CATANIA (9 febbraio) - Antonino Speziale, imputato per la morte dell'ispettore Filippo Raciti, durante gli scontri del 2007 a Catania, è stato condannato a 14 anni di reclusione e a cinque anni di interdizione.
«Sono tranquillissimo - ha detto Speziale - perché so di essere innocente. Non non ho fatto niente di male e sono sereno. Del resto mi aspettavo questa sentenza».
L'accusa aveva chiesto la condanna a 15 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Il processo si è celebrato davanti il Tribunale per i minorenni di Catania perché l'imputato, all'epoca dei fatti, non era ancora maggiorenne. Alla lettura della sentenza in aula erano presenti l'imputato e i suoi genitori, la vedova di Raciti, Marisa Grasso, e i genitori dell'ispettore di polizia.
Secondo l'accusa Speziale durante l'arrivo dei tifosi del Palermo al Massimino avrebbe lasciato il suo posto allo stadio per scontrarsi con gli ultras rivali e avrebbe utilizzato un sottolavello in metallo, usandolo a mò d'ariete, contro le forze dell'ordine che cercavano di bloccarli. In quell'occasione, davanti all'ingresso della Curva Nord, avrebbe ferito mortalmente, con una lesione al parenchima del fegato, l'ispettore Raciti. Con lui avrebbe agito anche un altro ultras del Catania, Daniele Michele, per il quale, in un processo separato davanti la Corte d'assise di Catania, l'accusa ha chiesto oggi la condanna a 11 anni di reclusione: 10 per omicidio preterintenzionale e un anno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per quest'ultimo reato Speziale è stato già condannato, con sentenza definitiva, a due anni di reclusione, che ha già scontato.
Legali Speziale: sentenza errata, faremo ricorso. «È una sentenza errata che non sta nè in cielo nè in terra, lo dico senza avere ancora letto le motivazioni e anticipo già da ora che, poichè in Italia siamo abituati alla giustizia per approssimazione, da ora faremo certamente appello avverso». Così l'avvocato di Speziale, Giuseppe Lipera ha commentato la sentenza. «Noi riproporremo in appello - ha successivamente annunciato l'avvocato Lipera - una questione importantissima: il Tribunale ha impedito che si acquisisse il fascicolo del pm, e se una parte lo chiede deve avvenire. Perchè non è avvenuto? Devo pensare che a questo punto in quelle carte si siano le prove dell'innocenza di Speziale? La verità è che sono ancora pubblici ministeri e non rappresentanti dell'accusa».
Imputato immobile, la vedova abbraccia i legali. Il silenzio e l'immobilità di Antonino Speziale, l'abbraccio ai suoi legali della vedova Marisa Grasso. Sono state queste le reazioni delle due "parti" alla lettura della sentenza. «Alla lettura della sentenza la vedova ci ha abbracciato ed è stato come un gesto liberatorio - ha detto l'avvocato Enrico Trantino che assiste la vedova Raciti- Oggi ha avuto uno sfogo per una serie di eventi e emozioni che mettono a dura prova, fiaccano le resistenze di chiunque». Il penalista ritiene che «la sentenza di oggi non influirà» sul processo, per lo stesso reato, che si celebra davanti alla Corte d'assise di Catania a Daniele Micale, per il quale oggi l'accusa ha chiesto una condanna complessiva a 11 anni di reclusione.