Marrazzo, anche per il pusher Cafasso verso l'indagine per omicidio volontarioPetrucci: Brenda cercò il presidente in Regione. Sparito mazzo di chiavi del trans. China: Natalie organizzò la trappola
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ROMA (23 novembre) - Potrebbe diventare un'indagine per omicidio volontario quella relativa alla morte di Gianguerino Cafasso, il pusher legato ad ambienti dei transessuali e indicato dai carabinieri indagati nell'ambito dell'inchiesta su un presunto tentativo di ricatto ai danni dell'ex presidente della Regione Piero Marrazzo come il regista del video al centro del presunto ricatto in questione. Il fascicolo allo stato intestato «atti relativi a», potrebbe subire variazioni all'esito delle conclusioni degli accertamenti medico-legali.
Cafasso morì a 36 anni il 12 settembre scorso in una stanza di un albergo sulla via Salaria in cui viveva per un infarto provocato da overdose. L'autopsia fu eseguita nell'imminenza del decesso, ma alla luce della vicenda Marrazzo, sono stati disposti alcuni approfondimenti. Non sarà necessaria la riesumazione della salma in quanto per tali supplementi di esami sono risultati sufficienti i prelievi già effettuati. Gli approfondimenti in particolare relativi agli esami tossicologici e che potrebbero, si afferma in ambienti giudiziari, dare la svolta all'inchiesta. Modalità di assunzione e quantità della sostanza stupefacente sono al centro di tali approfondimenti. Per far luce su questa morte i magistrati hanno anche sentito Jennifer, il transessuale che condivideva la stanza d'albergo con Cafasso e che la sera del delitto era con l'uomo.
Brenda: manca mazzo di chiavi. Uno dei tra mazzi di chiavi, in possesso di Brenda sparì subito dopo l'aggressione e la rapina subita l'otto novembre scorso dalla stessa Brenda a Roma dopo una rissa con alcuni romeni. Le chiavi potrebbero essere state usate da qualcuno per introdursi venerdì scorso nell'appartamento di via Due Ponti 180 dove Brenda venne trovata morta. Ma agli investigatori risulta sparito un secondo dei tre mazzi di chiavi dell'appartamento del trans.
Atteso esito consulenze tecniche. Intanto gli inquirenti attendono l'esito delle consulenze tecniche e biologiche disposte dopo la morte del trans. In primo luogo l'accertamento della esistenza o meno di sostanze chimiche sul trolley o nella valigia, che abbiano innescato l'incendio. Al lavoro anche i tecnici sul personal computer trovato nel lavandino sotto un getto di acqua corrente nel monolocale. Tra stasera e domani potrebbero giungere i primi risultati sul lavoro fatto sull'hard disk del pc. Oggi in procura si sono recati i legali della famiglia del trans: gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile hanno annunciato che nei prossimi giorni verrà in Italia la madre di Brenda che risiede in una cittadina del Nord del Brasile per poter riportare a casa le spoglie del trans.
La trans China: Natalie intrappolò Marrazzo. «Brenda non mi ha mai detto niente dei filmati. Mi ha
solo detto che a fare la trappola a Marrazzo sono stati Natalie e Giosi». Lo ha detto il transessuale China, amico di Brenda, durante la puntata di Porta a Porta. «Io non credo che Natalie - ha aggiunto China - conoscesse Marrazzo da otto anni. Lei era non solo gelosa di Brenda ma di tutte noi».
Natalie: Marrazzo era preoccupato per video. «Quindici giorni dopo che ero tornata dal Brasile incontrai Marrazzo. In quella occasione mi disse: guarda due trans mi hanno fatto un video e delle foto ma subito dopo l'hanno cancellato», ha ricordato il transessuale Natalie in un'intervista a Porta a Porta. «Tutti sanno che nel telefono resta la memoria e lui era preoccupato che non l'avessero cancellato. Brenda - ha aggiunto Natalie - non voleva andare in Brasile. Io penso che se la sua morte fosse collegata a questa faccenda, la prima persona che doveva morire ero io».
