ROMA (1 dicembre) - «Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicenda. Aspettate e si vedrà». Si difende così, aggiungendo di «avere sospetti ma non poter fare nomi», Alessandra Mussolini, coinvolta in un tentativo di estorsione per un presunto video che la ritrarrebbe mentre fa sesso con il leader dell'organizzazione di estrema destra, Roberto Fiore.
Il video, afferma la nipote del duce, «non c'è, è una bufala, una porcheria, una calunnia». «A destra - aggiunge l'onorevole Pdl - do fastidio a qualcuno» e spiega: «Mi ha chiamata il premier Silvio Berlusconi e mi ha detto che la maggioranza è sotto un'offensiva incredibile, mai vista e che quindi anche io lo sono».
Tuttavia, aggiunge Mussolini, «la domanda che io mi faccio è un'altra. Perché, per aiutarmi, come sostengono al Giornale (il quotidiano che ha dato per primo la notizia, ndr), mettono la mia foto in prima pagina raccontando di un video che non esiste, che nessuno ha visto, invece di riportare del tentativo di estorsione nei confronti di Palazzo Chigi?». «Certo che ho i sospetti - afferma inoltre - ma non posso fare nomi. Ci sono troppe cose strane in qesta storia. Dico solo che nel mondo politico ci sono fregnacciari e fregnacciare».
Ieri, poi, in un accesso intervento in tv a La vita in diretta ha contestato di non essere «stata contattata da nessuno» del Giornale, la Mussolini ha denunciato «la manipolazione» operata dalla testata diretta da Vittorio Feltri, al quale ha chiesto di devolvere in beneficenza la somma ottenuta dalle copie extra vendute con la rivelazione sul video: «Chiedo a Feltri, di darmi un assegno: poi lo portiamo a Napoli e lo destiniamo agli istituti socio-educativi dove ci sono bambini che vivono di stenti».
La parlamentare ha contestato il fatto che il Giornale abbia riportato «mettendo la mia faccia su una notizia uscita a settembre, su una lettera recapitata a Palazzo Chigi, in cui non ci sono nomi e cognomi e derubricata come opera di mitomane». «La gente si è convinta che c'è il video hard», ha lamentato la Mussolini.
Intanto questa mattina Fiore, ha presentato denuncia alla Procura di Roma. Fiore ribadisce che «nessun video hard può esistere, a meno che non si tratti di un fatto creato ad arte. «Tale tipo di informazione ha avuto un effetto sulla reputazione delle persone coinvolte - dice Fiore -. In altre parole attraverso queste abili manovre si è fatto in modo che la generalità degli utenti abbia ritenuto vera la notizia circa l'esistenza del video, malgrado questo non esiste affatto. È arduo comprendere chi possa avere avuto interesse a montare una campagna del genere, tanto più che nè l'onorevole Mussolini, né io abbiamo posizioni talmente in vista nel panorama politico nazionale, da giustificare una campagna denigratoria da parte di organizzazioni politicamente avverse».
Fiore chiede alla procura di «accertare l'identità di coloro che hanno veicolato su vari siti internet la notizia dell'imminente diffusione del video e richiedere o provvedere al sequestro preventivo e/o probatorio dei siti e dei link coinvolti, al fine di fare cessare la “minaccia” e l'aspettativa di pubblicazione che tanti danni ha già arrecato, nonché acquisire la prova della commissione dei reati». Infine, per Fiore europeo «sembra accreditarsi l'esistenza di un'ennesima manovra, simile a quelle a quelle venute a galla negli ultimi anni nei confronti di tanti esponenti della politica, dell'imprenditoria e dello spettacolo».