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Martedì 9 Febbraio 2010  /  ultimo aggiornamento h 22:56

Dalla famiglia ai dormitori:
la dura vita dei papà separati

Gli ex mariti in povertà emergenza sociale in tutta Italia
A Roma una struttura protetta: una palazzina con venti alloggi

                  
di Anna Maria Sersale

ROMA (23 novembre) - «Ci accusano di essere assenti, padri part-time, fantasmi, o peggio padri-bancomat che dopo avere dato l’assegno se ne infischiano dei problemi... Etichette che ci hanno cucito addosso ingiustamente, con danni pazzeschi. Pregiudizi, certo. Ma noi non ci stiamo. Se siamo separati dalle mogli, non vogliamo essere separati anche dai figli... Però è dura. Io, come tanti altri, sono stato travolto. Come tanti altri non ce l’ho fatta a reggere economicamente. Il Tribunale ci mette alla porta, assegna la casa a lei, fissa l’assegno mensile, i problemi di sopravvivenza non contano. Chi resta, la madre, ha mille modi per rendere difficile la vita dell’altro: un’insidia sotterranea, un boicottaggio invisibile, una miriade di minuti ricatti quotidiani. Avevo una piccola bottega, per due anni ho dormito nel retro. Ho passato tante notti in macchina, poi sono tornato da mia madre, una sconfitta, a 50 anni mi è crollato il mondo addosso».

Il colletto della camicia stirato male, la giacca consumata, i jeans con l’aria sdrucita. Riccardo T. ha superato i cinquanta, ma non il trauma da “padre separato”. Trauma economico e esistenziale. Della povertà dei separati - entrata a far parte delle nuove emergenze sociali - se ne è accorta per prima la Caritas: «A Roma e Milano ce li siamo trovati nei dormitori, sempre più numerosi».

Ora se ne stanno accorgendo anche i Comuni. L’inverno scorso Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, quando è andata a portare le coperte per il freddo ai barboni e agli immigrati che l’amministrazione ospitava nell’ex Fiera di Roma, sulla Colombo, dentro ci ha trovato tanti uomini separati, che per avere una branda e un piatto caldo si appoggiavano alla struttura comunale. «Gente normale, con un lavoro, ma che non riusciva a sostenere i costi della separazione - racconta l’assessore Belviso - Gente che di mattina prendeva la valigetta per andare in ufficio. Mi sono detta, un’altra emergenza. Così è nato il progetto sperimentale appena varato: i separati, finiti in condizioni di marginalità e povertà, avranno presto un rifugio, una residenza protetta».

Nasce a Roma la “Casa per i papà separati”. Il Comune ha emanato il bando per reperire una palazzina con almeno venti-ventidue appartamenti. Si tratta di «piccoli alloggi con angolo cottura, camera da letto, saloncino e tv, bagno arredato con lavatrice, e spazi comuni, giardini, aree per le attività ricreative» in modo da avere un luogo adatto ai bambini, dove poterli ospitare il fine settimana. Per ora un avvio sperimentale, ma la Belviso sa di dover aumentare il sostegno.

A Bolzano già avviata una esperienza analoga. Anche lì il Comune è intervenuto in soccorso dei padri che lasciano la dimora coniugale e finiscono per strada. Ma se a Bolzano è arrivata perfino la televisione coreana a riprendere la casa di accoglienza per i padri separati, la Regione Liguria è stata la prima ad approvare una legge che nel bilancio 2009 ha messo alcuni milioni di euro per case temporanee e per il sostegno psicologico e legale alle famiglie che si rompono.

Soddisfatte le associazioni che raggruppano i padri. In prima linea Antonio Matricardi e Tiziana Arsenti, rispettivamente vice presidente e presidente dell’associazione “Papà separati dai figli”: «Era ora che si accorgessero di questo dramma». Ma c’è chi non è per nulla convinto e accusa i padri di «vittimismo». «Non si tratta di vittimismo, le separazioni delle coppie con figli, oltre ad un trauma personale - sostiene ancora l’assessore capitolino Sveva Belviso - comportano un improvviso aumento delle spese con un impoverimento generale della famiglia. A precipitare nel disagio economico sono i genitori non affidatari, solitamente i padri, che oltre a versare l’assegno mensile devono lasciare la dimora». I separati in difficoltà, dunque, a Roma potranno restare nella struttura comunale per 12 mesi.

