ROMA (11 novembre) - È giallo sulla morte di Laura Zambani, 55 anni, prostituta, trovata riversa in una pozza di sangue sotto al letto del suo appartamento in uno stabile di due piani in via Squillace, a Roma.
La donna è stata colpita alla testa con un corpo contundente che le ha sfondato il cranio. In un primo momento si era pensato a una morte violenta avvenuta per sbaglio durante un gioco erotico. Ma gli investigatori tendono a supporre che si sia trattato di un delitto d'impeto.
Per gli inquirenti la donna ha aperto la porta al suo assassino. Forse lo conosceva, forse una persona di cui si fidava anche se non si esclude che possa essere qualcuno legato al suo lavoro, un cliente.
Ha cercato di difendersi. In merito alla posizione della donna, trovata vestita sotto al letto, la polizia ipotizza non tanto un tentativo di occultamento del cadavere quanto lo sforzo della donna, agonizzante, di sottrarsi all'aggressore. Poco lontano c'era un sacchetto di plastica.
A dare l'allarme la figlia. Sul posto, ieri sera poco dopo le 20, sono intervenuti i Vigili del Fuoco avvisati dalla figlia della donna dopo aver ricevuto una telefonata di un amico della madre preoccupato perché non riusciva a rintracciarla. «Non ho notizie di Laura da alcune ore, al telefono non risponde, sono preoccupato», le aveva detto.
Le ricerche della polizia. La Squadra Mobile di Roma, diretta da Vittorio Rizzi, ha effettuato i primi rilievi per tentare di individuare tracce dell'autore dell'efferato delitto, qualche segno indelebile del suo passaggio. La polizia ha effettuato anche delle ricerche intorno all'abitazione per tentare di individuare l'arma con cui l'assassino ha ucciso la donna, ma nulla è stato ancora trovato. In queste ore si scava anche nella vita privata della donna.