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Martedì 9 Febbraio 2010  /  ultimo aggiornamento h 16:10

Uccisa di botte dal marito a Palermo
Un omicidio che non fa notizia

L'uomo condannato a 5 anni e 10 mesi: per la Corte d'Assise
i maltrattamenti non hanno provocato lesioni gravi

                  
di Sergio Talamo

ROMA (1 dicembre) - Spesso saltiamo sulla sedia leggendo di omicidi che vengono da un raptus, un attimo di follia in cui un uomo violenta e poi uccide, una donna colpisce senza motivo suo figlio, una ragazza sgozza per gioco la sua amica dell’università. Sono i delitti che più infiammano i processi e il pubblico.

Ma ci sono altri omicidi, nascosti nelle pieghe della cronaca. Omicidi molto più atroci, perché lunghi quanto una vita intera. Sono omicidi impuniti. Tu puoi picchiare tua moglie fino a farle saltare tutti i denti dalla bocca. Puoi farlo per anni, e nessuno ti disturberà. Puoi farlo fino a mandarla in coma e non farla risvegliare mai più. Alla fine, i giudici ci penseranno su perbene e ti daranno 5 anni e 10 mesi. Ciò significa che tra circa 3 anni potrai tornare a girare per la tua città, farti un pisolino se hai sonno, poi andare al bar a parlare con gli amici dell’ultima partita del Palermo.

E’ accaduto nel capoluogo siciliano, famigerato quartiere Zen. Francesco Vaccaro pestava sua moglie Maria Concetta Messina con la stessa abitualità con cui altri fumano, fanno jogging, vanno a messa la domenica. Il 27 luglio 2008, un po’ il nervosismo un po’ il caldo (non si ha idea dell’afa di Palermo a fine luglio), Francesco rifila a Maria Concetta una sberla tale da farle cadere l’ultimo dente rimastole in bocca. Poi lei cade dalle scale, e riporta vari ematomi al cervello che, dopo due mesi di coma, le costano la vita. In un primo momento il figlio dei due, Salvatore, accusa il padre con una frase quasi commovente nella sua forza liberatoria: “Iddu fu”, è stato lui. Poi il ragazzo non regge il dibattimento: vacilla, infine ritratta. I mesi passano, e non si trova più nessuno disposto a dire che il marito quel giorno spinse la moglie giù per le scale. Del resto, lui una spiegazione ce l’ha: Maria Concetta scivolò. E i giudici gli credono. E’ lo stesso pm a dire che Vaccaro va assolto dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Restano i maltrattamenti in famiglia. Per questo reato il codice prevede la reclusione da 1 a 5 anni, che salgono però di molto se dai maltrattamenti derivano lesioni gravi o gravissime oppure la morte. In quest’ultimo caso si va da 8 a 20 anni. Ma vi pare che se una cade dalle scale, un tribunale possa sentenziare che è morta per le botte che prendeva da una vita? Macchè. E’ morta per caso, Maria Concetta. E’ inciampata. E Salvatore? Mica ha ritrattato perché minacciato, perché disperato. E’ che non ricordava bene. Quindi: 5 anni e 10 mesi. Lo ha deciso la Corte d’Assise, quella in cui accanto ai magistrati siedono anche i cittadini. Come a dire: le toghe e la gente comune sono d’accordo. In quel condominio di Palermo è successo poco più che una baruffa di famiglia. Il messaggio alla società intera è chiaro: il massacro sistematico di una donna vale tre anni effettivi di cella. Non solo non c’è omicidio, ma neppure le lesioni gravissime che portano alla morte. Ci sono solo un paio di ceffoni tutto sommato innocui, poi una caduta accidentale dalle scale.

La legge è uguale per tutti, vero o no? A chi pensa che no, che per i poverelli non c’è legge neppure se crepano, non rimane che masticare il senso di rabbia per l’impunità di lui, resa possibile da una magistratura così spesso pronta a sancirla solennemente. Non rimane che sentirsi scorrere nelle vene un fiume caldo di pietà pensando alla vita infame di quella donna, sola e disperata in casa sua come se vivesse in un villaggio primitivo e non in un paese che ha approvato la legge sul diritto di famiglia da ben 34 anni. Non rimane che piangere su di lei, sulla sua storia di dolore, sulla sua memoria umiliata... E non rimane che compatire un'Italia in cui vige l’antico diritto romano dove un uomo ha potere di vita e di morte su chi è rinchiuso con lui dentro le mura di casa.