Il fenomeno è esteso. Lo dice anche la diocesi di Milano nell’ultimo rapporto su vecchie povertà e bisogni emergenti, c’è un capitolo riservato ai divorziati, sottolineando come «molti di essi siano finiti agli ultimi posti della scala sociale». In genere si tratta di uomini di età compresa tra i 35 e i 54 anni. Ma quanti sono in totale? Secondo le stime Istat toccano quota 200 mila i padri con una ex moglie e almeno un figlio minorenne. Ovviamente non sono tutti in povertà, ma la fascia del disagio è comunque ampia. Quanto ai bambini si sa che sono 263 mila quelli che non vivono più con i padri: cifra destinata a crescere visto l’incremento delle separazioni e visto che la legge sull’affidamento condiviso è in parte inattuata (in Parlamento ora è in discussione un ddl di modifica della legge, per evitare che le norme vengano aggirate).

Non sono emigrati, non sono disoccupati, non sono imprenditori rovinati dalla crisi. Come nel caso di Riccardo T. «i padri separati chiedono di avere una vita dignitosa, anche per non perdere il rapporto con i figli». Ma come sono i padri oggi? «Hanno una relazione molto più stretta con i figli - sostiene Marino Maglietta, presidente dell’associazione Crescere insieme - Percepiscono un senso enorme di perdita quando devono rinunciare alla quotidianità con il figlio, si sentono defraudati. Nessuno vuole fare del femminismo al contrario, ma il più penalizzato dalla separazione è lui». Lui che ora si sente vittima delle contraddizioni: nuove leggi sul congedo familiare chiedono agli uomini di assumere più responsabilità, nella cura dei figli, nella collaborazione con il partner. «I padri oggi danno più presenza materiale, affettiva, ma poi - osserva l’avvocato Maria Pia Sabatini - al momento della separazione e del divorzio vengono accompagnati gentilmente alla porta, indicando la cifra mensile da versare per i figli e i giorni di visita non trattabili, soprattutto se, come accade quasi sempre, tra gli ex c’è un alto livello di conflittualità».

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 COMMENTI    (20 di 35)ordina dal più vecchioOrdinapag: di 2 DISCUSSIONE CHIUSA
per comunicazioni: redazioneweb@ilmessaggero.it
X sharerndil
Sottoscrivo in pieno. Non si possono classificare i comportamenti secondo il sesso. Ci sono mille situazioni dove tanti uomini e tante donne sono tanto vittime quanto carnefici. Allo stesso modo non è così matematico che vivere con la madre sia meglio che vivere con il padre, ne tantomeno che sia l'uomo a sostenere economicamente da solo la famiglia. Sono stereotipi vecchi e lontani dalla realtà delle cose.
Penso che le eventualità della separazione debbano essere messe nere su bianco al momento del matrimonio, quando si spera, c'è ancora armonia nella coppia. Il matrimonio è un contratto tra due persone, e le eventualità devono essere chiare da subito. Se non c'è sintonia sull'interpretazione del loro matrimonio da parte da entrambe le parti è giusto che il problema si ponga prima di sposarsi e non al momento di separarsi.
Io intanto non mi sposo,...


commento inviato il 24-11-2009 alle 21:26 da onda

 
altro articolo a riguardo (sui giudici)
http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=81590&sez=NORDEST

