ROMA (16 novembre) - Nuovo show di Gheddafi a Roma, fra passeggiate in centro, incontri con centinaia di ragazze e una cena a palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi.
Il «mio amico Silvio Berlusconi». Il leader libico torna a Roma per il vertice sulla fame nel mondo e, arrivando alla Fao, abbraccia il premier italiano. In nome di quell' «eterna amicizia» che si sono giurati solo qualche mese fa. Quando in Libia, presente Berlusconi, il Congresso generale del popolo libico diede il via il via libera definitivo al "Trattato di amicizia e cooperazione tra Roma e Tripoli". E se l'incontro di stamattina alla Fao è stata l'occasione per riabbracciarsi e scambiarsi - tra molti sorrisi - qualche "cortesia" e nuovi "complimenti", stasera i due hanno potuto parlarsi da "amici" per due ore in una cena a Palazzo Chigi offerta dal premier.
Il colonnello libico poco prima aveva mandato in tilt il traffico in centro per una visita lampo del rais a piazza San Lorenzo in Lucina. Il leader libico si è fermato ai tavolini esterni del bar Ciampini per prendere un caffè. Decine di automobili di scorta del leader libico sono parcheggiate in via del Corso a partire dall'incrocio con via Tomacelli. Imponente lo schieramento di uomini e mezzo delle forze dell'ordine e della sicurezza libica. Gli automobilisti e i mezzi pubblici sono rimasti imbottigliati su via del Corso senza che nessuno fornisca loro indicazioni sul motivo del blocco stradale.
Stasera nuova la serata di galà con ragazze italiane. I pullman con le giovani - che
anche questa sera hanno prima passato un casting per bellezza, altezza, eleganza succinta nel vestire - sono arrivate, con i pullman, nella villa in un quartiere residenziale di Roma nord dove già ieri sera il leader libico aveva incontrato 200 giovani donne, intrattenendole per oltre un'ora sull'Islam e il ruolo della donna nel mondo musulmano. Stasera dai pullman sono scese ragazze, belle, alte, molte con tacchi a spillo e mise da sera. Questa sera - secondo le indicazioni raccolte da Hostess-web, l'agenzia di hostess che ha curato il reclutamento delle giovani
- dovrebbero partecipare alla serata circa 250 giovani.
Alte, belle, magre (richiesta una taglia non oltre la 42-44 e foto intera!), ben vestite ma non succinte, come ieri sera. Secondo quanto si è in grado di apprendere l'agenzia dopo la serata di ieri ha registrato un boom di richieste. Complice probabilmente l'eco mediatico registrato domenica dall'evento con Gheddafi sono state molte le richieste per un ingaggio che oggi prevede un cachet da 75 euro lordi, più o meno 60 euro netti (qualcosa in più quindi dei 50, saldati ieri sera). Anche stasera si prevede che le giovani siano intrattenute dal colonnello sul Corano e invitate, come già ieri, alla conversione.
«Convertitevi all'Islam»: con questa esortazione il leader libico aveva infatti chiuso domenica l'insolita serata nella residenza dell'ambasciatore libico dove ha incontrato circa 200 giovani ragazze italiane. Il colonnello ha fatto trovare alle 200 ragazze una sala, allestita con sedie e poltrone a ferro di cavallo, improvvisando una lezione, di religione ed un seminario sul ruolo femminile nell'islamismo.
Per le donne doveri adatti alla loro costituzione. Seduto al centro del consesso, in una delle sue tenute nere, rigorosamente con il basco, Gheddafi ha così chiesto alle ragazze di fare domande a cui ha in parte risposto per poi dissertare lungamente sul ruolo della donna: «io sono a fianco delle donne» ha esordito incassando un applauso dalla platea per poi spiegare di essere a favore dei «pari diritti» ma non dei pari doveri. Perchè - ha proseguito - i doveri delle donne devono essere adattati alla loro costituzione».
In regalo una copia del Corano. Il leader libico, che ha regalato a ognuna delle partecipanti una copia del Corano in versione italiana, nonché una copia del suo volume “Il libro verde”, ha quindi esortato le ragazze a "convertirsi all'Islam", offrendo loro l'appoggio ed il sostegno per effettuare un viaggio alla Mecca, tappa fondamentale almeno una volta nella vita per ogni buon musulmano.