ROMA (1 dicembre) - Brenda era ubriaca, ma non era drogata ed è morta per aver respirato ossido di carbonio per alcuni minuti. Questi i primi risultati degli esami tossicologici effettuati sul corpo del transessuale morto lo scorso 20 novembre e resi noti durante un servizio della trasmissione Porta a Porta. Dal servizio emergerebbe che nel corpo del transessuale sarebbero state trovate tracce del tranquillante Minias, ma non in quantità tali da giustificare il suicidio.
La madre: non si sarebbe mai suicidato. «L'unica cosa che so é che mio figlio non si sarebbe mai suicidato». Lo ha detto Aseneta Mendes Paes, la madre della transessuale Brenda, intervistata da Bruno Vespa nel corso della puntata. «È cresciuto in una famiglia evangelica - ha aggiunto la madre di Brenda - e da sempre aveva la convinzione che un giorno avrebbe chiesto perdono per quello che ha fatto. Era allegro, voleva vivere e amava la vita. Non so cosa é successo, ma voglio che la giustizia lo scopra». «Lui mi ha detto che a dicembre sarebbe tornato in Brasile.Voleva tornare dalla sua famiglia e vedere la sua nipotina per la prima volta - ha detto la donna - è andato via dal Brasile a 20 anni e da 6 viveva a Roma. Sapevo che era un transessuale e viveva di questo. Gli ho chiesto più volte di cambiare vita e di tornare in Brasile a costruirsi un futuro».
A luglio era spaventato. «L'ho sentito l'ultima volta telefonicamente a luglio. Era diverso, sembrava spaventato e mi disse "Mamma stai attenta che in qualsiasi momento posso tornare"». «Mi diceva che era clandestino - ha aggiunto la donna - e che con la nuova legge se lo trovavano sarebbe stato rimpatriato e avrebbe dovuto pagare 5mila euro di multa». La madre ha raccontato che Brenda «è cresciuto come qualsiasi bambino, giocava e studiava» e che a «16 anni ha manifestato interessi diversi». «Lui mi ha detto che voleva seguire la sua strada - ha proseguito la madre - e che non dovevo soffrire. A 17 anni è andato via a San Paolo e si faceva giá chiamare Brenda». La mamma peró ha sottolineato: «L'ho sempre chiamato Deu e non mi ha mai chiesto di chiamarlo Brenda». La madre di Brenda ha poi aggiunto: «Sarà sicuramente seppellito in Brasile».
Ipotesi di tre persone nella casa di Brenda. «L'ipotesi che nella casa di Brenda possano essere entrate tre persone la notte del 20 novembre scorso, l'abbiamo appresa dalla televisione ma è un elemento che non va sottovalutato. Le autorità si stanno muovendo in questa direzione». Lo ha detto Walter Biscotti. «Chi sa parli. Questa è una vicenda che non va abbandonata come invece qualcuno vorrebbe».
Chiesto aiuto a sindaco per ritorno salma in Brasile. Oggi i legali della famiglia aveva fatto arrivare al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la richiesta di un gesto di solidarietà, vicinanza e umanità per far sì che la vittima possa ricongiungersi con la famiglia in Brasile. Chiediamo che il Comune si occupi delle spese per il rimpatrio della salma di Brenda; un gesto simbolico da parte di Roma, città di cui Del (Brenda, ndr.) era cittadino».
Gli avvocati Biscotti e Gentile avevano annunciato che questa mattina la mamma e la zia sarebbero arrivate in procura per essere sentite dai magistrati che indagano sulla morte di Brenda. Le due donne, però, non sono venute a piazzale Clodio. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli, però, impegnati in un'altra attività istruttoria, hanno potuto dedicare agli avvocati solo alcuni minuti. Secondo quanto reso noto dai due penalisti, che hanno annunciato il deposito di una «memoria con tutto ciò che può essere utile all'inchiesta», nessun nulla osta finora c'è stato da parte della procura per la restituzione della salma di Brenda; sulla stessa sono ancora in corso, infatti, accertamenti medico-legali.
Arrestata China. China, una delle transessuali apparse più volte anche in televisione per riferire sulla vicenda della trans Brenda coinvolta nel caso Marrazzo, è stata arrestata perchè inottemperante al decreto di espulsione. Lo ha detto la polizia spiegando che lo scorso 20 novembre, China, dopo essere stata sentita dagli investigatori della Squadra Mobile sulla morte di Brenda, era stata accompagnata presso l'Ufficio Immigrazione della Questura dove gli era stato notificato il decreto di espulsione e l'ordine del Questore di abbandonare il territorio nazionale entro il 25 novembre scorso. Oggi, durante mirati servizi di controllo del territorio predisposti dalla Questura in via Gradoli, via dei Due Ponti e via Pizio Biroli, gli agenti del Commissariato Flaminio Nuovo, hanno rintracciato China e la hanno nuovamente accompagnato presso l'Ufficio Immigrazione dove, al termine degli accertamenti di rito, è stato arrestato per inottemperanza all'ordine del Questore. China verrà giudicata nella mattinata di domani con rito direttissimo.