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Martedì 9 Febbraio 2010  /  ultimo aggiornamento h 17:40
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Cucchi, il legale: «Colpi a cranio
e mandibola, lesioni mai viste prima»

L'avvocato della famiglia: «Traumi recentissimi rispetto alla
data della morte. Confermate fratture alla colonna vertebrale»

                  

ROMA (23 novembre) - Lesioni nuove, mai notate prima, al cranio e soprattutto alla mandibola. Traumi «recenti», anzi, «recentissimi» rispetto alla data della morte. Sul corpo di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni arrestato per droga e morto il 22 ottobre nel reparto detentivo nell'ospedale Sandro Pertini di Roma «ci sono ancora moltissime e vistose lesioni da traumi recentissimi, al cranio e in altre parti del corpo». Lo ha detto l'avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, in merito agli accertamenti medico-legali disposti dalla procura di Roma dopo la riesumazione della salma, cominciati oggi nel'istituto di Medicina legale dell'Università La Sapienza.

Lesione alla mandibola. «C'è inoltre - ha proseguito il legale - una lesione alla mandibola, non rilevata prima. Sono state inoltre confermate le fratture alla colonna vertebrale e anche le lesioni alle mani. Per parlare delle cause della morte, però, bisognerà aspettare ancora qualche giorno».

Nuovi accertamenti sul cadavere. Sono ancora parecchi, infatti, gli accertamenti che gli esperti dovranno condurre sul cadavere di Stefano Cucchi: oltre agli esami istologici, sono previste certamente una Tac e una risonanza magnetica. «Gli esami saranno approfonditi e di certo non semplici - dice l'avvocasto Anselmo - La salma potrà essere restituita ai familiari non prima di una settimana».

Gli esperti al lavoro. Attorno al corpo del geometra sono al lavoro numerosi esperti. C'è il pool nominato dai pm Vincenzo Barba e Francesca Loy (Paolo Arbarello, Dino Tancredi, Ozrem Carella Prada e Luigi Cipollone), e ci sono i consulenti dei sei indagati, tre agenti di polizia penitenziaria - per i quali si procede per omicidio preterintenzionale - e tre medici del Pertini (omicidio colposo). La famiglia Cucchi può contare invece sul professor Vittorio Fineschi dell'Università di Foggia, mentre la commissione di inchiesta sul sistema sanitario presieduta da Ignazio Marino (che approfondisce gli aspetti dell'assistenza medica fornita al geometra) si è affidata al professor Vincenzo Pascali dell'ospedale Gemelli di Roma.

Il sangue sui jeans. Le indagini della Procura, però, non si fermano all'esame del cadavere. Un'altra consulenza tecnica riguarda le macchie di sangue sui jeans che Cucchi aveva addosso entrando al Pertini: i magistrati vogliono sapere con certezza se quel sangue è di Stefano. Inoltre i pm Barba e Loy hanno intenzione di effettuare un sopralluogo nelle celle di sicurezza del Tribunale di Roma, lì dove il 16 ottobre scorso si sarebbe svolto il presunto pestaggio, insieme con il testimone gambiano ascoltato nei giorni scorsi.

La settimana prossima si terrà un secondo incidente probatorio: i magistrati ascolteranno un detenuto albanese che, come l'africano, si trovava in una cella di sicurezza dell'edificio B del Tribunale il 16 ottobre. Sul corso delle indagini l'avvocato Anselmo rimane prudente: «Sospetto che siamo a buon punto: la testimonianza dell'africano è stata molto importante, ma soprattutto il fatto di aver dimostrato che Stefano prima dell'arresto era in ottime condizioni di salute credo sia stato un passo notevole».