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 COMMENTI    (20 di 32)ordina dal più vecchioOrdinapag: di 2 DISCUSSIONE CHIUSA
per comunicazioni: redazioneweb@ilmessaggero.it
16:13 AmeliaSpettinata
Carissima Amelia se pensi che io e altri come me non abbiamo considerazione x gente come Falcone e Borsellino si sbaglia; ma, x usare il tuo stesso metro allora ti dico che neanche tu hai rispetto x gente come Enzo Tortora, Franco Franchi, Mario Merola. E questo solo x citare nomi famosi, gente che comunque, oltre a non centrare nulla con la criminalità organizzata, poteva permettersi fior di avvocati. X nn parlare del processo ad Andreotti....ma cm si può pensare che Andreotti, che sarebbe riconosciuto anche dai tombini, vada in un casale con tanto di scorta ad un convegno mafioso.....e poi ancora la storia del bacio, il vassoio d'argento e quant'altro.Personalmente sn arcistufo di magistrati che distruggono le persone imbastendo processi prendendo x oro colato "irvelazioni bomba" di gente pluriomicida, e tutto questo con i NOSTRI soldi, giova ricordarlo! Qualcuno mi spieghi perchè i supremi magistrati bocciarono la proposta di referendum sulla responsabilità dei giudici! Qualcuno me o spieghi!!!!!!!!!!!!!!!!! E la separazione delle carriere? Apriti cielo!!!!!!
Se un magistrato sbaglia che sia mandato ai processi civili x lo meno!!!!!!!Quelli che hanno distrutto Tortora hanno fatto carriera invece cara Amelia!!!!!!!!!
Scendi dalla nuvola!!!!!!!!!!!

commento inviato il 02-12-2009 alle 10:32 da Luca2

 
Per Maurizio Macold e gli altri difensori a spada tratta dei giudici
Anzitutto le leggi le fa il Parlamento,e non il ministro,quindi datti una ripassatina alla costituzione.In secondo luogo il ministro,contro i giudici strapagati e che lavorano meno di tutti in Europa,non ha alcun potere,eccetto che mandare ispezioni,di cui i giudici se ne sbattono:questo perchè il CSM,il loro organo di giustizia interna,li assolve nel 98/99 % dei casi.
Pur di andare contro Berlusconi passate anche sopra i cadaveri, in questo caso di quella povera disgraziata.

commento inviato il 02-12-2009 alle 10:25 da Sandro

 
Ancora c'è chi difende i giudici
"Applicano la legge",dicono,nella loro ignoranza,e scaricano tutte le colpe sul Parlamento,dove siedono i loro avversari politici,contro solo i quali invoca giustizia severa:cosa dovrebbe fare il Parlamento?Fare una legge che preveda l'ergastolo per tutti?Ma non capiscono nella loro ottusità che i giudici hanno un larghissimo margine di discrezionalità,e che non APPLICANO,ma INTERPRETANO la legge.
Poi c'è la ciliegina sulla torta di chi approfitta delle violenze in casa nostra per giustificare quelle dei musulmani sulle loro donne.
Ridicoli gli uni e gli/le altre.

commento inviato il 02-12-2009 alle 10:19 da Sandro

 
....
Ma la Santanchè dovè? come mai non è andata in televisione a stracciarsi le vesti per questa poveretta? forse perchè il marito è un rispettabilissimo italiano?

commento inviato il 02-12-2009 alle 09:15 da diavoletta

 
diritto romano
Il diritto romano c'entra come i cavoli a merenda, in Italia non vige il diritto romano, in Italia vige il diritto Italiano, e in corte d'assise abbiamo 2 togati più sei giudici popolari estratti a sorte tra i cittadini che siano incensurati e che abbiano almeno licenza media inferiore Competenza di questo tipo di Corte è per i delitti più gravi tipo strage, omicidio, omicidio preterintenzionale, ed i delitti contro la personalità dello Stato.

Quindi a me sembra che questa sentenza che appare barbara sia figlia di una cultura barbara che chiude un occhio e spesso tutti e due su violenze contro i deboli, donne, bambini, anziani ed animali.

