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Roma

Gabii, svelata la reggia dei Tarquini
Archeologi: testimonianza unica in Italia

Riportata alla luce tra settembre e dicembre 2009,
la costruzione risale al sesto secolo a.C.

La reggia dei Tarquini a Gabii (Mario De Renzis)

ROMA (25 febbraio) - Gli archeologi la considerano una testimonianza unica e straordinaria. In tutta Italia ne esistono forse una decina di esempi. E' stata riportata alla luce a Gabii, venti chilometri a sud di Roma la casa del rex della città antica. I muri delle stanze sono integri, un particolare quasi senza precedenti per l'epoca, e la dimora è composta da tre stanze non comunicanti tra loro che, con tutta probabilità erano affacciate su un grande portico e che erano gli ambienti della casa destinati al culto. I muri erano intonacati e dipinti. Sotto il pavimento in pietra sono state ritrovate intatte, le fosse di sacrifici rituali fatti per inaugurare il cantiere. In cinque di queste i corpi di altrettanti bimbi nati morti. «Non si tratta di sacrifici umani», precisano concordi il sovrintendente archeologo Angelo Bottini e il professor Marco Fabbri. Indizio però che si trattava di una casa molto importante.

Gli archeologi della sovrintendenza di Roma e quelli dell'università di Tor Vergata che insieme l'hanno riportata alla luce tra settembre e dicembre 2009 sono convinti che si tratti della casa dei Tarquini a Gabii, una reggia costruita nel sesto secolo a.C., forse su un edificio preesistente. Era una reggia sfarzosa con un tetto decorato da statue e da un fregio in terracotta riconducibile alla famiglia dei Tarquini.

L'ipotesi è che vi abitasse il figlio di Tarquinio il Superbo, Sesto Tarquinio. Ma forse la residenza era della famiglia già nei decenni precedenti. «Di certo -dichiarano Fabbri e Bottini - c'è che quella casa regale ad un certo punto venne distrutta o meglio, venne smontato il tetto monumentale e gli ambienti vennero seppelliti fino a lasciare solo un tumulo di pietre. Una fortuna. Perchè proprio quel seppellimento ha consentito alla reggia di arrivare praticamente intatta fino a noi».

Costato fino ad oggi 60mila euro lo scavo deve ora continuare. Si spera di trovare il tetto e gli altri ambienti della regia. «Cercheremo di stanziare altre risorse», dichiara il sottosegretario Francesco Giro. «La speranza - conclude Bottini - è che si possa continuare a scavare. E che proprio qui, nello scenario meraviglioso di Gabi, si possa allestire un grande parco archeologico».

Giovedì 25 Febbraio 2010 - 16:42
Ultimo aggiornamento: -
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