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 COMMENTI    (20 di 45)ordina dal più vecchioOrdinapag: di 3 DISCUSSIONE CHIUSA
per comunicazioni: redazioneweb@ilmessaggero.it
x Piera
Su Bolzaneto non posso dire niente non conoscendo i fatti, se dici che sono stati poliziotti penitenziari, così sarà stato. Per tutti gli altri disordini invece ricordo bene che vennero chiamati molti reparti e che la difficoltà di coordinarli tutti era immensa. Ricordare però solo questi fatti e tralasciare quello che hanno combinato i manifestanti più facinirosi mi sembra assurdo; nei vari video si è visto bene il furgoncino distribuire mazze da basebal e chi distruggeva i viali per raccogliere i sampietrini. Per la legalizzazione della droga ti ricordo che i paesi che hanno seguito questa strada hanno fatto un parziale passo indietro ed in Svizzera, dove venne approntato un parco per permettere ai tossicodipendenti di farsi in libertà ha creato più disagi che altro.

commento inviato il 25-11-2009 alle 12:05 da vittorio1

 
Un ultima cosa x bluesy2: I venditori di morte & la droga
Se senti la necessità di trovare i "veri" venditori di morte, sai dove puoi trovarli?
Nei conti correnti dei miliardi di milioni che stanno rientrando in Italia.
Il mercato della droga esiste perché i mercati finanziari e politici ne hanno bisogno.
Sai come eliminare il 40% dei detenuti in Italia e il traffico illegale di stupefacenti?
"legalizzare! - niente più micro spaccio, nessuna organizzazione criminale che possa investire, nessuna enorma spesa per i controlli di polizia, i reparti speciali e i tribunali.
I tossici? Malati e derelitti costretti a ritirare la dose quotidiana come i barboni, anche i ragazzini non troverebbero tutto questo "Appeal" trasgressivo nelle canne fuori scuola, sarebbe una cosa da malati e basta.
Ma tu pensi che esiste davvero un sistema politico disposto a perdere gli utili che derivano dal mercato della droga?
No, per te può bastare che ammazzano a calci e pugni il tossicodipendente che per farsi vende la droga.
Bravo.

commento inviato il 24-11-2009 alle 21:09 da PIERA

 
PER CHIARIRE
@ sellatib: No, mi spiace, le leggi garantiste sono le stesse che fanno finire l'anziano in prigione per una scatola di biscotti. Io poliziotti indagati per omicidio in carcere non li ho mai visti. Forse carabinieri. Ma secondini, polizia, vigili....mmmmmmmmmh no, infatti che hanno massacrato Aldovrandi non erano criminali comuni ma poliziotti e tali sono rimasti, spostati in un'altra città a pestare qualche altro ragazzino.

@Vittorio 1:NO, mi spiace ancora. Io ho parlato di Bolzaneto, in quella caserma il pestaggio e tutte le altre orribili violenze le hanno consumate quelli del Corpo speciale delle guardie penitenziarie (GOM). La polizia c'entra semmai perché solo un poliziotto intervenne per fermarli, in un solo caso, se non ricordo un simpatico secondino si divertiva a far sbattare la testa contro il muro a una ragazza ripetutamente.

INFINE:
@bluesy2 - è ovvio che di droga sai poco, il mercato oggi non è in mano a delinquenti che lucrano sui tossici, il mercato dello spaccio si è perfezionato e non esistono spacciatori veri, esistono tossici - come Stefano Cucchi - che "muovono" droga per drogarsi. Ciò detto, mi fa molto più schifo un lurido figuro con la faccia da personcina per bene, la divisuccia da secondino la casetta e la mogliettina, magari pure i figlioletti e durante l'orario di lavoro massacra i detenuti per sfogarsi e rallegrarsi la giornata. on lo vorrei morto, sia chiaro. Lo vorrei licenziato, distrutto e possibilmente in galera :-).

commento inviato il 24-11-2009 alle 21:02 da PIERA

 
x BLV
Sono d'accordo con te. Probailmente stare sempre a contatto con persone violente porta ad uno stress che trova come valvola di sfogo la violenza con i più deboli, non credo che si sarebbero comportati allo stesso modo con un mafioso o con qualcuno con amicizie pericolose. d'altro canto è scontato che per svolgere certe mansioni serva personale con poco pelo sullo stomaco (attenzione, non è mia intenzione giustificare nessuno). Ricordo le testimonianze di alcuni miei conoscenti sui "celerini" alle partite di calcio; picchiavano come pazzi. Alla mia domanda del perchè mi risposero che altrimenti loro li avrebbero massacrati di botte.

