FRANCOFORTE (12 novembre) - In tutti i Paesi dell'Eurozona «assume un'importanza cruciale un maggior impegno a favorire la crescita sostenibile e l'occupazione poiché la crisi finanziaria potrebbe avere inciso verosimilmente sulla capacità produttiva delle economie dell'area». Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile, spiegando che «la moderazione nella fissazione dei salari, una sufficiente flessibilità dei mercati del lavoro ed efficaci incentivi all'occupazione sono indispensabili per prevenire una disoccupazione strutturale molto più elevata nei prossimi anni».
Fondamentale l'equilibrio dei conti pubblici. I governi di Eurolandia, dice la Bce, «devono rendere note e attuare tempestivamente strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti pubblici che siano ambiziose», altrimenti si «potrebbe rischiare seriamente di compromettere la fiducia dei cittadini nella sostenibilità delle finanze pubbliche e nella ripresa economica». Sul fronte delle politiche fiscali, «i governi di molti dei Paesi dell'area dell'euro devono far fronte a squilibri di bilancio ampi e in netta ascesa», e in questo contesto «il fabbisogno assai elevato del settore pubblico potrebbe innescare repentini cambiamenti del clima di fiducia dei mercati, determinando tassi di interesse a medio e lungo termine meno favorevoli», con conseguenze negative sugli investimenti privati e, a catena, su «una crescita sostenuta». Il Consiglio Bce «esorta quindi» i governi a delineare chiaramente le exit strategy, con misure di riequilibrio dei conti «che siano ambiziose, fondate su ipotesi di crescita realistiche e incentrate soprattutto sulla riforma della spesa». Per questo motivo, «gli sgravi fiscali dovrebbero essere considerati solo nel medio periodo, una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci». La Bce sottolinea che «le recenti conclusioni dell'Ecofin, che sollecitano ad avviare il processo di risanamento al più tardi nel 2011, ed andare ben oltre il parametro dello 0,5% del Pil l'anno in termini strutturali, rappresentano il requisito minimo per tutti i Paesi dell'area euro».
La contrazione dell'occupazione comincia ad attenuarsi. Le condizioni sui mercati del lavoro dell'Eurozona «hanno continuato a deteriorarsi nei mesi recenti», scrive la Bce. L'andamento degli ultimi dati suggerisce, tuttavia, che «il ritmo della contrazione dell'occupazione potrebbe aver cominciato ad attenuarsi». I risultati delle indagini più recenti presso le imprese «indicano che l'occupazione dovrebbe continuare a contrarsi nel terzo trimestre, seppur a un ritmo più moderato». Nonostante gli ultimi trimestri di contrazione, conclude la Bce, «va sottolineato che l'occupazione dell'Eurozona ha dato prova di relativa buona tenuta durante il periodo di turbolenza, se si considera il notevole calo dell'attività economia».
A fine anno recupero della produttività. La produttività del lavoro ha continuato a diminuire nel secondo trimestre, ricorda la Bce, e, in prospettiva, dovrebbe mostrare un graduale recupero nell'ultima parte dell'anno per l'effetto congiunto di un'ulteriore deterioramento dell'occupazione e di un progressivo rafforzamento dell'attività economica.
Riviste al ribasso le stime dell'inflazione. Gli esperti europei di istituzioni finanziarie e non finanziarie intervistati nell'ambito della "Survey of Professional Forecasters" (Spf) rivedono al ribasso le loro stime di inflazione nell'area dell'euro. Per il 2009, si rileva nel bollettino mensile della Bce, gli intervistati prevedono un'inflazione a +1,2% nel 2010 (contro +1,1% stimato in precedenza) e dell'1,6% nel 2011. Per il 2009 stimono un'inflazione a +0,3% contro +0,4% in precedenza.