ROMA (27 novembre) - Protesta di una sessantina di studentesse e precarie davanti a palazzo Grazioli, residenza-ufficio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Non c'è casa più chiusa di questa. No alla legge Carfagna» si legge su uno striscione. Le manifestanti sono armate di ombrelli rossi e hanno il rossetto rosso. «Rosso è il colore delle escort», urlano.
Momenti di tensione. Manifestanti in piazza anceh contro lo stop alla commercializzazione della pillola abortiva RU486 e chiedono «verità per Brenda» il trans coinvolto nello scandalo Marrazzo e morta in circostanze ancora da chiarire la scorsa settimana. Un gruppo di poliziotti ha disperso le manifestanti e ci sono stati anche momenti di tensione. C'è stato qualche spintone e un po' di parapiglia ma tutto è rientrato in pochi minuti. Il gruppetto delle ragazze ha deciso infatti di andar via spontaneamente continando a fischiare e a lanciare slogan contro l'esecutivo.
Domani corteo contro la violenza contro le donne. È una ribellione e anche una richiesta di aiuto contro la violenza maschile di cui sono state vittime nel corso della loro vita oltre 6 milioni di figlie, madri, sorelle in Italia. Le donne torneranno in piazza domani a Roma, per una manifestazione nazionale, organizzata da reti femministe e lesbiche in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
In piazza anche le lavoratrici e i lavoratori di Eutelia, in lotta per la difesa del posto di lavoro. A loro sostegno, lungo il percorso del corteo, sono previsti i banchetti delle «Arance Metalmeccaniche», promossi da Prc; il ricavato della vendita di sacchetti di arance biologiche, finanzierà la cassa di resistenza di quei lavoratori che da luglio non ricevono lo stipendio. Ha dato l'adesione alla manifestazione anche la scrittrice Dacia Maraini. Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica per arrivare a piazza San Giovanni, dove verranno proiettate interviste e dati sulla violenza contro le donne, le lesbiche, le transessuali, sulle mutilazioni genitali femminili, a cura di Donna Tv. Fra le adesioni, numerose associazioni femministe, tra cui Affi e Udi, le donne del partito dei Carc e il Forum delle donne del Prc. «La violenza patriarcale e la violenza di sistema - affermano le donne comuniste - sono le due facce di una stessa medaglia, che colpendo i corpi e le vite delle donne sferra poi l'attacco contro tutte le differenze».