commento inviato il 24-11-2009 alle 18:31 da vittorio1

 
x Piera
Non si tratta di difendere nessuno. Chi ha ucciso quel ragazzo deve finire in galera, se non altro perchè è un servitore dello Stato. Quello che bisogna evitare è di usare questa tragedia per colpevolizzare tutta una categoria che non riguarda solo la polizia penitenziaria (con la quale tu non credo avrai mai niente a che fare) ma i tutori dell'ordine tutti. Infatti stai facendo proprio questo. Al G8 di Genova è successo tutto e di più; atti intimidatori e punizioni corporali nella caserma di Bolzaneto, irruzione e pestaggi alla Diaz ma anche santificazione di chi ha tentato di tirare in testa ad un carabiniere un estintore e messa a ferro e fuoco di una città. Non ricordo il link ma su youtube una frase del leader dei no-global Casarini è chiara: "un massacro qui val bene un casino in Parlamento". Per quello che mi riguarda mi sento più sicuro vicino ad un poliziotto o carabiniere che sia rispetto ad uno di quelli.

commento inviato il 24-11-2009 alle 18:22 da vittorio1

 
l'ipocrisia
è come un mamba nero; striscia fin sotto le lenzuola e morde a tradimento senza lasciare il tempo di capire cosa è successo. Cucchi è stato malmenato a morte (presumibilmente da poliziotti penitenziari) e tutti a lacerarsi le vesti. un giovane imprenditore è stato ucciso di botte da dei rom (tra l'altro imparentati con altri che uccisero un giovane studente) e nessuno si è stupito più di tanto. Voglio pensare che la vicenda di Cucchi abbia provocato tutto questo scalpore in quanto gli assassini siano stati proprio coloro che avrebbero dovuto in qualche modo tenerlo solo in custodia. Ed i rom? Nessuno si è sentito in dovere di spendere una parola verso quei delinquenti? Forse la vicenda sarebbe stata molto più succulenta se al posto dei rom ci fossero stati che so; dei carabinieri? Dei poliziotti? Ho l'impressione che siano in molti ad accumunare quegli esagitati a tutti i tutori dell'ordine. Forse sbaglierò ma non mi sembra d'aver letto distinzioni di sorta.

commento inviato il 24-11-2009 alle 17:44 da vittorio1

 
vi sono movimenti motori involontari che interessano parte...
...del corpo umano e che espongono il malcapitato che ne è colpito a sorrisetti di scherno, al motteggio e prese in giro di chi li nota...sono i cosiddetti tic visibili...poi vi sono i cosiddetti tic invisibili,quelli che stanno rintanati nelle nostra psiche, che hanno fatto le fortune di psicologi, psichiatri,psicopatologi insomma di tutti quella specie di maghi dell'occulto che iniziano col psi (non è il partito socialista) che cercano di sondare il nostro cervello e scavare nei "meandri" vorticosi della mente fino a trovare qualcosa che li porta a diagnosticare che in quei cunicoli oscuri esiste una parola che la fa da padrone,in questo caso la parola misteriosa che allegramente galleggia fra l'area premotoria,l'area sensoriale della memoria,la corteccia visiva e la corteccia primaria somoestetica è "il profilo risarcitorio "ossia la penale che il probabile colpevole dovrebbe sborsare alla famiglia Cucchi che, mai si è sognata di chiedere alcunchè. A Roma, 'sta gente la chiamamo marfidata,sospettosa ,infida,losca e come la penso io...pericolosa,che penza solo a li sòrdi,perchè quello è il solo fine a cui mirano...e penzandola così...secondo loro,tutti devono essere così...pure i Cucchi.

