificazione tra vittime e carnefici. La Chiesa cattolica in Germania è favorevole ad incontri di riconciliazione tra «vittime e carnefici» di abusi sessuali su minori perpetrati in ambienti ecclesiastici. E i suoi vertici sono comunque disponibili ad incontrare le vittime. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch. Rispondendo ad una domanda sulla possibilità di organizzare simili incontri per tentare anche una «via cristiana» al superamento di quei traumi, Zollitsch ha affermato che «abbiamo sempre tentato di far incontrare vittime e carnefici per trovare un loro modo di risolvere la questione e abbiamo avuto certamente una serie esperienze positive in tal senso». «Vorrei aggiungere - ha proseguito - che la Conferenza episcopale e il vescovo Ackermann (incaricato straordinario per tutte le questioni inerenti gli abusi, ndr) sono disponibili ad incontrare le vittime per vedere se si può addivenire ad incontri di questo tipo».

Celibato non c'entra nulla. Monsignor Robert Zollitsch, ha ribadito che il celibato ecclesiastico non è all'origine dello scandalo degli abusi pedofili nella Chiesa cattolica e ha espresso la volontà di dialogare con chi attacca questa istituzione per spiegarne la validità. «Secondo tutti gli esperti i soprusi pedagogici e i casi di abusi sessuali non hanno nulla a che fare con il celibato».

Benedetto XVI: celibato resta valore sacro. Il celibato dei sacerdoti di rito latino rimane un valore «sacro»: è quanto ha riaffermato papa Benedetto XVI , ricevendo oggi in udienza in Vaticano i partecipanti ad un convegno teologico internazionale in corso a Roma. «L'orizzonte dell'appartenenza ontologica a Dio costituisce, inoltre, la giusta cornice per comprendere e riaffermare, anche ai nostri giorni, il valore del sacro celibato, che nella Chiesa latina è un carisma richiesto per l'Ordine sacro ed è tenuto in grandissima considerazione nelle Chiese Orientali», ha spiegato Ratzinger, rivolgendosi ai convegnisti del summit su «Fedeltà di Cristo, fedeltà del Sacerdote», incontro organizzato all'Università Lateranense dalla Congregazione per il Clero. Il celibato - ha aggiunto - «è autentica profezia del Regno, segno della consacrazione con cuore indiviso al Signore e alle "cose del Signore", espressione del dono di sè a Dio e agli altri».

Monsignr Muellerr: dal ministro toni diffamatori. Il vescovo di Ratisbona, monsignor Gerhard Ludwig Mueller, ha nuovamente definito come «falsa e diffamatoria», in una nota pubblicata oggi sull'Osservatore Romano, l'affermazione del Guardasigilli tedesco riguardo ai presunti silenzi della Chiesa sullo scandalo degli abusi sui minori all'interno di istituti religiosi. «Il ministro della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger - si afferma nella nota - accusa la Chiesa cattolica in Germania di ostacolare le sanzioni penali previste nei casi di abuso sessuale». «L'affermazione del ministro - afferma Mueller - è falsa e diffamatoria. Per la diocesi di Ratisbona la rifiuto nella maniera più assoluta. Chiedo al ministero di presentare la prova dell'accusa secondo la quale la Chiesa ostacolerebbe le indagini. Se non può portare questa prova, le chiedo di non strumentalizzare la sua autorità per soprusi del genere».

Alto Adige: sconcerto per abusi in un convento. Anche in Alto Adige, come nella vicina Austria, esplode lo scandalo degli abusi sessuali in convento. Il caso viene portato alla ribalta dal quotidiano in lingua tedesca Tageszeitung, che pubblica la notizia di un ex allievo che ha subito abusi in un istituto religioso bolzanino negli anni Sessanta: l'uomo, all'epoca 15enne, racconta di essere stato costretto dai frati a prestazioni sessuali in cambio di piccole somme di denaro. La Diocesi di Bolzano e Bressanone, sulla home page del suo sito internet, prende posizione dichiarando che «ogni abuso è uno di troppo» e rinnovando l'invito ai fedeli a segnalare via e-mail all'indirizzo molestie bz-bx.net casi di molestie e violenze, per valutarli, aiutare le vittime e punire i responsabili.

Un'iniziativa che ha provocato la reazione del procuratore di Bolzano Guido Rispoli: il magistrato, pur lodando l'iniziativa della Curia, ha invitato il vescovo a segnalare eventuali episodi di abusi di cui fosse a conoscenza alla magistratura perchè vengano avviate le indagini penali.

Venerdì 12 Marzo 2010 - 18:21
Ultimo aggiornamento: -
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