Petrucci: Brenda telefonò in Regione a luglio. «Marrazzo mi ha più volte ribadito di non essere stato ricattato. Fino a quando l'ha chiamato Berlusconi è stato convinto di averla fatta franca; ne era convinto perchè quando chiamò in Regione un uomo che si presentò come Giorgio il poliziotto, quest'ultimo non riuscì mai ad andare oltre la segreteria». Così Luca Petrucci, difensore di Marrazzo, durante la registrazione di Porta a Porta. Secondo il legale anche Brenda avrebbe chiamato in Regione ed esattamente tra il 7 e il 17 luglio. Questo perchè, ha sottolineato il legale, chi ha risposto a quella telefonata è andato poi in ferie. «Ritengo che Brenda - ha aggiunto il legale - abbia chiamato in Regione perchè era in contatto con gli stessi carabinieri accusati di estorsione nei confronti di Marrazzo».
«Bisogna denunciare». «C'è gente che sa, tra i trans, ma che non parla perché ha paura: bisogna denunciare con coraggio per evitare che ci siano altri morti in questa storia». Lo ha detto Imma Battaglia, presidente dell'associazione Di Gay Project, al termine dell'incontro di questa mattina nella questura di Roma con gli inquirenti che indagano sulla morte del transessuale Brenda. Battaglia si è detta convinta che questa «è una faccenda grossa e brutta. Secondo me c'è un mandante ma questa è solo la mia opinione».
L'appello: chi sa parli. «Lanciamo un appello alle trans: quelle che sanno la verità devono collaborare con la magistratura e la con giustizia, devono stare tranquille e non temere. Parlare così, senza conoscere è più pericoloso e crea confusione». Così il presidente dell'associazione sull'identità di genere Libellula Leila Daianis a conclusione dell'incontro in questura.
Ex carabiniere: non sono morti casuali. «Ho una grande voglia di parlare, di dire tutto quello che so. Sulle trans e la gente che gira intorno a questo mondo». Lo dice a Repubblica un ex carabiniere che ha fatto da autista ai viados. «Tutto è iniziato - prosegue - perché abitavo qui. Ho fatto amicizia con alcune trans e ho iniziato ad accompagnarle in macchina. Ero senza lavoro, loro mi pagavano i passaggi. Era un modo per mettersi in tasca qualche soldo. E pian piano mi sono guadagnato la loro fiducia, mi raccontavano segreti. Ci ho messo poco a capire che era un mondo marcio con storie terribili di sfruttamento e di droga. Non so cosa mi sia preso ma volevo aiutarle. Tanto che, dopo un po' sono andato dai carabinieri per offrire la mia collaborazione. Ho parlato proprio con uno di quelli che poi sono stati arrestati, lo conoscevo, era di zona, e lui mi ha detto che andava bene, di tenerlo aggiornato. Alcune trans mi hanno voltato le spalle, mi dicevano che ero una spia, che avevo contatti con i carabinieri. Mi sono sentito venduto, come se quelle rivelazioni fatte in caserma mi si fossero rivoltate contro, come se qualcuno avesse detto ai viados della mia volontà di riferite i soprusi che subivano. Rimango convinto che le morti di Rino e di Brenda non siano casuali. Non possono esserlo».
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commento inviato il 28-11-2009 alle 22:36 da bettytrans | | | |
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commento inviato il 28-11-2009 alle 22:23 da bettytrans | | | |
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commento inviato il 26-11-2009 alle 12:03 da vittorio1 | | | |
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commento inviato il 26-11-2009 alle 08:18 da screwdriver | | | |
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commento inviato il 25-11-2009 alle 11:57 da vittorio1 | | | |
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commento inviato il 25-11-2009 alle 10:54 da grompi | | | |
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commento inviato il 24-11-2009 alle 21:13 da vittorio1 | | | |
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commento inviato il 24-11-2009 alle 19:41 da screwdriver | | | |
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commento inviato il 24-11-2009 alle 17:58 da Mirella | | | |
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commento inviato il 24-11-2009 alle 17:10 da vittorio1 | | | |
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commento inviato il 24-11-2009 alle 17:00 da vittorio1 | | | |
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commento inviato il 24-11-2009 alle 15:38 da ale1782 | | | |
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