commento inviato il 24-11-2009 alle 17:34 da pasquino sempre scontento

 
Caro Pasquino, sono solo nemico dell'ipocrisia
Gentile Pasquino,
il problema è che questo Paese - il suo intervento lo conferma - ha perso il senso della misura. Se rileggerà quello che cho ho scritto, non riuscirà nulla in cui si adombri l'ipotesi che la madre di Cucchi non stia soffrendo per la perdita del figlio. Ma l'andazzo di giudicare tutto secondo un generico metro melodrammatico, e di voler leggere nelleparole altrui ciò che non c'è, è profondamente nemico della verità. Mi creda: i rapporti della famiglia Cucchi con Stefano erano estremamente difficili, come lo sono quelli di tutte le famiglie che si ritrovano in casa un "ragazzo" di trentuno anni che si droga da quando ne aveva dodici. Lei dirà: cosa c'entra questo con l'inchiesta? Non molto, convengo. Ma il metro di giudizio della giustizia penale non è il dolore. E' la realtà. Se le perizie confermeranno che sul corpo di Cucchi non vi sono lesioni mortali, bisognerà rassegnarsi a non parlare più di omicidio, ma solo di eventuali maltrattamenti. Il che, lo capirà anche lei, Pasquino, è tutta un'altra musica anche sotto il profilo risarcitorio. E' brutto dirlo? Sarà pure brutto. Ma non è ipocrita.

commento inviato il 24-11-2009 alle 15:54 da Giuliano Sorelli

 
AMICI IMPORTANTI....
Solo in questo caso si vive tranquilli.
Si vede quotidianamente, per ogni sciocchezza, che la conoscenza della persona giusta ti risolve il problema.
Altrimenti, tuo diritto diventa un FAVORE, che "è giusto, ma adesso non si può fare".
Io credo che Cucchi, abbia fatto soffrire anche da vivo la sua famiglia, perchè la vita che faceva, non è quella che si vorrebbe per il proprio figlio.
Ma ritrovarselo in quelle condizioni, grida vendetta al cospetto di Dio.
Mi chiedo cosa fa scatenare la bestialità in persone che saranno padri di famiglia, che lavorano per portare a casa lo stipendio, che magari non basterà nemmeno a loro, che vivranno una vita normale, eppure possono scatenarsi in modo disumano, quando hanno a che fare con i deboli.
In che condizione lavorano? Che turni fanno? Psicologicamente è uno stress continuo essere della polizia penitenziaria. Devi stare sempre dalla parte della ragione.
Non può essere che solo per i boss, per i potenti,per i capi di qualsiasi cosa, per chi fa audience, ci sia la galera accondiscendente, riabilitativa.
Si deve cercare un modo, che non sia di destra o di sinistra, perchè chi ha sbagliato paghi, risarcisca chi ha danneggiato; cercare pene alternative, creare altre stutture, e non mettere tutti in galera se in galera non c'è più posto.

commento inviato il 24-11-2009 alle 15:54 da -BLV-

 
La roba....
Se i carabinieri ( mele marce) ,come dire, arrotondano come facevano con i viados di via Gradoli, non è possibile che volessero sapere da Cucchi dove teneva il "grosso" dello spaccio per commerciarlo in altro modo ? I genitori di Cucchi hanno trovato in un alloggio del ragazzo oltre ad un kilo di erba ed oltre 1 etto di coca,....
Per Cucchi passare per piccolo spacciatore era importante per il rilievo penale, ma forse i carabinieri sapevano che probabilmente aveva roba per non essere solo considerato un piccolo spacciatore tanto per pagarsi la propria dose e forse commerciano per altre vie la "roba" che non conviene "dichiarare" a questi spacciatori .

