ROMA (24 novembre) - «Su Cafasso non so dire niente, ma certo la morte di Brenda è strana, certamente altri potevano avere interesse che sparisse, perché spesso quando era ubriaca rapinava i clienti, li trattava male e chiedeva i soldi ai trans»: lo ha detto Natalie (la transessuale che il 3 luglio scorso era con Marrazzo durante il blitz dei carabinieri) durante "Porta a Porta".
«Marrazzo non sapeva del ricatto». «Marrazzo non sapeva del ricatto - dice Natalie - Il primo febbraio scorso sono stata in Brasile, e sono tornata il 30 maggio. Dopo 15 giorni ho incontrato Marrazzo, lui mi ha detto che mentre ero via si era incontrato con due transessuali brasiliane, ma non ha fatto nomi, non li ricordava. A marzo, mi ha detto, è andato a casa di una transessuale, ma lì ne ha trovata un'altra. Lui mi ha detto di aver avuto rapporti con entrambe due volte, e una aveva fatto delle foto. Lui chiese loro di cancellarle. Mi ha detto che loro lo avevano fatto». Ma allora, le ha chiesto Vespa, come sono usciti i nomi di Brenda e Michelle? «Lui - ha risposto Natalie - non li ha mai fatti quei nomi. Nel giro però mi hanno detto che sul telefonino di Brenda c'erano delle foto di Marrazzo, e allora ho capito che si trattava di lei e di Michelle, perché abitavano insieme. Glielo ho detto». Riguardo ai soldi Natalie ha affermato che, a suo avviso, «28-30 mila euro sono troppi. Piero non sapeva del ricatto, perché Brenda e Michelle gli avevano detto che le foto erano state cancellate, ma lui non poteva esserne sicuro al 100%. Quei soldi sono troppi, i trans spesso tendono ad esagerare. Non auguro a nessuno ciò che è successo a Brenda. Ma se mi chiedi di Marrazzo, so di cosa parlo, sulle altre non so dire. Non ho paura, perché la verità l'ho sempre detta, e la sappiamo io e Marrazzo».
«Ecco cosa successe il 3 luglio». Natalie ha ricostruito cosa accadde il 3 luglio a via Gradoli. «Marrazzo mi ha chiamato verso mezzogiorno a casa, mi ha chiesto se ero lì. Io ho risposto di si e dopo poco tempo è arrivato. Mi ha stupito perché era pomeriggio. Dopo pochi minuti hanno bussato. Io sono andata alla porta e ho sentito dire da fuori "apri, sappiamo che qui c'è una festa". Io non volevo aprire, ma Marrazzo mi ha detto che potevo farlo. C'erano due persone in borghese senza il tesserino da carabiniere. Mi hanno chiuso fuori dal balcone e hanno abbassato la serranda e tirato le tende. Casa mia è fatta in modo tale che non potevo né sentire né vedere che cosa succedeva all'interno. Dopo 20 minuti circa mi hanno fatta rientrare. I carabinieri mi hanno detto di stare zitta, mi hanno insultato, mi hanno detto che altrimenti mi avrebbero portata in caserma. Volevano da Marrazzo 50mila euro a testa sennò saremmo andati tutti in caserma. Gli hanno chiesto il cellulare, minacciandolo, ma lui non glielo ha dato, gli ha dato il numero dell'ufficio. Poi mi hanno riportato nuovamente sul balcone. Sono rientrata dopo altri 10 minuti. Quando sono andati via sono rimasta a parlare con Marrazzo. Lui stava male, mi ha detto che avevano preso dal suo portafoglio 2.000 euro. Non l'ho visto firmare assegni, né lui me lo ha detto. E'È rimasto a casa mia altri 10 minuti, gli ho dato un bicchiere d'acqua. Poi se ne è andato. Dopo un po' mi ha richiamato a casa, mi ha detto di venire a casa sua. Io ho chiamato un taxi. Sotto casa sua c'era l'autista che mi ha fatto il segnale che potevo entrare. Lui voleva parlare con me, diceva che non poteva parlare con nessun altro. Mi ha detto di non dire a nessuno cosa era successo. Non sapeva di alcun filmato».
«Quella sera Cafasso non c'era». «La sera del 3 luglio in via Gradoli Gianguerrino Cafasso non c'era, c'erano solo i due carabinieri» ha detto Natalie. Vespa ha ribattuto che i carabinieri sostengono che Cafasso invece era presente. «E' una bugia - ha replicato Natalie - lui è morto, ecco perché è facile dire di lui quello che si vuole. Non posso dire che non lo conoscevo, perché tutti lo conoscevano. Però non era certo un mio amico».
«Marrazzo non usava droga con me». «Conosco Marrazzo da tanti anni, e non ha mai portato, né mi ha chiesto di portare la droga - ha raccontato Natalie - Io non uso droga, ho dei certificati dai quali si vede che non mi drogo né ho malattie. Io sono la persona che frequentava di più, e lui sapeva che a me la droga non piace. Non posso affermare con certezza ciò che succedeva con gli altri, ma a me non ha mai detto che prendeva droga, anche perché sa che a me non piacciono i clienti con la droga». Vespa le ha chiesto del piatto con la cocaina che sarebbe stato presente quella sera al momento del blitz: «No, lui l'ha vista solo quando poi si è vestito e l'ha vista sul piatto insieme al suo tesserino. Ci è rimasto male perché l'avevano sottratto insieme al denaro.
«Chi avrebbe mai aperto con la droga sul tavolino?». «Ho visto il video, me lo hanno mostrato i giudici. All'inizio si vede solo un tavolino con dei soldi - racconta Natalie - La droga appare dopo, e secondo me è stato un montaggio. Nel video si vede quando apro la porta e dico che sono impegnata. Poi uno dei due carabinieri mi ha gettato bruscamente sul divano. Poi mi prende per le braccia e mi porta sul balcone». La trans ha poi affermato di non poter rivelare altri dettagli, ma ha aggiunto «chi avrebbe mai aperto la porta con droga e tesserino su un tavolino? Non è vero che li ho messi io, tanto è vero che Marrazzo si è reso conto del piatto con la droga solo quando loro sono andati via».
«Io e Piero eravamo amici dal 2001». «Conosco Piero Marrazzo dal 2001, dalla fine di febbraio - dice Natalie - Ci siamo conosciuti a via del Corso mentre compravo delle scarpe, poi mi ha cercato su un sito internet. Il nostro primo incontro è stato in quegli anni, poi ce ne sono stati altri, ma non tutti i giorni, uno o due volte a settimana al massimo e ogni tre, quattro mesi. Se era preoccupato per la sua carriera politica? Io l'ho saputo nel 2005. Ricordo un giorno che eravamo in macchina, e c'era una persona che voleva fare delle foto. Marrazzo ha fermato la macchina e io sono scesa. Comunque eravamo amici, ero come una psicologa per lui, ci raccontavamo le nostre cose. Io a lungo non ho saputo che faceva televisione, perchè non amo molto la tv italiana. Poi l'ho saputo e a casa sua mi ha mostrato due Telegatti. Era un rapporto d'amicizia. Perché, una trans non può avere un amico?».