Se abbiamo leggi penali barbare dovremmo analizzare come perchè e chi si è trastullato con il codice penale per tanto tempo senza nulla fare, giudici, avvocati , politici.. non hanno avuto un sussulto di consapevolezza ed hanno continuato a usare uno strumento logoro, vecchio che produceva e produce profonde ingiustizie, come accade col civile,la legge non è uguale per tutti, non solo perchè è matrigna con i poveracci e la gente comune, ma anche perchè può essere come una lotteria: dipende dal giudice, dal suo umore, dal suo stato di salute, dalle sue idee anche politiche, la intepretazione che darà, per cui, per lo stesso identico reato possiamo avere 10 diversi giudizi, o per lo stesso tipo di richiesta di risarcimento, un giudice ti liquida, un altro archivia un altro se gli stai antipatico o ha sue idee non ti fa risarcire

commento inviato il 01-12-2009 alle 23:05 da marista

 
Per Cinzia
Lei descrive benissimo donne manipulative ,cattive tipiche del disordine borderline di personalita`. Molti uomini pagano a caro prezzo queste relazioni, spesso senza rendersene conto!

A sua volta molte povere donne sono vittime dei disordini di personalita` dei maschi, specie quello narcisistico!

E` ovvio sottolineare che comunque molto spesso la violenza psicologica e fisica e` dovuta a semplice cattiveria e ignoranza, senza alcuna malattia psichiatrica!!!

M77

commento inviato il 01-12-2009 alle 20:48 da rudy77

 
x Giovanna Mi pare che lei ci stia prendendoin giro
Lei ha scritto che i Giudici si limitano ad applicare la Legge
Io le ho dimostrato che invece la "interpretano" secondo la loro filosofia personale
Hanno troppa discrezionalitàe e la usano malissimo
Non si puà dare 13 anni per un'omicidio da Ergastolo !
Spero di essere riuscito ad esser stato più chiaro

commento inviato il 01-12-2009 alle 20:28 da queimada

 
X il commento inviato il 01-12-2009 alle 18:50 da rudy77
La donna non è quell' essere dolce e fragile che ci fanno vedere in pubblicità.

E' capace di profondo amore come di grande odio .

Sa perseguitare, sa come far soffrire e dominare un uomo, sa vendicarsi , sa umiliarlo, sa colpirlo anche fisicamente.

Certe donne sono capaci di profonda e infinita cattiveria.

Io non giustifico un uomo che picchia una donna , per nessun motivo, ma spesso alcune donne superano ogni limite all'umana sopportazione maschile, li esasperano con la loro prepotenza senza freno , con il loro linguaggio provocatorio ed insolente.

Spesso sottomettono i loro uomini approfittando del loro amore, della loro debolezza, della loro fragilità fino ad arrivare a picchiarli fisicamente.

E' orribile.

La donna sa essere molto cattiva.

Sono una donna, ma so essere obiettiva .



commento inviato il 01-12-2009 alle 20:13 da Cinzia

 
In galera
Pieta' per la donna,massimo della pena per il vigliacco assassino.

commento inviato il 01-12-2009 alle 19:43 da bobmar25

 
per Cinzia
Confermo l` esistenza di questo problema.
A parte la violenza fisica, e` molto comune la violenza pscicologica della donna contro l` uomo!

M77

commento inviato il 01-12-2009 alle 18:50 da rudy77

 
Per Mirella
La violenza sulla donna esiste in qualsiasi cultura e ceto sociale.
Per fortuna nei paesi occidentali e` considerata intollerabile. Nel terzo mondo e specie nei paesi mussulamni e` purtroppo nascosta, consentita se non approvata dalla Sharia.

Sta ai paesi mussulmani adeguarsi a noi. Toccare una donna, anche nell` ambito familiare deve essere un reato ovunque. Lo stesso vale per la violenza psicologica, per la mutilazione dei genitali femminili, per la discrimanzione sul posto di lavoro.

Auspico un ritorno del femminismo totalmente a favore delle donne mussulane contro veli, botte, torture e prigioni.

Purtroppo il femminismo e` mezzoscomparso e quello rimasto e` chiaramente politicizzato ed e` piu` preoccupato dell` Islamofobia, piuttosto che della condizione tragica e disperata della donna nei paesi mussulani e del terzo mondo in genere.