commento inviato il 24-11-2009 alle 15:13 da Neriana

 
x Piera
Non ho formulato alcun giudizio "universale"; mi limito a fare alcune considerazioni per cercare di evitare manipolazioni e falsità. Come per Carlo Giuliani, ad esempio. Ora sembra un'eroe nazionale quando in realtà non vi è nulla da esaltare. Quando vado a manifestare mi porto bandiere, cartelli e striscioni e vado a viso scoperto. Strillo, urlo la mia protesta e poi basta. Chi si nasconde il viso per danneggiare impunemente il bene o ancora peggio la vita altrui viola . È facile giudicare quando non si cerca di mettersi in entrambe le situazioni; lo sai quanta paura può avere un giovane carabiniere vedendosi aggredito da tutte le parti e minacciato con un estintore? Chi è la vittima e chi è il carnefice? Lo sai che, specie al Sud, molti giovani si arruolano per sfuggire la disoccupazione, la miseria ed il rischio di arruolarsi nelle file della criminalità organizzata? Per quanto riguarda Cucchi, si DEVE fare chiarezza su cosa è successo e chi ha sbagliato deve pagare. Altra cosa è vedere l'altro lato della medaglia ossia che da genitore con un figlio rovinato dalla droga, se mi fosse capitato per le mani un pusher (perchè Stefano faceva proprio questo che ti piaccia o no), gli avrei fatto male, molto male. Dire che un venditore di morte la vende a coloro che vogliono morire è non voler nè vedere nè ricercare la verità. Ma non c'è peggior cieco di colui che non vuole vedere. Saluti

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:52 da bluesy2

 
x 24-11-2009 alle 09:53 da demo
Potevano fare un pò di pulizia e iniziare a togliere un pò di mele marce con i fatti del G8 di genova,la repressione di questi giorni verso lavoratori che manifestavano pacificamente da Corea del sud, invece continuano come sempre a commettere reati e rimanere impuniti davanti anche a casi come questo,e non c'e da meravigliarsi se molte persone diffida in loro .



ciao bgiornata

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:32 da patrizia 25

 
Ho parlato con una guardia carceraria in pensione.
Chi nell'immaginario non ha mai pensato come si sta in carcere come si viene trattati se è vero ciò che si dice, se e se; insomma stufo di fantasticare ho fermato un tizio che conosco e gli ho chiesto cosa effettivamente succede in un carcere italiano. Questo amico oramai in pensione da pochi anni alle mie domande sul cosa accade in quelle mura mi ha riferito che i boss con la B maiuscola non vengono toccati (per paura di ritorsioni fuori dal carcere), il detenuto che si comporta rispettando le norme di solito viene trattato normalmente anche se talvolta qualche guardia se ne approfitta; mentre la musica cambia quando qualcuno, parlo dei detenuti, vuole fare il galletto qui le buone maniere vengono messe da parte e quindi per un carcerato sarebbe opportuno sempre rispettare le regole.
Non vorrei che questo ragazzo abbia preso in giro qualche guardia e per risposta sia stato picchiato ingiustamente fino a morire ? Questo sembra che sia. Credo che sarebbe ora che i carcerati abbiano la garanzia di essere rispettati e comunque eventualmente puniti attraverso le regole che già esistono senza che nessuno dico nessuno subisca violenze.
Credo sia opportuno riaprire tutti i casi dove i detenuti si sono tolti la vita andare a fondo indagare sul perchè ciò è accaduto. Lo stato italiano deve tutelare queste persone che hanno perso si il diritto di libertà per un certo tempo ma NON IL DIRITTO ALLA VITA. Vogliamo la verità. Tutti vogliono la verità. A, se i muri potessero parlare...

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:07 da decibeL

 
piera 12,42 (e red)
tutto condivisibile, ma non a caso siamo tra i primi cento paesi più corrotti al mondo. il dramma è che ad ogni elezione andiamo alle urne votando una classe politica specchio del paese. ti suggerisce nulla la prima autopsia su cucchi? frattura alla mandibola e lesioni cervicali se le è procurate nella bara. corrotti politici,poliziotti e medici. wath else?
per la red.: un post delle 7,49,mancante. un cortese riscontro?
----------------
è stato censurato
la redazione

commento inviato il 24-11-2009 alle 13:56 da gia.

