ROMA (24 novembre) - C'è la storia di un piccolo grande amore, ma anche quella dell'incontro-scontro tra la periferia e i quartieri "bene" della Roma degli anni Sessanta. Quelli scossi dai movimenti studenteschi di piazza del Popolo che si trasformavano, nel viaggio virtuale fino a Centocelle, in un'eco sordo, attutito dalle mura di casermoni popolari, da serrande di officine di ragazzi troppo giovani per fare i meccanici e baretti dove ritrovarsi per sognare insieme.
Claudio Baglioni racconta con le note la sua voglia di riscatto, partita da un balcone della periferia di Roma e arrivata fino a un attico dei Parioli dove vive oggi «perché in un appartamento di quella zona - ha raccontato durante una puntata di Che Tempo che fa - mia zia faceva le pulizie, quando ero piccolo mi portava con lei, e ho sempre sognato, un giorno, di vivere da quelle parti» così diverse rispetto a via dei Noci dove ha trascorso l'infanzia.
Una storia d'amore, immagini tratte da un film e la musica del cantautore senza Tempo nel nuovo cd Qpga, un doppio album che uscirà il 27 novembre e che è stato presentato oggi.
Insieme alla voce tonante di Baglioni ci sono quelle inconfondibili di Mina, Franco Battiato, Elio e le storie tese, Fiorello, Antonello Venditti, ma anche quelli di nuovi talenti come Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso e Noemi. In tutto settanta gli artisti nell'opera che riprende il disco del 1972.
«Non solo un disco storia - dice Baglioni - anche se tutti i brani raccontano la vicenda di Giulia e Andrea, il primo grande amore quello che non dura tutta la vita ma te la cambia per sempre». Così come dura per sempre la passione dei "rimbaglioniti" ai quali il cantante ha dedicato uno spazio blog, con la possibilità di attivare diari online che raccontano storie quotidiane, voglia di sognare e di condividere.
Ouverture, preludi, interludi, nuovi brani, temi e melodie nella nuova opera del cantautore. «Volevo fare il collezionista d'assie - racconta - E poi era un'opera troppo grande per due sole spalle. Così ho chiamato 69 colleghi, perché il settantesimo sono io, a fare questi camei, questi graffi. Diciamo che siamo 70 graffitari che si sono uniti per sporcare questo muro della memoria». E ammette di non aver tradito neanche per un attimo le sue idee. «Sono stato molto "tiranno" - racconta - Non sono sceso a patti con nessuno, e tutti loro sono stati molto generosi accettando anche di prestare la loro arte per piccoli "graffi", o "inserti", vocali o musicali».
«QPGA è un disco talmente nuovo - spiega Baglioni nelle note autografe dell'album - dalle fondamenta al tetto, non una semplice riscrittura ma una scrittura musicale completamente rinnovata, Una partitura nella quale si fondono brani editi e inediti con brani e momenti musicali che nascono dalla contaminazione degli uni e degli altri. Temi melodici che vengono, di volta in volta, annunciati, abbozzati, suggeriti, sviluppati, enunciati, ripresi, smontati e rimontati».
Il progetto Qpga comprende anche un libro, un film già uscito, e un giro di concerti. Ancora una tournée per l'instancabile Baglioni che ripartirà con un concertopera dal 5 dicembre a Milano al teatro degli Arcimboldi, con tappe poi a Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna e Genova. Tra i brani L'arcobaleno con Mina, Sembra il primo giorno con Franco Battiato, Questo piccolo grande amore con Ennio Morricone al piano, Buon compleanno con Renzo Arbore e Morgan.
«Non è un disco da karaoke - sottolinea Baglioni - né un remake, né un disco di duetti. È molto di più. La parte inedita è certamente maggiore di quella conosciuta. Dall'idea del rifacimento sono passato all'idea dell'ampliamento a tutto ciò che poteva superare le canzoni e diventare altro».
E nel futuro Baglioni non esclude l'idea di un vero e proprio musical: «Gli ingredienti a questo punto ci sono tutti ma non c'è ancora un progetto concreto». Si dovrà aspettare il 2010 per la prossima scossa nel cuore. «Dalla primavera prossima - spiega Baglioni - vorrei anche lavorare a un disco di inediti che non c'entri nulla con Questo Piccolo Grande Amore».