M77 Libertiamo.it

commento inviato il 01-12-2009 alle 18:46 da rudy77

 
x Talamo: credo sia un'impostazione sbagliata la sua.
Non è un problema di magistratura ma di cultura.
L'Italia è una paese maschilista, in un articolo di qualche giorno proprio del messaggero ho letto che da una associzione di medici è uscito fuori il dato "agghiacciante" che il 60% dei medici ritiene che le donne maltrattate dai mariti siano psicologicamente sofferenti e che tali disturbi sarebbero all'origine dei maltramenti dei mariti. Ora, non mi stupisce che la povera vittima abbia preferito finirla buttandosi dalle scale, tanto che differenza fa?
E' la cultura del nostro paese che è terribile non la nostra giustizia, siamo un popolo che ancora ride delle battute sessite del premier, legifera contro il corpo delle donne anche ignorando il parere delle autorità scientifiche preposte ad autorizzare farmaci.

Lei, Talamo, ne fa una questione di sentenza, troppo facile!

commento inviato il 01-12-2009 alle 18:05 da ANNA78

 
E la violenza contro gli uomini?
Di questi tempi tutti parlano di violenza contro le donne.

Nessuno parla invece di violenza contro gli uomini.

Sono tante le donne che picchiano regolarmente gli uomini che non denunciano per vergogna e per debolezza.

Sapeste voi quante dolci mogliettine o "indifese" vecchiette pestano con ferocia i loro mariti o conviventi , mandandoli in ospedale o ...al cimitero!

Questo è un argomento tabù.

Nessuno ne parla, ma esiste, eccome!

Quante legnate nel segreto della casa e nel segreto del cuore!

Botte da orbi!

commento inviato il 01-12-2009 alle 17:49 da Cinzia

 
piccola precisazione
Per tutti coloro che hanno commentato l'articolo senza leggere bene: la condanna del massacratore è stata pronunciata dalla corte di assise. Cosa significa? che non è stato "un magistrato a scrivere la condanna" ma la giuria popolare. In particolare i 6 cittadini che hanno partecipato al processo in qualità di giudici hanno lo stesso diritto di voto dei due giudici togati. Vorrei conoscere adesso l'opinione di coloro che sostengono la necessità di magistrati eletti dal popolo, visto che in questo caso il "buonsenso popolare" ha così brillantemente dato prova di una totale mancanza di senso critico e civile.
Per quanto riguarda la richiesta del pubblico ministero: che altro poteva fare, visto che nessun testimone (poveretto, il figlio che ha vacillato nella sua accusa contro il genitore degenere, ma gli altri?) ha suffragato l'ipotesi di omicidio?
Concordo in pieno con il commento di Maurizio 1962

commento inviato il 01-12-2009 alle 17:33 da carlo demurtas

 
X Queimada
Non so cosa lei abbia letto, visto che non mi risulta di aver mai scritto che "i giudici NON interpretano la legge". Ho scritto che la applicano, ed è vero, anche la interpretano secondo le interpretazioni consentite dal diritto, che se non ricordo male sono alcune. Con i suoi esempi mi pare che ritorni a palla: indulto, legge Gozzini, rito abbreviato, attenuanti generiche ecc., sono iscritte nelle leggi che, se fossero chiare e cristalline, invece che torbide e confuse in modo da dare sempre un appiglio a chiunque, soprattutto agli avvocati difensori, non darebbero luogo a tanti abusi, sopprusi e discriminazioni. Riformiamo la giustizia in maniera seria, dando all'apparato i mezzi necessari al suo buon funzionamento, si facciano leggi serie e inequivocabili, sopprimendo finalmente i bizantinismi cari a così grande parte dei politici italiani, e allora potremo chiaramente condannare il giudice che ha "interpretato" male una legge chiarissima. Mi viene da fare una riflessione: tutti a prendersela col giudice, quasi che la difesa, i testimoni, i giudici popolari e la pubblica accusa fossero dei fantasmi. Quando in un paese manca la certezza della pena commisurata al reato commesso, quando chi ruba, soprattutto a tutti noi, e uccide, gode di ogni possibile attenuante e aiuto grazie a leggi fatte appositamente per questo, è inutile riportare il vecchio esempio di chi marcisce in galera per il furto di una mela.