 
per PIERA
Domandati chi ha inventato tutte queste leggi garantiste. In parlamento le sinistre nei decenni si sono sbizzarrite a tirare fuori norme garantiste per i delinquenti

commento inviato il 24-11-2009 alle 13:28 da sellatib

 
secondo Giuliano Sorelli ore 12.05...
...tutto st'ambaradam della famiglia dell'assassinato (sia pure inconsapevolmente) si ridurrebbe a mera mercificazione preficurando, anzi "fregànnose le mani" una probabile,possibile,quasi certa richiesta risarcitoria milionaria.I sentimenti di una madre a cui hanno tolto un figlio (e in che modo) vengono fatti passare per bramosia di una cosa che, a quello delle 12.05, è in capo a tutti i suoi pensieri...la "Grana"
A questi adoratori de la "Grana" non passa lontanamente per il cervello fracico che s'aritrovano che a questa disgraziata madre gli hanno tolto "un pezzo de core" come dicono da le parti mie,e che tutti i miliardi de 'sto monno non gli potranno più ridare...c'è una foto dove la madre "s'abbraccica" quer mucchietto d'ossa der fijo...
nun riuscirò più a levammela da la testa...mi ricorda tanto mia madre e io nun so un regazzino,a gennaio compio 86 anni... credo che quella foto racchiuda in se tutto l'amore di tutte le mamme del mondo e forse... dico 'no sfonnone,sarà come se dice un'associazione d'idee me fà penzà tanto a la Pietà de Michelangelo,
a la madre de Dio che tiè su le ginocchia er fio che janno ammazzato...e la madre de Stefano nemmanco quello ha potuto fa'...nun jà potuto dà' nemmeno l'urtimo bacio.Me fermo quì perchè potrei tracimare dagli argini che mi sono imposto da quando il Messaggero ci ha regalato questa possibilità di esprimere dei pareri e di fare commenti su fatti e misfatti che quotidianamente ci affliggono o ci rallegrano.Ciao



commento inviato il 24-11-2009 alle 13:27 da pasquino sempre scontento

 
Caro Giancambro, la demagogia non è amica della verità
Gentile Gaincambro,
vale per lei lo stesso discorso che vale per gli avvocati della famiglia Cucchi. Forse è opportuno ricordare che la sorella di Stefano, Ilaria, è arrivata a parlare di "omicidio di Stato". Quindi è ovvio che la parte inquirente dello Stato non stia qui a chiedersi se Cucchi subì qualche maltrattamento, se prese un calcio, uno schiaffo o altro, ma qualcosa di così devastante che ne determinò decesso. La prima autopsia, fatta, glielo ricordo, non da un perito della Polizia Penitenziaria, ma da uno specialista nominato dall'accusa, lo ha escluso. Vedremo la seconda. Seguitare a parlare di mandibola, di graffi, ematomi e quant'altro è, come si direbbe in un Tribunale, un argomento "suggestivo", che però nulla dice su ciò che accadde. Magari è arrivato il momento di smetterla con questi processi fatti prima del processo, dove ci si inoltra guardando le cose a senso unico per partito preso. Partito preso: nel vero senso della parola. Ci sono, sul caso Cucchi, verità amare. Esse non giustificano ciò che potrebbe essere accaduto, ma forse aiuterebbero a capire l'atteggiamento della famiglia. Gliene ricordo una che è uscita su tutti i giornali. Nella casa a disposizione di Cucchi a Morena sono stati trovati oltre un chilo di hashish e quasi duecento grammi di cocaina. Perché i genitori, nella notte della perquisizione al loro domicilio, non dissero subito che il figlio aveva un'altra abitazione?

