ROMA (9 novembre) - Nei confronti di Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e coordinatore regionale del Pdl in Campania, è stata firmata una richiesta di autorizzazione per l'esecuzione di una misura cautelare. La richiesta dovrebbe essere inoltrata alla Camera domani. Non è chiaro se la misura richiesta sia la detenzione in carcere, gli arresti domiciliari o un'altra misura di carattere interdittivo. Cosentino è indagato per presunti contatti con il clan dei Casalesi nell'ambito di un procedimento scaturito dalle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
«Alla presidenza della Camera non risulta pervenuta, allo stato, alcuna richiesta da parte dell'autorità giudiziaria di Napoli», precisa il portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano.
Concorso esterno in associazione camorristica. La misura cautelare sarebbe stata emessa dal gip Raffaele Piccirillo, su richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci. I magistrati ipotizzerebbero a carico di Cosentino un concorso esterno in associazione camorristica. Trattandosi di un deputato, il gip - come stabilisce la legge - ha disposto la notifica dell'ordinanza al Presidente della Camera, con richiesta di autorizzazione all'esecuzione del provvedimento. La documentazione sarà poi inviata alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, che dovrà formulare una proposta per l'Aula. La posizione di altri indagati coinvolti nello stesso procedimento, sui quali pendono richieste di misure cautelari, sarebbe stata stralciata.
L'inchiesta della Dda di Napoli è scaturita dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Quest'anno più volte organi di stampa avevano diffuso dichiarazioni di pentiti che chiamavano in causa Cosentino. Tra gli ultimi verbali noti, quello con le rivelazioni di Gaetano Vassallo, imprenditore ritenuto contiguo ai Casalesi, che da tempo sta collaborando con la giustizia. L'imprenditore avrebbe, tra l'altro, fatto riferimento a comunanze di interessi dei Casalesi e di Cosentino per la realizzazione dell'inceneritore di Santa Maria La Fossa, accuse dalle quali Cosentino si è difeso sostenendo di essersi sempre opposto all'impianto. Il parlamentare, a proposito della diffusione delle accuse dei pentiti, ha denunciato nei giorni scorsi l'esistenza di una «macelleria mediatica».
Il legale del sottosegretario, Stefano Montone, si è recato oggi dal procuratore Giovandomenico Lepore e dal gip Piccirillo. Il penalista negli ultimi tempi aveva informato i magistrati che Cosentino era disponibile a presentarsi per dichiarazioni spontanee o per rendere interrogatorio, ma gli inquirenti - ha spiegato il legale - non hanno ritenuto di dover accogliere tali richieste.
Pdl Campania: non consentiremo strumentalizzazioni. Il Popolo della libertà della Campania, in una nota, «esprime fraterna solidarietà all'onorevole Nicola Cosentino, nella convinzione che presto si dimostrerà l'assoluta estraneità del coordinatore regionale del Pdl, dalle ipotesi di reato contestategli. Resta inteso che il Popolo della libertà della Campania non consentirà alcuna strumentalizzazione politica dell'iniziativa intrapresa dalla magistratura».