commento inviato il 01-12-2009 alle 16:42 da Giovanna

 
per GIGI (14:19): la commissione ci vuole per ALFANO
Signor Gigi,
ripeto per l'ennesima volta che in Italia le leggi le fanno i politici, cioè quelli come Alfano, ed i giudici le applicano.
Se questo criminale ammazza di botte la moglie e viene condannato solamente a 5 anni di reclusione è perchè la legge, fatta dai politici, con tutti i suoi cavilli ed intepretazioni, alla fine prevede questa condanna.
Ed allora lei se la deve prendere con Alfano e non con i giudici. Lei obietterà e vorrà giustificare il ministro Alfano perchè attualmente troppo impegnato nel fare leggi a tutela di Berlusconi, ed allora le dico che ci vuole pazienza: prima si deve tutelare il sovrano, poi se avanza il tempo vedrà che il ministro avrà attenzione anche per il popolo bue.

commento inviato il 01-12-2009 alle 16:24 da maurizio macold

 
VIGLIACCHERIA? AI LETTORI L'ARDUA SENTENZA
Perche’ i giudici non applicano le leggi come tutti giustamente ci aspettiamo ? Perche’, come tutti gli altri esseri umani, anche i giudici sono oggetto di minacce di morte ( per loro e i loro familiari), ricatti, corruzione e pressioni di ogni genere e tipo. Ne consegue che , per la carriera, il quieto vivere o semplicemente per poter sopravvivere, le sentenze che fin troppo spesso emettono, sono a prima vista altamente controverse e inspiegabili, lasciando il pubblico allibito , incredulo e costernato. Si puo’ indicare quindi nella VIGLIACCHERIA la causa vera e primaria di tante sentenze apparentemente assurde? Ai lettori l’ardua ................SENTENZA!

commento inviato il 01-12-2009 alle 16:17 da Dante Alighieri

 
sputasentenze
quanto è facile generalizzare e sputare sentenze... è chiaro che essere un Giudice non significa essere detentore di verità... come è chiaro che non tutti i Giudici sono galantuomini ma... sarebbe come dire " tutti quelli che si chiamano Luca2 o queimada o Gigi, x esempio, sono dei pazzi" solo perché io personalmente ne ho conosciuto qualcuno così...
Il problema di questi tempi, se non ve ne siete accorti, è che non vogliono che i magistrati facciano indagini scomode..
Certo che andrebbe migliorato il tutto x favore, non si generalizzi nel parlare di Giudici xché vuol dire sputare sulla memoria di Giudici morti ammazzati in nome della Giustizia, quindi per me, per Luca2, queimada, etc..
Siamo tutti bravi a parole...
Povera Maria Concetta....

commento inviato il 01-12-2009 alle 16:13 da AmeliaSpettinata

 
x Giovanna Questa lei la chiama "applicazione" ?
Tre anni or sono a La Spezia una vispa Signora, sposata con un'uomo amante della caccia al cinghiale, si prese anche un paio di amanti, amici del marito ed appassionati cacciatori anche loro
Va bene che il numero 3 è un numero perfetto, ma la presenza del marito cominciò ad essere un pò troppo noiosa per quella Signora
Per cui architettò con uno dei suoi amanti un delitto perfetto per disfarsi del non più amato coniuge e nel contempo ereditare : un finto incidente di caccia
L'amante inviò il marito ad una battuta di caccia al cinghiale e, quando furono nel bosco lo uccise a fucilate
All'imbrunire la Signora diede l'allarme e scattarono le ricerche
All'indomani venne ritrovato il marito, morto e crivellato di pallettoni : si pensò ad un'incidente di caccia
Grande fu lo strazio di moglie e amante
Qualche giorno dopo gli amanti vennero scoperti : si erano traditi parlando al cellulare
Lui si uccise e lei venne processata per Omicidio Volontario pluriaggravato per la premeditazione, il vincolo di parentela e i motivi abietti : un reato da Ergastolo ANCHE con il rito "Abbreviato"
Morale della favola : la Signora venne condannata a soli 12 anni e mezzo
Meno 3 d'indulto
Fra 3 anni, con la "Gozzini" sarà fuori in semilibertà
A Palermo un fessacchiotto sta scontando 9 anni di carcere per una palpata di sedere (assimilata alla violenza sessuale)
E lei, Sigra Giovanna viene qui a prendere in giro i lettori dicendo che i Giudici NON interpretano la Legge ?

commento inviato il 01-12-2009 alle 15:19 da queimada

 
Complimenti ai Sigg Giudici !
Sempre più sideralmente LONTANI dal senso comune delle Leggi che "sarebbero" tenuti ad applicare
Comunque una buona notizia per tutti i mariti violenti !

commento inviato il 01-12-2009 alle 14:46 da queimada

 
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