" l’affido condiviso non è applicato nei Tribunali. Ogni anno agli oltre 90.000 bambini (Istat2007), che subiscono una separazione da loro mai chiesta, viene insegnato brutalmente che c’è un genitore che vince ed uno che perde. Un genitore migliore ed uno peggiore. Il migliore avrà l’80% del tempo del figlio, la casa familiare (anche se non è sua) ed un assegno vitalizio cospicuo per i prossimi 10-15 anni in media. Così nelle separazioni si finisce per occuparsi (aggressore ed aggredito) di questi interessi mettendo in secondo piano la famiglia ed i figli, i figli che diventano a tutti gli effetti il “totem del potere”, la carta “prendi tutto” del più forte e spietato. - Nessun problema ci sarebbe se si facesse a metà, com’è giusto, come prima della separazione, come dice la Costituzione e la nuova legge. Sparirebbero interessi economici, immobiliari, ecc. Ma no, nei tribunali l’affido condiviso non si applica, si applica la “legge inventata” del genitore migliore e di quello peggiore. Dico una cosa a questi signori e signore dei tribunali: ma come vi permettete? Ma chi vi credete di essere per decidere questo? Questa decisione che voi prendete non vi appartiene. E neppure un figlio neppure da maggiorenne o adulto spera e spererà di non dover mai prendere una simile decisione, di non dover mai decidere una cosa così crudele ed infelice." - (invito i neopapà e i papà in separazione a navigare su www.paternita.info)

commento inviato il 24-11-2009 alle 17:21 da rossj

 
caro alesandro
di perfavore alla tua amica stefania che le condizioni di mantenimento posooe esere sempre cambiate e che i soldi per lei gli aggiunge ai quelli per figlio perche sto disgraziato chi sà come cresce con una che si barcamena con tre lavori, magari così lo manderà alla scuola privata bene vestito e se è necesario gli "compra" un futuro migliore.

commento inviato il 24-11-2009 alle 16:33 da jelena

 
senza generalizzare
Giudici le donne hanno voluto la parità dei diritti (cosa giustissima per me) quindi sia trattati come gli uomini, chi ha stabilito che le donne devono avere per forza la casa e i figli? parità si ma quando gli fa comodo, nella mia carriera nelle forse armate ho sentito molte volte dire la frase, " io non posso sono ua ragazza", e mai un ufficiale che dicesse "non sei una ragazza sei un militare come gli altri". Ho sentito una amica di mia madre dire "e perche devo lavorare? tanto il mio ex deve mantenermi per forza". Poi vi era una mia amica che si chiama Stefania che ha rinunciato al mantenimento del ex marito dicendo che preferiva fare 3 lavori che prendere i suoi soldi, ed accettò solo quelli per il figlio. prendete esempio da lei invece di fare le sanguisuche attaccate allo stipendio dell'ex marito.

commento inviato il 24-11-2009 alle 16:16 da ALESSANDRO1980

 
Si ho provato
Io ho conosciuto le difficoltà economiche, certo che le ho conosciute, ma non cambia nulla, i sentimenti non hanno un prezzo prestabilito.
Ci si può separare anche con il portafogli pieno di soldi, si può vivere in armonia sentimentalmente anche con 500 euro al mese.
Questo non vuol dire che sia giusto guadagnare poco, si è padri lo stesso, se poi si ha la sfortuna di avere un ex coniuge con il quale non si comunica , questa è un'altra faccenda.
Alarico buon per te se vivi la tua convivenza serenamente, ti auguro che lo sia per sempre e che tu abbia ragione, ma non è la formula magica. Prova a farci un figlio con la convivente e malauguratamente a separarti poi me la racconti la differenza che c'è con uno sposato.
Generalemte le compagne anche se non sposate ad un certo punto della loro vita vogliono appagare il loro senso di maternita anche noi maschietti a volte lo vogliamo e non ci si può sottrarre, pena ...la separazione di fatto.
Ad ogni modo anch'io vivo felicemente risposato e con altri figli, forse meglio di prima visto che ho anche dei nipoti.

commento inviato il 24-11-2009 alle 16:11 da Max@@@

 
x brandobaldo
Ottima riflessione in Italia le categorie protette sono le mogli, i dipendenti e gli inqulini. Se una donna ha tutte e tre le caratteristiche è in una botte di ferro.

