Par condicio in Rai, premier: basta pollai in tv. Giornalisti verso lo scioperoApprovato dalla Vigilanza regolamento che limita programmi come Annozero e Porta a Porta. Zavoli cerca di mediare
|
ROMA (10 febbraio) - Polemiche dopo l'approvazione da parte della Commissione di vigilanza Rai del regolamento per la par condicio in tv in vista delle regionali. In pratica nell'ultimo mese di campagna elettorale Porta a Porta, Ballarò e Annozero potrebbero saltare. Il sindacato dei giornalisti Rai Usigrai annuncia lo sciopero. L'Ufficio di presidenza della Vigilanza Rai ha incaricato Sergio Zavoli a verificare, sentendo i vertici Rai, se è possibile trovare una soluzione «il più possibile condivisa» alla situazione.
Ma Silvio Berlusconi respinge ogni polemica. La decisione di fermare quelli che ormai sono «pollai televisivi» non è ne «scandalosa», né «preoccupante» anche perché potrebbero essere sostituite da tribune politiche, afferma il premier, nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa.
La norma contestata assimila alle regole della comunicazione politica nel mese prima del voto anche le trasmissioni di approfondimento. Secondo il relatore il radicale Marco Beltrandi, però, i programmi di approfondimento possono scegliere tra ospitare nei loro spazi le tribune politiche, o andare in onda in orari e fasce diverse. La norma è passata con i voti del centrodestra e del relatore e con la netta opposizione del Pd.
La norma contestata. «Le trasmissioni di informazione, con l'eccezione dei notiziari, a partire dal decorrere del termine ultimo per la presentazione delle candidature, sono disciplinate dalle regole proprie della comunicazione politica». Recita così il comma 4 dell'articolo 6 del regolamento sulla par condicio : è la contestata norma che di fatto mette a rischio, nell'ultimo mese prima del voto per le regionali, i programmi di approfondimento, come Porta a Porta, Annozero e Ballarò, «costringendoli» ad uniformarsi ai meccanismi delle tribune elettorali.
Giornalisti Rai verso lo sciopero. Contro la norma si è levata la protesta della Federazione nazionale della stampa italiana. Nel corso della conferenza stampa indetta in tempi brevissimi oggi dalla Fnsi, sono intervenuti diversi conduttori direttamente coinvolti dal provvedimento, tra cui Michele Santoro, Lucia Annunziata, Giovanni Floris, Riccardo Iacona e Andrea Vianello. Il segretario dell'Usigrai Carlo Verna conferma «una giornata di sciopero dei giornalisti Rai contro il regolamento sulla par condicio. Le procedure sono state avviate e la giornata di sciopero cadrà non prima di quindici giorni secondo la legge sul servizio pubblico». Verna e il presidente dell'Fnsi Roberto Natale annunciano che «non sarà l'unica iniziativa, si punterà anche a coinvolgere i cittadini in una forma di protesta simile a quella del 3 ottobre, giornata per la libertà di stampa».
I consiglieri di opposizione si appellano a Zavoli. «Il nuovo regolamento sopprime per la prima volta tutte le trasmissioni di approfondimento e introduce regole di difficile applicazione anche nei notiziari violando due diritti fondamentali: il diritto dei giornalisti ad informare e il diritto dei cittadini ad essere informati». A sostenerlo in una dichiarazione congiunta i consiglieri di amministrazione della Rai Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten che fanno appello al presidente Zavoli e all'intera Commissione affinché «venga riformulato il regolamento». Il presidente della Rai Paolo Garimberti ha intanto assicurato che domani il Consiglio di Amministrazione discuterà del tema.
La mediazione di Zavoli. Tra i punti sui quali il presidente della Vigilanza cercherà una soluzione anche quello dell'accesso agli spazi in Tv per i partiti più piccoli. Le ipotesi in campo, per trovare una via d'uscita, vanno dalla modifica dello stesso regolamento ai cambiamenti da realizzare nella fase di applicazione delle indicazioni della Vigilanza. Nell'Ufficio di presidenza, Pd e Udc hanno appoggiato totalmente l'iniziativa di Zavoli, sia per la questione degli approfondimenti che per lo spazio ai piccoli partiti. Chiusura totale da parte della Lega, mentre il Pdl ha dato via libera alla mediazione di Zavoli ponendo però un paletto: nessuna modifica al regolamento approvato dalla Vigilanza.
Il relatore Beltrandi difende il provvedimento e assicura che «avremo per la prima volta negli spazi più ambiti del palinsesto Rai una vera par condicio come d'altronde aveva suggerito il Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò».
