PADOVA (27 novembre) - Niente buono pasto da parte del Comune per un bimbo padovano di 5 anni, se la famiglia non salderà un debito di 460 euro nei confronti dell'amministrazione municipale per i mancati pagamenti della mensa nel corso del 2008.
A denunciare l'episodio, con una lettera al Mattino di Padova, è la mamma di tre figli, separata dal marito, che si è vista consegnare un foglietto scritto a mano con il quale la scuola materna chiedeva ai genitori di venire a prendere il piccolo prima del pranzo, in mancanza del buono pasto. Per tutta risposta la donna ha deciso ieri di tenere a casa il figlio dall'asilo per non fargli subire un trattamento diverso dai compagni e di chiedere spiegazioni all'amministrazione scolastica sull'accaduto.
La mamma ammette il debito ma afferma di aver chiesto, senza risultato, di poterlo rateizzare, tenendo conto della sua difficile situazione economica e familiare. Una circostanza smentita dall'assessore comunale alle politiche scolastiche Claudio Piron, che ha avviato una indagine complessiva sulle richieste di esenzione dal costo della mensa, dopo che queste ultime sono lievitate negli ultimi due anni da 440 a 1500: «Nessuna domanda di raiteizzazione del debito è mai arrivata - precisa all'Ansa - così come nessun documento ciè mai stato consegnato per attestare, come dovuto, che in casofosse anomalo».
Per Piron, chiedere alla madre di venire a prendere il figlioletto prima dell'ora dei pasti, in mancanza del pagamento del debito, «è stato l'unico modo per farle capire che non stava rispettando un patto preso con la stessa scuola materna».