commento inviato il 24-11-2009 alle 16:11 da fabiom1973

 
più equilibrio nelle separazioni
Secondo me ci vorrebbe anche più equilibrio anche da parte dei giudici nelle separazioni. Come sapete quando una famiglia monoreddito si separa il padre finisce letteralmente sul lastrico. Alla moglie resta la casa (nel 100% dei casi), i figli (nel 100 % dei casi) e mezzo stipendio. E la signora magari inizia a lavorare in nero per evitare che le tolgano gli alimenti.
Allora mi chiedo perchè i figli vanno sempre alle mamme??? I padri nelle separazioni sono genitori di serie B.

commento inviato il 24-11-2009 alle 16:04 da fabiom1973

 
non vi sposate
ma per quale motivo una persona deve sposarsi per forza??? chi stabilisce che e' la cosa giusta per una persona??? anche da scapolo si puo' essere felici , il matrimonio per come e' concepito in Italia e' un cappio al collo per l'uomo che dopo la separazione finisce con le pezze al c.... nel 90 per cento dei casi.....
le storie finiscono, se una persona va bene oggi non e' detto che debba andare bene dopo 20 anni..allora perche' sposarsi??? meglio convivere......

scapolo per sempre!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

commento inviato il 24-11-2009 alle 15:04 da alarico

 
X14:47 da Max@@@
I tempi sono cambiati tu dici " Tacciano gli oracoli con le loro ricette sqaullide, quelli che credono di saper governare sentimenti e passioni, forse non le hanno mai provate." Ma tu hai mai provato(io no) a vivere con 500 euro al mese senza un alloggio dove dormire e una moglie che ti nega le visite dei figli che tra l'altro ti vergogni anche vedere viste le condizioni in cui ti trovi? Una volta comunque con uno stipdendio ci si manteneva una famiglia e ci si pagava l'affitto (con difficoltà per carità) ora soprattutto nelle grandi città non ci si sopravvive nemmeno da soli , hanno dimezzato il nostro potere d'acquisto le separazioni sono in costante aumento e di queste tragedie umane ne vedremo sempre più spesso. Devono fare qualcosa , almeno su questa questione , tra un "la pausa pranzo è inutile" e "il processo breve".

commento inviato il 24-11-2009 alle 15:01 da Gabriele X ICS

 
Caro Bobo
per i benpensanti...
che non si sposano, non vogliono figli...per non rischiare di separarsi...pensate un pò se i vostri genitori l'avessero pensata come voi, non avreste potuto neanche scrivere dei commenti così sciocchi !
commento inviato il 24-11-2009 alle 13:39 da bobo

Quando i nostri genitori si sono sposati le cose erano completamente diverse.Forse una volta la donna era sottomessa,e questo ovviamente è ingiusto:ma ora,secondo me,non solo ha raggiunto la parità,come è giusto,ma ha anche messo noi uomini un pò sotto.

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:47 da Sandro

 
Ipocrisia
Il matrimonio o la convivenza con una compagna è una esperienza meravigliosa, i figli poi lo sono ancora di più, a volte le cose vanno male ma si può sempre ricominciare.
Tacciano gli oracoli con le loro ricette sqaullide, quelli che credono di saper governare sentimenti e passioni, forse non le hanno mai provate.
La vita non è un freddo calcolo di convenienza, per viverla bisogna dividerla intensamente con altri, e chi può essere sostituito ad un compagno o ad una compagna per la vita????
La smettano i saccenti a commentare un film che non hanno mai visto.
Le leggi vanno aggiornate, devono considerare i tempi attuali ed i ruoli paritari tra ex coniugi.

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:47 da Max@@@

 
x bobo

Io ho 45 anni e non sono sposato, grazie a Dio!

I miei genitori, pur litigando spessissimo su tutto, non hanno mai pensato di separarsi perchè c'erano di mezzo i figli. Adesso che sono vecchi, e continuano a litigare sempre su ogni cosa, non pensano assolutamente a separarsi perchè ci sono i figli ed i nipoti e poi, dicono l'uno/a dell'altra/o, "come potrei abbandonarlo/a a se stesso, che farebbe senza di me!".

Questa è la differenza, tra noi ed i nostri genitori.