Per Michele Santoro il provvedimento «è un abuso di potere che non ha alcun fondamento legale». «Se non riusciamo a impugnare la legittimità di questo provvedimento alla fine passerà e ce lo troveremo sempre tra i piedi. Ma i vertici aziendali devono dire subito cosa ne pensano e prendere posizione su questo regolamento che, se accolto, segna davvero la fine della libertà di espressione», ha sottolineato il conduttore di "Anno Zero" Michele Santoro intervenuto oggi alla conferenza indet
Bruno Vespa parla di «decisione grave». «A me questi azzeramenti non piacciono e comunque il programma Porta a Porta ha rispettato la par condicio più di altri» ha commentato Bruno Vespa oggi all'Aquila.
Floris: politica ingorda mangia tutti. «Siamo davanti all'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti e anche gli ospiti. Oltre, naturalmente, ai telespettatori che pagano il canone» ha commentato Giovanni Floris. «Esistono i programmi appositi - argomenta Floris - che assicurano spazi alle parti politiche, ma queste ultime vogliono di più e pretendono di occupare trasmissioni di successo sperando che il pubblico resti incollato alla fascia oraria, a prescindere da quello che va in onda».
Annunziata: esautorati vertici e conduttori Rai. «Le cose si commentano da sole. È evidente che è stato superato un limite e che l'editore della Rai è la politica, questo grazie alla legge Gasparri, sulla quale io mi dimisi da presidente». Parola di Lucia Annunziata, già presidente della Rai, e conduttrice ogni domenica del programma di approfondimento politico In mezz'ora su Raitre. Intervistata oggi da Giorgio Zanchino a Tutta la città ne parla su Radiotre, Annunziata ha aggiunto: «la legge Gasparri ha definitivamente ristabilito il nesso stretto tra Rai e politica, dunque non sono stata sorpresa dal provvedimento, però ritengo che una cosa è il direttore una cosa è l'editore».
Giovanna Melandri del Pd parla di «colpo di mano del PdL con il concorso del radicale Beltrandi».
Rao: l'Udc ha votato contro. «La responsabilità è tutta del relatore Beltrandi, del Pdl e della Lega anche se di certo non hanno giovato all'esito finale le divisioni interne al Pd e le polemiche che si sono sviluppate con lo stesso relatore». Il capogruppo Udc in commissione, sottolinea che «nel regolamento approvato, nonostante vi siano novità positive, restano molti aspetti di dubbia applicazione che speriamo possano essere modificati al più presto».
Pardi (Idv): periodo più oscuro della seconda repubblica. Dura la critica del capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, Pancho Pardi, che definisce la decisione «un limite alla democrazia e rappresenta il periodo più oscuro della cosiddetta seconda repubblica».
Zaccaria. Berlusconi vuol truccare le carte. «Berlusconi ha creato a tavolino una spregiudicata operazione per azzerare la par condicio, che altro non è se non una norma garanzia che esiste in molti paesi e che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittima. Tutta questa sceneggiata è una pura invenzione costruita apposta per cancellare una legge democratica che assicura a tutti un minimo di partecipazione televisiva in campagna elettorale». Lo ha dichiarato il Democratico Roberto Zaccaria, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera.
Ordine dei giornalisti: sì alle regole, no alle cancellazioni dei programmi. «L'informazione come la libera manifestazione del pensiero è un diritto fondamentale del cittadino garantito dalla Costituzione. Pretendere di oscurare i talk show della Rai perché non si riesce a trovare un modo per regolamentarli in periodo di campagna elettorale è un atto grave verso il servizio pubblico e i suoi utenti». È quanto si afferma in un ordine del giorno approvato per acclamazione dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, riunito oggi in Roma.
|
|
© RIPRODUZIONE RISERVATA
|
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:49 da breaker | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:31 da Hubert | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:31 da Carlo59 | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:29 da Stefano Sulas | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:26 da paolob | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:26 da Alì Babà | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:18 da EMILIOPRIMO | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:17 da Stefano Sulas | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:10 da ande | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:07 da ciriprovo | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 11:00 da Mirella | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 10:48 da Mario az | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 10:36 da Giovanni Giacobino | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 10:13 da IL GUARDIANO DEL FARO | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 10:09 da celine | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 10:06 da cianuro. | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 10:04 da franco | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 09:43 da ambri | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 09:42 da 32017193 | | | | |
|
commento inviato il 11-02-2010 alle 09:39 da Mirella | | |
COMMENTI (20 di 157) | Ordina |  | pag: di 8 |
 | discussione chiusa |
|
|
|
IL MESSAGGERO PER I LETTORI
|
  |
|