commento inviato il 24-11-2009 alle 13:00 da Giuliano Sorelli

 
verità processuale e verità vera.
Io non so se la verità processuale potrà dire che la morte è stata direttamente causata dal pestaggio o dalla negligenza dei dottori.
E come gli addetti ai lavori sanno, la verità che uscirà dal processo sarà solo un compromesso, rispetto alla vera realtà. Riusciranno a dimostrare che stefano ha detto "no" alle botte e si è divincolato, cosa che ha costretto gli agenti a massacrare, l'abbiamo imparato con Federico Aldrovandi.
Ora, lasciando perdere avvocati, prove, testimoni e perizie, questo ragazzo è stato ammazzato di botte.Qualcuno può negarlo? La difesa ha già detto che il testimone non ha visto con gli occhi ma solo sentito, confermando in pratica che il pestaggio è avvenuto. Anche dalla ricostruzione del Ministro Alfano di qualche settimana fa è emerso che alla fine del processo non aveva traumi, e ne aveva dopo aver lasciato le celle di piazzale Clodio.
Che il processo lo dica o no, resta che è morto ammazzato di botte nelle celle di piazzale Clodio, e lasciato alle sue agonie da medici che poco ricordano il giuramento di Ippocrate. E non conta niente se le botte hanno contribuito al 49% o al 51%.
Resta il fatto che se fosse sopravvissuto avrebbe avuto la schiena rotta.
Resta il fatto che i vigliacchi in divisa, testimoni o protagonisti, stanno zitti e negano, omertosi come mafiosi.

Un grazie agli editori per continuare a ricordare a tutti ogni mattina il nome di Stefano, simbolo di tutti i morti ammazzati per il sollazzo di vigliacchi in divisa.

commento inviato il 24-11-2009 alle 12:54 da onda

 
X GIULIANO SORELLI: RISARCIMENTO MILIONARIO? SI VERGOGNI! 1°
Per invitarla a riflettere su quello che scrive e che pensa, le copio-incollo 2 righe scritte dalla madre di Federico Aldrovandi, pestato da 4 poliziotti all'alba di una mattina qualunque:

LA CERTEZZA DELLA PENA ESISTE SOLO PER LE VITTIME E PER I LORO FAMILIARI.
è così. Non c’è rimedio a questo dolore. Non c’è perdono per i responsabili.
Noi abbiamo esultato alla sentenza di condanna per chi ha causato la morte di Federico. In quel momento pensavo che i carabinieri presenti in aula li avrebbero ammanettati e trasportati direttamente in carcere a scontare i loro 3 anni e mezzo. Invece no. Poi ho pensato che li avrebbero immediatamente sospesi dal lavoro. Sono condannati per omicidio quindi sono persone socialmente pericolose, non si può rischiare la “reiterazione del reato”. Invece no.
I 4 condannati dormono sonni tranquilli. Lavorano e sono pagati dallo Stato, solo spostati di sede. Vorrei la che loro destinazione fosse pubblica, e in quelle città circolasse la loro foto. Giusto per precauzione. Invece no.
Tutte queste tutele non esistono per i delinquenti comuni. L’anziano che ruba la scatola di biscotti viene trasferito direttamente al carcere in attesa di giudizio. Poi viene condannato per direttissima a 3 anni di reclusione. E’ nella cronaca del mese scorso.Non c’è proporzione. Non è giusto.
Risarcimento milionario? 3 anni di galera che neanche si sono fatti, il loro lavoro sempre assicurato. Questo in Italia succede a chi massacra indossando una divisa

commento inviato il 24-11-2009 alle 12:52 da PIERA

 
Farsi giustizia da sé
Quando la giustizia sarà definitivamente sfasciata, questi comportamenti si moltiplicheranno all'infinito. Avremo i giustizieri della notte (evoluzione delle ronde leghiste), i picchiatori che potranno essere assoldati per dare una lezione al vicino, ci rivolgeremo al mafioso del rione per avere protezione e gli pagheremo il pizzo. Nel caso in cui fossimo accusati di gravi reati da parte di un giudice, ci appelleremo subito a Berlusconi, il quale "garantirà lui" e ci darà l'assoluzione senza bisogno di processo. Bisognerà ricordarsi però, quando andremo ad Arcore per appellarci e implorare la grazia, di portare almeno qualche pollastro in dono, come nel noto episodio di Renzo Tramaglino. In mancanza di pollastro, sarà sempre possibile portare ... una pollastrella.

commento inviato il 24-11-2009 alle 12:49 da Exarcore Fugimus

 
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