Certo, se avessi incontrato una donna intelligente, coscenziosa e responsabile, come le donne di una volta, mi sarei sposato con gran piacere. Ma sono stato "sfortunato", diciamo così, tutte le donne con cui sono stato fidanzato, dopo i primi 3-4 anni iniziavano a trovarmi difetti (chissà perchè nei primi anni non avevo difetti, al contrario ...) e cominciavano a criticarmi su ogni cosa, preludio di una fine certa del rapporto.

Oggi sono circondato da "ex" che ogni tanto si fanno sentire per dirmi "ancora non capisco perchè ci siamo lasciati". Beh, ve lo dico io perchè ci siamo lasciati, perchè non mi fidavo di voi, perchè ogni volta che avevo bisogno di voi non ricevevo mai il vostro sostegno, la vostra comprensione, il vostro amore, perchè ogni volta che mi facevo la domanda: ma sarà la madre giusta per i miei figli? La risposta era inesorabilmente, NO E' INAFFIDABILE, mi mollerebbe in mezzo ad una strada alla prima difficoltà e non mi farebbe più rivedere i figli !!!

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:42 da giosuè

 
Riflessione
Sono moglie e mamma e spero di non incappare mai, nel corso della mia unione, in un simile sfacelo. Mi chiedo come si possa arrvare a tanto nei confronti di una persona che comunque si è amata e che spesso è il padre dei propri figli. Lungi da me qualsiasi forma di giudizio o polemica, il mio "non capisco" è proprio perchè, non avendo vissuto quest'esperienza, non riesco ad immaginare nenche la mia eventuale reazione. Esprimo comunque la mia solidarietà sia ai bambini, che spesso sono "l'oggetto del contendere", ai papà penalizzati da allontanamenti forzatia prescindere, e alle mamme che cercano comunque di fare del loro meglio.

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:38 da Monica

 
dopo anni di abusi
ora gli uomini pagano le colpe dei loro padri. Pur essendo donna non sono daccordo con i privilegi che le donne oggi hanno. Se accetti un lavoro sai a cosa vai incontro: il lavoro è pesante? si lavora la notte? sei libera di non accettare il lavoro. Tu donna non puoi pensare di avere una rendita a vita solo perchè hai fatto un figlio (e ho conosciuto anche questo tipo di donna)
Ma, come figlia di separati degli anni '70 ho visto mia madre spezzarsi la schiena per campare 2 ragazzine e dopo anni di tribunale si è vista riconoscere un mantenimento ridicolo mentre mio padre ha potuto comprarsi casa e ha potuto far laureare fuori sede i 4 figli della sorella. Mia nonna, prima di lei, ha tirato su 3 figli da sola mentre il marito stava in Africa e si è ripresentato a casa quando non era più autosufficiente portandosi dietro anche il figlio di un'altra.
Dunque ometti ora cercate di sopravvivere ma consolatevi sapendo che probabilmente i vostri figli godranno delle leggi fatte ad hoc per chi sceglie la donna sbagliata

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:35 da sharerndil

 
papà separati e voglia di cambiare
Scusatemi se dirò cose che a molti non piaceranno ma con l'esperienza acquisita da un matrimonio finito a causa del tradimento della coniuge(così dicono tutti anche a Regina Coeli ! )posso consigliare solo una cosa : distruggere(il vecchio diritto di famiglia) e costruire(un nuovo rapporto equivalente tra uomo e donna) come direte voi ? Semplicemente applicando alla lettera l'immagine che questa società ci affibbia ! Ci vogliono bancomat e padri esemplari ? allora per quale motivo la donna(emancipata e di sinistra) aveva chiesto la separazione ? Scelgano loro. Non avete capito ? Per quale motivo uno deve essere ricattato da un sentimento da una parte ed essere sfruttato come responsabile della fine della famiglia dall'altra ! Quindi se esiste rispetto da parte della ex bene altrimenti.....vivete la vostra esistenza lontano da impegni e vedrete che con il tempo le cose cambieranno......(se saremo tanti a fare in questo modo). CAMBIERANNO IL DIRITTO DI FAMIGLIA. Dal punto di vista puramente legale il padre che paga il mantenimento assolve tutti gli obblighi dovuti ma la tutrice (madre) prende le decisioni necessarie per i figli quindi facciamoglielo fare... SEMPRE e COMUNQUE

commento inviato il 24-11-2009 alle 14:15 da il pendolare

 
Conviene?
Il problema si pone sia nel caso che si sia sposati e sia nel caso che si sia semplici conviventi con figli.Giusto per fare una corretta informazionie: Una persona prima di "mettersi in testa questa idea meravigiosa" dovrebbe sapere che 1 matrimonio su 4 fallisce (dati 2001/2006) 3 volte su 4 sono le donne a chiedere il divorzio. il 95 e passa per cento delle volte il genitore affidatario è la madre a cui viene assegnata anche la casa coniugale. Se uno guadagna 1000/1200 euro al mese deve mettere in conto se ha un figlio che ha delle buone possibilità di diventare un barbone con 400/500 euro al mese di entrate (se non ha la casa di proprietà e ha un solo figlio) , non ha possibilità oggettive di lasciare la propria moglie e puo vivere una vita di sottili e costanti ricatti perche alla fine la parte debole è l'uomo in queste condizioni. Puo vivere appunto questa situazione ... sempre che non sia la propria compagna a decidere di troncare la relazione e in queste condizioni nella migliore delle ipotesi si torna a vivere da mamma e papa nelle peggiori si diventa dei simil barboni. La legislazione in materia in Italia è vetusta Solo per fare un esempio Se una famiglia ha una casa in centro da 1 milione di euro la legislazione non prevede che questa venga venduta per poter comprare due case per esempio da 500 mila euro , semplicemente si sbatte fuori il padre di casa. Finche non cambiano le regole obiettivamente non convine ne sposarsi ne mettere al mondo figli

commento inviato il 24-11-2009 alle 13:59 da Gabriele X ICS

 
per i benpensanti...
che non si sposano, non vogliono figli...per non rischiare di separarsi...pensate un pò se i vostri genitori l'avessero pensata come voi, non avreste potuto neanche scrivere dei commenti così sciocchi !

commento inviato il 24-11-2009 alle 13:39 da bobo

 
Cambiare Cambiare e poi cambiare
Bisogna cominciare a cambiare le regole del gioco ormai la discriminazione dei padri in italia è evidente. Bisogna ottenere la parità di convivenza dei figli e mantenimento diretto delle spese basta con queste conviventi o mogli che ottengo tutto magari dopo averci lasciato per un altro. Casa, Figli e Mantenimento. Voglio + equità nel trattamento. Voglio più democrazia. Voglio più considerazione. Cose che adesso sono solo un utopia. Ma perche non se ne discute in parlamento vista ormai l'importanza della cosa??? Questo proprio non lo capisco.

commento inviato il 24-11-2009 alle 13:26 da lux27

 
I padri separati urlano ! Vogliamo la parità !!
Qui cari giudici dobbiamo metterci d'accordo, perchè dare casa a moglie e figli/o consiste nello sfrattare un individuo, se sono sfrattato avrò diritto ad un alloggio popolare, almeno! Molti comuni hanno capito l'ormai dilagante parzialità a danno dell'uomo che dovrebbe pure fornire l'assegno ! io credo che abbiamo passato i limiti della decenza morale, così tanto che, ora sono gli uomini a dover gridare, vogliamo la parità !!

commento inviato il 24-11-2009 alle 12:49 da Marchese del Grillo

 
perchè vi accanite contro il matrimonio ?
perchè vi accanite contro il matrimonio ? il problema qui sta nel mantenimento dei figli, nell'assegnazione della propria casa alla madre che ha anche la custodia dei figli a prescindere se si è sposati o no.
Semmai la domanda che vraeste dovuto fare è : che fate a fare i figli ? ma senza questi addio amore, addio pesnioni e addio specie umana !

commento inviato il 24-11-2009 alle 12:44 da steverm

 
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